PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Pil: abbiamo sempre sbagliato a calcolarlo?

Pil: abbiamo sempre sbagliato a calcolarlo?

Salva
Salva
Condividi
Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

01 Luglio 2020
Tempo di lettura: 10 min
Tempo di lettura: 10 min
Salva
  • Secondo gli economisti di Stanford, il Prodotto interno lordo non è un indicatore accurato poichè non tiene conto di molti dei benefici che le persone e le economie ricevono dalla natura

  • Gli autori della ricerca hanno sviluppato il Gross ecosystem product (Gep), un nuovo indicatore che sintetizza il valore dei contributi della natura all’attività economica

I ricercatori di Stanford hanno sviluppato un nuovo modo per misurare lo stato di salute di un’economia che – a differenza del Pil – tiene conto della natura

Abbiamo sempre sbagliato a calcolare il Pil? Secondo gli economisti di Stanford, il Prodotto interno lordo non è un indicatore accurato. Stando a una nuova ricerca del Natural Capital Project (un progetto dell’università di Stanford in collaborazione con altri partner) il Pil, principale indicatore usato per misurare lo stato di salute di un’economia, che riflette il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un paese, non tiene conto di molti dei benefici che le persone e le economie ricevono dalla natura, come l’acqua pulita e la sicurezza del clima.

Per colmare questa mancanza gli autori hanno sviluppato il Gross ecosystem product (Gep), tradotto letteralmente il “Prodotto lordo dell’ecosistema”, un nuovo indicatore che sintetizza il valore dei contributi della natura all’attività economica. “Negli ultimi 50 anni il Pil globale è cresciuto del 370%, tuttavia, insieme ad una crescente prosperità economica stiamo assistendo ad una degradazione del capitale naturale vitale, che è alla base del benessere umano” sottolinea Stephen Polasky, professore di economia ecologica e ambientale presso la University of Minnesota e co-autore dello studio.

Il team di ricercatori guidato da Zhiyun Ouyang, direttore del Centro di Ricerca Ambientale dell’Accademia cinese delle scienze, ha condotto uno studio pilota per testare il nuovo indicatore, usando come banco di prova la provincia cinese di Qinghai, denominata la “Torre d’acqua dell’Asia” poiché vi si trovano le sorgenti del Fiume Giallo, dello Yangtze e del Mekong, che forniscono acqua a gran parte della Cina e altri paesi del sud-est asiatico. ” Il Qinghai è ricco di capitale naturale, ma il suo Pil da solo non riflette quel valore. Attraverso questo nuovo indicatore, siamo stati in grado di attribuire un valore a importanti servizi ecosistemici, in particolare all’approvvigionamento idrico” osserva Ouyang, sottolineando che la provincia attualmente esporta capitale naturale in altre zone, ma questo non viene calcolato nel Pil.

“Vediamo un potenziale futuro in cui il GEP è riportato a fianco del Pil in tutte le economie” commenta Gretchen Daily, professoressa di Scienze Ambientali a Stanford e autrice senior dello studio. Il Gep potrà indirizzare gli investimenti e guidare le politiche dei governi, incentivandoli a “prendere decisioni che proteggano le risorse naturali dalle quali dipendiamo tutti” sottolinea Mary Ruckelshaus, managing director del Natural Capital Project.

Secondo Francesco Daveri, professor of macroeconomic practice e direttore del Full-Time MBA alla SDA Bocconi, è vero che di per sé, la disponibilità di risorse naturali non contribuisce al Pil, ma è anche vero che un paese che ne dispone può metterle a frutto con del lavoro o del capitale trasformandole in Pil. “Il tema di come valorizzare gli intangibles o le risorse naturali è ricorrente nel calcolo del Pil. È l’uso di un asset che fa Pil, mentre l’asset in sé è uno stock, che quando frutta produce reddito” spiega Daveri a We Wealth, sottolineando che contabilizzare i beni e le risorse intangibili (es. capitale umano, brevetti) e non rinnovabili (es.acqua, aria pulita) va fatto “seguendo un approccio coerente che tenga anche conto delle esternalità negative causate, come ad esempio  le emissioni di Co2”.

 

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Outlook e Previsioni Cina