PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

La "pazzia" della Fed secondo Donald Trump

15 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • L’andamento dei tassi reali rivela le azioni della Fed

  • Tre motivi per essere prudenti (ancora per poco)

Davvero i continui aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve sono imputabili alla sua “follia”, come ha affermato il presidente degli Stati Uniti? Le cose stanno diversamente. Parola di Dws

L’azionario Usa ha subito un pesante sell-off e il presidente Donald Trump ha pensato bene di accusare la “pazzia” della Fed per questo. La follia della Federal Reserve starebbe nella sua politica monetaria restrittiva. Ma, come evidenzia l’analisi del gestore Dws, le cose stanno diversamente.

 

 

Courtesy DWS

I rendimenti dei titoli di stato statunitensi (treasury bond) a 10 anni hanno raggiunto il livello più alto da sette anni a questa parte. Questo, solo nelle ultie settimane. Scomponendo però il rendimento dei Tips, ossia dei Treasury inflation protected securities, in tassi di interesse reali e aspettative di inflazione, si riesce a fare un po’ di chiarezza.

Perché la Fed aumenta i tassi

Come mostra il grafico di Dws, la maggior parte dei recenti aumenti dei rendimenti è dovuta all’aumento dei tassi di interesse reali. I quali ora sono anche ai massimi da sette anni. Questo potrebbe essere indice del forte impulso economico attualmente in atto negli Stati Uniti, innanzitutto. Al quale poi “potrebbe alla fine calmare gli animi sui mercati azionari con l’avvio della stagione degli utili”, afferma il gestore. Come si vede dal grafico, questo significa inoltre che la Fed sta “andando a ritmo”, ossia operando rialzi sui tassi con i tempi opportuni. Cioè in modo abbastanza veloce da non lasciare sfuggire le aspettative inflazionistiche.

I motivi per essere prudenti

  1. Primo, ancora per un po’ i titoli del tesoro americani potrebbero essere oggetto di vendite eccessive. I motivi che hanno indebolito la domanda di obbligazioni governative Usa (e quindi aumentandone i rendimenti) sono diversi, e di tipo tecnico. Dws cita l’aumento dei costi di copertura valutaria e la scadenza degli sgravi fiscali di metà settembre. Questi fattori però potrebbero già stare per dissolversi. Questo stando agli ultimi risultati delle indagini congiunturali. Infatti, “il posizionamento su scadenze a breve è tornato ai massimi livelli per la prima volta a metà settembre”.
  2. Il secondo punto di attenzione è che l’aumento dei tassi reali sembra essere uno stimolo al sell-off sui mercati azionari. E’ possibile che i titoli del tesoro Usa siano una sorta di valvola di sfogo irrazionale per gli investitori azionari. I quali al momento si preoccupano in realtà di altri rischi, a cominciare dalle continue tensioni tariffarie a livello globale.
  3. Terzo. Naturalmente, non vi è alcuna garanzia che “i mercati obbligazionari abbiano fatto le cose nel modo giusto”. Con questo il gestore semplicemente vuole dire che il sell-off potrebbe essere ingiustificato.
Teresa Scarale
Teresa Scarale