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Pandemia vs epidemia: le differenze

Pandemia vs epidemia: le differenze

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’epidemia è la diffusione di una malattia localizzata in un determinato luogo e limitata nel tempo

  • Si parla di pandemia quanto la diffusione della malattia coinvolge più continenti o comunque vaste aree del mondo

Stiamo vivendo la terza pandemia del XXI secolo. L’11 marzo 2020 l’Oms ha messo al coronavirus l’etichetta di pandemia. Ma che differenza c’è tra pandemia ed epidemia?

Siamo alla terza pandemia mondiale di questo secolo. Prima del Covid-19, Coronavirus, c’è stata tra il 2009 e il 2010 l’influenza A H1N1, meglio conosciuta come influenza suina. Il suo focolaio ha avuto origine in Messico e si è estesa, in soli due mesi, in quasi 80 paesi. In Europa al 31 agosto 2009 i casi accertati furono 46.016 e le morti pari a 104. Nel resto del mondo i casi di morte furono 2.910. Questo virus fu dichiarato pandemico solo ad agosto 2010 dall’Oms. Attualmente l’influenza A H1N1 si comporta come altri virus stagionali. Prima ancora ci fu la Sars tra il 2002 e il 2004. Il virus proveniva dalla Cina e si diffuse a Hong Kong e da lì fino a Tapei, Singapore, Toronto e a molte altre nazioni. E dunque il Covid-19 risulta essere la terza pandemia del XXI secolo.

Ma che differenza c’è tra pandemia ed epidemia?

Fino al 10 di marzo si è parlato di epidemia. Solo l’11 marzo l’Oms ha deciso di mettere l’etichetta pandemia. Ma come mai questo cambiamento? I due termini implicano situazioni diverse. Secondo l’Istituto superiore della sanità si intende per epidemia la diffusione di una malattia localizzata in un determinato luogo e limitata nel tempo. Si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi aumenta rapidamente e nel breve tempo. Si passa alla pandemia quanto la diffusione della malattia coinvolge più continenti o comunque vaste aree del mondo. La caratteristica principale è dunque la trasmissione alla maggior parte della popolazione del globo. Nel caso del coronavirus si è partiti come epidemia che aveva come focus la Cina, successivamente si è spostata in Europa con un focolaio molto forte in Italia e adesso è arrivata anche negli Usa. Il passo da epidemia a pandemia è avvenuto in pochi mesi, ma a differenza dei virus del passato questo ha avuto la possibilità di diffondersi in maniera molto più veloce. Ed essendo per sua natura più contagioso, rispetto ai suoi predecessori, il passaggio da epidemia a pandemia è stato molto più facile.

La storia

Non solo il XXI secolo ha visto la nascita di diverse pandemie. La più antica risale al 430 a.C e fu la febbre tifoide, sviluppatesi durante la guerra del Peloponneso. La febbre tifoidea uccise un quarto delle truppe di Atene e un quarto della popolazione nel giro di quattro anni. Questa malattia indebolì molto la resistenza di Atene, ma la grande virulenza della malattia ha impedito una grande espansione. La febbre tifoidea uccideva gli ospiti così velocemente da impedirne la diffusione. La causa di questa epidemia non fu mai conosciuta.

La seconda pandemia fu la peste di antonina. Secondo gli storici si trattò di un’epidemia di vaiolo portata dalla truppe di ritorno dalle province del Vicino Oriente. Questa uccise cinque milioni di persone. E fra il 251 e il 266 ci fu’ il picco. Pare che a Roma in quel periodo morissero circa 5.000 persone al giorno.

Altra epidemia fu il morbo di Giustiniano. Questa fu’ la prima pandemia di peste bubbonica. Partì dall’Egitto e arrivò fino a Costantinopoli. Secondo lo storico Procopio, morì quasi la metà degli abitanti della città a un ritmo di 10.000 vittime al giorno. La pandemia si estese e alla fine uccise un quarto degli abitanti delle regioni del Mar Mediterraneo orientale.

Devono passare un bel po’ di anni prima che si poté parlare di un’altra pandemia. Esattamente il 1300 con la peste nera. Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, la peste bubbonica ritornò. Partì dall’Asia e raggiunse l’Europa occidentale nel 1348. In sei anni uccise venti milioni di persone.

Poi fu’ la volta del tifo che colpì l’Europa nel 1489 in Spagna. Durante i combattimenti a Granada gli eserciti persero 3.000 uomini in battaglia e 20.000 per il tifo. Questa malattia colpì poi anche i francesi con la perdita di 1528 uomini e gli italiani con 30.000.

Gli anni dal 1816 al 1966 furono il cuore del colera. Tra il 1918 e il 1919 fu la volta dell’influenza spagnola. Secondo le ricostruzioni questa uccise 25 milioni di persone in tutto il mondo in soli 6 mesi. Spari dopo 18 mesi e il ceppo del virus non fu mai identificato del tutto.

Tra il 1957 e il 1958 ci fu’ l’influenza asiatica. Nata in Cina nel febbraio 1957, raggiunse gli Usa nel giugno dello stesso anno facendo 70.000 morti. Seguì l’influneza di Hong Kong tra il 1968 e il 1969. Il ceppo H3N2 si sviluppò ad Hong Kong nel 1968 e poi raggiunse il resto del mondo facendo 34.000 vittime. Il virus è ancora in circolazione.

Nel 1981 fu’ la volta dell’HIV. Si propagò in tutto il mondo uccidendo tre milioni di persone. Dal 1996 c’è una terapia farmacheologica che blocca il decorso della sindrome immunodepressiva.

E infine ci sono le tre pandemia del XXI secolo tra cui l’ultima che ci vede tutti protagonisti, il coronavirus.

Giorgia Pacione Di Bello
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