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Passaggio generazionale, importante per il 100% delle donne Hnwi italiane

Passaggio generazionale, importante per il 100% delle donne Hnwi italiane

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Un matriarcato ricco e felice? Il primo monitoraggio di Finer sulla popolazione degli ultra ricchi italiani evidenzia il ruolo chiave delle donne nella gestione patrimoniale familiare

  • Le donne Hnwi sono molto presenti nel tessuto decisionale familiare per quanto riguarda il passaggio generazionale

  • Il punto comune resta però la performance degli investimenti: i 3/4 delle donne e i 2/3 degli uomini affluent la reputano elemento imprescindibile nell’operato del wealth manager

Intervistato in merito alla loro recente ricerca su un campione di 100 hnwi italiani, il ceo di Finer Nicola Ronchetti esalta le abilità sottili delle donne, il loro indispensabile ruolo “pivot” nel dirimere le questioni legate al passaggio generazionale. Con uno scopo: la protezione e l’accrescimento del valore

“C’è sicuramente un netto miglioramento nella qualità dell’approccio alla gestione della ricchezza delle donne hnwi italiane, spesso imprenditrici. Il cambiamento si osserva soprattutto nel bacino delle nuove aziende dei servizi, ma anche nel manifatturiero, con lo sviluppo del digitale”. A parlare è il ceo di Finer Nicola Ronchetti, a commento del loro primo monitoraggio sulla clientela affluent. In particolare, il 100% delle donne hnwi del campione intervistato ritiene fondamentale il tema del passaggio generazionale.

Il passaggio generazionale: le donne hnwi lo risolvono così

Il 66% (gli uomini sono il 74%) ricorrendo a patti di famiglia, trust e fiduciarie, strumenti che hanno la funzione di mettere al riparo le decisioni prese in vita, coinvolgendo notai, avvocati, consulenti. Percentuali che quasi si invertono quando invece si tratta di ricorrere alla volontà testamentaria: vi ricorrono il 74% delle donne e il 61% degli uomini. “Le donne tendono ad affidarsi molto di più alla cerchia familiare (il 57%, contro il 14% degli uomini) quando si tratta di prendere queste decisioni”, continua Ronchetti. “L’istinto femminile si rivela in questi contesti pacificatore, tipico delle ricche società matriarcali. Con una donna al comando abbiamo visto che i passaggi generazionali sono meno traumatici”.

“Le donne vincono grazie alle loro soft skill, alla particolare capacità di gestire il personale (se imprenditrici), grazie al loro approccio più equilibrato quando si tratta di esercitare l’autorità. Anche nel mondo del banking”.

Un punto di vista molto ascoltato

“Dalla nostra ricerca per esempio emerge che in Italia le donne, che siano le mogli, le figlie, le madri, nipoti ecc., vengono sempre consultate prima di prendere una decisione patrimoniale importante. Poi magari la firma è dell’uomo, il quale però evita di prendere decisioni finanziariamente importanti in solitudine. C’è una coesione forte e condivisa”. Ricorda poi come esistano anche fondi di investimento che dimostrano ampiamente come sostenibilità e duration siano superiori se c’è una compagine femminile forte nelle imprese.

Il rapporto wealth manager e private banker

Naturalmente, il peso dato alla performance degli investimenti è elevato in entrambi i generi. Ma vi è un interessante distinguo. Per quanto riguarda gli uomini, il 78% lo reputa essenziale. Percentuale che scende al 63% per le donne. Il fatto è che queste ultime amano “essere capite” e danno importanza anche alla relazione umana di empatia con il proprio consulente (37%). Percentuale che per la controparte maschile si attesta al 22%.

Gli Hnwi italiani nel complesso

In Italia le persone fisiche hnwi con disponibilità finanziarie superiori ai 5 milioni di euro sono 150.000, ossia lo 0,25% della popolazione che si avvale dei servizi bancari (cd. popolazione “bancarizzata”). Il tema del passaggio generazionale è generalmente molto sentito e per questo tempestivamente risolto, almeno nella maggioranza dei casi (il 75%) o in via di risoluzione (il restante 25%). La popolazione italiana nel suo complesso invece non sembra dare particolare rilevanza al tema: solo il 5% dei nostri connazionali dichiara di “averci pensato”.

Nicola Ronchetti ceo Finer. Le donne hnwi italiane fondamentali nel passaggio generazionale
Nicola Ronchetti, ceo e fondatore di Finer
Teresa Scarale
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