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Pictet, i mercati scontano un accomodamento che non ci sarà

Pictet, i mercati scontano un accomodamento che non ci sarà

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Livia Caivano
Livia Caivano

19 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Previsto un ulteriore allentamento della politica monetaria della Fed

  • Ma le aspettative del mercato, di un taglio di altri 100 punti base, secondo l’asset manager sono eccessive

Gli investitori scommettono sull’accomodamento monetario delle banche centrali e l’azionariato globale tocca i massimi storici. Secondo Pictet  Asset Management, però, anche se la crescita economica globale quest’anno sarà inferiore al suo potenziale, l’allentamento delle politiche sarà più contenuto di quanto ci si aspetta

“Sebbene il recente deterioramento dei dati economici  suggerisca che la crescita mondiale quest’anno si assesterà intorno al 2,2%, inferiore al suo potenziale, si tratta di un rallentamento che non garantisce un allentamento deciso della politica monetaria”, si legge nella panoramica mensile sull’asset allocation a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management. “Per queste ragioni, rimaniamo cauti sulle azioni e abbiamo pertanto mantenuto la nostra  posizione di sottopeso su tale classe di attivi. È difficile rimanere positivi anche sulle obbligazioni, in un momento in cui un importo record di 13 mila miliardi di dollari di debito globale presenta un rendimento negativo. Manteniamo il nostro sovrappeso sulla liquidità”.

Stati Uniti, Europa e mercati emergenti

Secondo l’analisi del ciclo economico realizzata da Pictet, l’economia globale vive un rallentamento diffuso e i settori industriali e manifatturieri sono sensibili alle esportazioni, messi sotto pressione dalla minaccia della guerra dei dazi.“Da nessuna parte  come negli Stati Uniti appare evidente questa situazione – prosegue il report -Detto ciò, la domanda dei consumatori è resiliente e i mercati del lavoro rimangono solidi. Prevediamo che la Fed statunitense opererà un leggero allentamento della politica monetaria dopo il taglio di 25punti base di luglio, ma che si limiterà a una politica di garanzia più modesta di quanto stanno attualmente scontando i mercati finanziari”. Le aspettative del mercato per il taglio di altri 100 punti base sono quindi per l’asset manager troppo aggressive.

“La previsione per l’economia dell’eurozona è più rosea. Su base trimestrale, l’indicatore anticipatore della regione è cresciuto per quattro mesi di fila, grazie al miglioramento della produzione industriale in Francia e Italia, al sentiment dei consumatori migliore e a mercati del lavoro più solidi”.

Nei mercati emergenti “l’economia cinese  ha registrato la crescita più lenta degli ultimi 27 anni nel secondo trimestre, nonostante la tenuta relativamente buona del settore dei servizi. Ma nel complesso, la crescita del mondo emergente rimane relativamente in salute”.

Cosa ci dicono i numeri

“I nostri indicatori della liquidità suggeriscono di assumere una posizione cauta sugli attivi rischiosi”. Secondo il modello realizzato da Pictet, il rapporto price-earnings dell’indice S&P500 implica che le banche centrali mondiali offriranno iniezioni di liquidità per 1800 miliardi di dollari nel 2019, oltre la media annua di 1200 miliardi di dollari registrati dalla crisi finanziaria del2008 a oggi.“Tale stimolo richiederebbe un allentamento monetario simultaneo negli Stati Uniti, nell’Eurozona, in Giappone e in Cina -uno scenario a nostro avviso improbabile”.

“Il nostro modello di analisi delle valutazioni indica che le azioni non sono né costose né convenienti a livello globale. A livello regionale, tuttavia, il mercato statunitense è ancora i più costoso”, meglio le azioni giapponesi e britanniche che risultano più convenienti di quelle globali.

Livia Caivano
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