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Pil Uk shock, -30%. Bank of England: tassi fermi e stimoli

Pil Uk shock, -30%. Bank of England: tassi fermi e stimoli

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

07 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Previsioni shock per il Pil Uk nel primo semestre 2020. Ma come la Bce, la Bank of England non si avventura in territorio negativo: lascia invariati i tassi e aumenta le misure di allentamento quantitativo

Quasi un terzo della ricchezza della nazione spazzato via dalla crisi Covid. Il rapporto di politica monetaria della Bank of England è impietoso: il Pil Uk crollerà del 30% nel primo semestre 2020. A incidere, sono soprattutto i primi tre mesi dell’anno. Per il secondo trimestre infatti la contrazione è “solo” del 3%.

Timoniere nella tempesta, la Boe segue Bce e Fed nel non sperimentare tassi negativi, lasciando invariato il saggio di sconto allo 0,10%. Del resto, due tagli li ha già effettuati negli scorsi mesi: a inizio anno infatti il tasso di riferimento era allo 0,75%. Al di là del costo del denaro ai minimi storici, la Bank of England segue le sue pari anche nelle misure di stimolo e annuncia un potenziamento del programma di acquisto titoli (Qe, quantitative easing).

I nove membri del Comitato di politica monetaria (Monetary policy committee, Mpc) hanno votato all’unanimità per la decisione, ritrovando l’accordo che non avevano trovato nella scorsa riunione, quando due membri avevano votato contro. Soprattutto, il comitato ha deciso, sempre all’unanimità, di varare un piano Qe da 645 miliardi di sterline, ulteriore rispetto ai 200 dell’ultima riunione. L’istituto prevede inoltre che l’inflazione scenderà dello 0,5% nel 2021, per poi dirigersi verso il 2% nel 2022.

Il Pil shock Uk e l’ammonimento alle banche: una lezione per l’Italia?

Soprattutto, la Boe ammonisce le banche britanniche. La contrazione shock del Pil Uk però potrebbe non essere il punto più basso per l’economia dell’oltremanica. La banca centrale ammonisce le banche del Paese che se non dovessero essere di supporto alle imprese con prestiti ad hoc, la recessione sarebbe ancora “più lunga e profonda”, con fallimenti a catena. Esaminando poi un vastissimo campione di conti correnti bancari, la Boe rileva che durante la crisi Covid la spesa delle famiglie del Regno Unito è diminuita del 30% (curiosa l’analogia con la contrazione del prodotto interno lordo). Il governatore Andrew Bailey insiste molto sul fatto che i principali prestatori debbano fornire credito ai loro clienti business. In caso contrario, le minori passività di breve per le banche si trasformerebbero in una voragine dopo qualche tempo. Con un numero sempre maggiore di fallimenti e la disoccupazione in ulteriore salita, anche le banche verrebbero travolte. Ecco il perché di una richiesta che ha il sapore della strategia.

La disoccupazione salirà al 9%, nonostante le azioni del governo. L’ammontare complessivo di disoccupati sarà superiore a quello della crisi 2008/2009.

Teresa Scarale
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