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Petrolio: solo nubi all’orizzonte

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

15 Settembre 2020
Tempo di lettura: 10 min
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  • Le nuove stime dell’Opec sulla domanda di petrolio a livello globale vedono una flessione più marcata nel 2020 e un rimbalzo meno accentuato nel 2021

  • Stando a un report di BP, nei prossimi 30 anni la domanda globale potrebbe crollare fino all’80%

L’Opec taglia le stime sulla domanda di petrolio nel 2020 e nel 2021. BP rincara la dose: la domanda non tornerà più ai livelli pre-covid

Il petrolio sta andando verso un inesorabile declino? Guardando alle ultime previsioni di mercato sembrerebbe proprio questa la direzione imboccata dall’oro nero, sia nel breve nel lungo periodo. Nel suo ultimo rapporto mensile, l’Opec ha abbassato le sue stime sulla domanda globale nel 2020 e nel 2021. Come se non bastasse, ci ha pensato BP a sferrare il colpo di grazia. Nel suo Energy Outlook 2020, il colosso energetico sostiene che la domanda di greggio a livello mondiale potrebbe non riprendersi mai completamente dallo shock causato dalla pandemia.

L’Opec taglia le stime 2020/21

La pandemia peserà più del previsto sul mercato del greggio. L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec), che ha compiuto 60 anni questo lunedì, ha rivisto al ribasso le sue stime sulla domanda globale di petrolio. In particolare, le nuove previsioni vedono un crollo della domanda di 9,46 milioni di barili al giorno (rispetto ai 9,06 milioni previsti il mese scorso) per una media giornaliera attorno ai 90,2 milioni di bpd. Peggiorano anche le previsioni per il 2021. A detta dell’Opec, il rimbalzo della domanda sarà infatti meno accentuato di quanto previsto inizialmente per l’anno prossimo, con un aumento di 6,62 milioni di bpd, 370 mila barili al giorno in meno rispetto alle ultime stime, per una media di 96.9 mb/d.

“I rischi – avverte l’Opec – restano elevati e orientati al ribasso, soprattutto in relazione allo sviluppo dei casi di Covid-19 e di potenziali vaccini”. Inoltre, a pesare ulteriormente sul mercato,  l’incertezza sulla “velocità di ripresa dell’attività economica complessiva e il potenziale di crescita della domanda di petrolio in altri paesi asiatici, inclusa l’India” e l’impatto del “crescente uso del telelavoro e delle videoconferenze” sulla domanda di carburante per i trasporti.

BP: pessimisti anche sul lungo periodo

Se da un lato l’Opec è più pessimista sui prossimi due anni, BP intravede un declino del mercato globale nei decenni a venire. A detta degli analisti del colosso petrolifero britannico, la domanda di greggio a livello mondiale potrebbe già aver raggiunto il picco nel 2019 e continuerà a scendere nei prossimi 30 anni. In particolare, all’interno del suo ultimo Enegy outlook, BP elabora tre scenari, denominati Rapid, Net zero, Business as usual. Nei primi due scenari, che prevedono rispettivamente una flessione della domanda di circa il 50% e l’80% entro il 2050, “il livello della domanda di petrolio non si riprenderà completamente dal brusco calo causato dal Covid-19”, scrivono gli analisti. Una view che, fa notare il New York Times, “rafforza la logica alla base della recente decisione dell’amministratore delegato di BP, Bernard Looney, di limitare gli investimenti e la produzione di petrolio e gas a favore di un’energia più pulita”.

Virginia Bizzarri
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