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Paperoni: alla ricerca dei rendimenti perduti grazie ai consulenti

Paperoni: alla ricerca dei rendimenti perduti grazie ai consulenti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

16 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La maggior parte preferisce il consiglio di un tecnico, un consulente

  • C’è anche una fetta, tendenzialmente i millenial, che prima chiedono consiglio a parenti e amici

Rendimenti. Questo il mantra di molti investitori. E anche l’unico obiettivo. Per ottenerlo i clienti private si rivolgono al proprio consulente mentre i più giovani chiedono ad amici e parenti

Azioni che pagano i dividendi e obbligazioni municipali. Questi gli investimenti che secondo i clienti private genererebbero un maggiore rendimento.

Secondo l’ultima indagine pubblicata da SpectremGroup, società che si occupa anche di analisi patrimoniale, i clienti private sono alla costante ricerca dei rendimenti dai loro investimenti. Per ottenerli  più della metà si rivolge al proprio consulente finanziario. ¼, degli intervistati, ha dichiarato di visitare il sito del suo advisor per cercare informazioni e indicazione su come e dove investire, mentre, i private più giovani (millennial e la generazione X) sono invece  propensi a cercare aiuto da amici, famigliari e genitori. Chi invece ha un patrimonio estremamente consistente non ha nessun dubbio e punta solo ed esclusivamente sul suo consulente finanziario.

Fonte: SpectremGroup

 

Entrando nel dettaglio della ricerca si nota come gli investitori, nonostante continui a esserci una fetta che pensa a fare da sé, chiede consiglio al proprio professionista (54%). Il 23% guarda il sito del consulente alla ricerca di consigli, il 19% punta più sulla famiglia e gli amici, il 18% cerca informazioni sui siti che parlano di finanza, il 5% preferisce guardare siti o magazine rivolti al mondo imprenditoriale, il 3% usa i social media e il 2% i blog.

Questa ricerca spasmodica dei rendimenti caratterizza diversi investitori, ma non tutti. Chi è più preoccupato dal non ottenimento di un ritorno sono tutti i clienti che basano le proprie spese quotidiane su quanto investito. Chi invece riesce a vivere in modo “autonomo” non è poi così tanto preoccupato del non rendimento ottenuto durante l’anno. La ricerca evidenzia infatti come il 60% di chi ha risposto ha il 15% o anche meno del proprio reddito annuale che proviene dal portafoglio investito. Anche tra i pensionati il 45% ha solo il 15% strettamente legato agli investimenti. Gli investitori più anziani, over 70, hanno invece una maggiore dipendenza dai propri investimenti. E dunque sono più preoccupati se per troppo tempo non si genera un extra rendimento su ciò investito.

Il report conclude sottolineando che indipendentemente dal legame con i propri investimenti per la vita annua, i clienti private puntano sempre ad un rendimento. E lo vogliono prendendosi il minor rischio possibile. E dunque, seguire i consigli di un consulente o comunque informarsi tramite il suo sito sulle mosse da fare risultano essere i passi più importanti e sicuri al momento.

Giorgia Pacione Di Bello
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