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Pil eurozona: S&P vede rimbalzo meno accentuato nel 2021

Pil eurozona: S&P vede rimbalzo meno accentuato nel 2021

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Redazione We Wealth
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01 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • S&P: per il Pil dell’eurozona è attesa una contrazione del 7,2% nel 2020 seguita da un rimbalzo del 4,8% nel 2021

  • A detta degli economisti dell’agenzia di rating, l’economia italiana si contrarrà dell’8,7% nel 2020, con una crescita stimata del 5,3% nel 2021

  • “L’estensione del sostegno alle politiche fiscali e monetarie, nonché il loro coordinamento, saranno essenziali per riavviare l’economia dal 2021 in poi” ribadisce l’agenzia

Nonostante i lockdown parziali abbiano interrotto la ripresa in atto, per gli economisti dell’agenzia di rating il Pil dell’eurozona può ancora rimbalzare. Riviste anche le previsioni per l’Italia

Per l’economia dell’eurozona c’è ancora spazio per un rimbalzo nel 2021. È questa la view degli economisti di S&P Global Ratings, che in un nuovo report hanno rivisto le precedenti stime di crescita della zona euro. Nonostante il secondo round di lockdown – caratterizzato da misure di contenimento meno rigide rispetto al primo – abbia interrotto il recupero in atto, la ripresa ci sarà, anche se verrà “posticipata al secondo e terzo trimestre del 2021, quando la situazione dovrebbe iniziare a normalizzarsi” scrivono gli esperti, ipotizzando che i vaccini saranno ampiamente disponibili entro la fine del secondo trimestre.

Stando al report, per quanto riguarda il Pil dell’eurozona, è attesa una contrazione del 7,2% nel 2020 seguita da un rimbalzo del 4,8% nel prossimo anno (la previsione fatta a settembre era +6.1% nel 2021). Guardando all’Italia, S&P è più ottimista per il 2020, in cui è prevista una contrazione dell’8,7% mentre ha rivisto a ribasso le previsioni per il 2021, con una crescita stimata del 5,3% (le previsioni precedenti erano rispettivamente -8,9% e +6,4%).

“L’estensione del sostegno alle politiche fiscali e monetarie, nonché il loro coordinamento, saranno essenziali per riavviare l’economia dal 2021 in poi” ribadisce l’agenzia, evidenziando come le misure messe in campo a marzo dalla banca centrale e dal governo ed estese oltre il quarto trimestre del 2020 abbiano contribuito a rimettere l’economia in carreggiata.

Inoltre, sul fronte dell’inflazione, a detta degli esperti, “la Bce non avrà altra scelta se non quella di mantenere i tassi di interesse più bassi e più a lungo ed estendere i suoi acquisti di asset fino alla fine del 2021, dato che è improbabile che le pressioni inflazionistiche salgano prima del 2023”.

“I rischi per le nostre prospettive macroeconomiche rimangono orientati al ribasso, ma sono leggermente più equilibrati rispetto a tre mesi fa”, aggiungono gli esperti, citando tra i principali rischi al rialzo quelli legati alla disponibilità del vaccino che potrebbe arrivare più rapidamente di quanto indicato nello scenario base e gli effetti positivi sulla fiducia dovuti alla semplice esistenza di un vaccino.

Redazione We Wealth
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