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Pandemia da coronavirus, le mosse della Bce

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

11 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Diodovich: “La posta in gioco è così alta da costringere le autorità politico-monetarie ad andare ‘all-in’ con misure nuove e straordinarie”

  • Le misure potrebbero comportare un temporaneo marcato recupero dei mercati euro/Usa almeno fino al giorno della Fed del 18 marzo

La Bce al momento è rimasta passiva, osservando le altre banche centrali. E ora? Occhi puntati su Lagarde, che dovrà mostrare le sue capacità economiche, diplomatiche e dialettiche per evitare un vero e proprio collasso dell’Eurozona

Dopo l’immobilismo delle ultime due settimane, giovedì 12 marzo sarà la giornata della Bce. “La Bce al momento è rimasta passiva, osservando le altre banche centrali senza impegnarsi ancora in nessuna direzione espansiva. È vero che il suo margine di manovra rispetto agli altri istituti centrali è più ridotto, ma molti si aspettavano una reazione diversa”, ha commentato Filippo Diodovich, senior strategist di Ig Italia, alla vigilia del giorno del giudizio per Christine Lagarde, che dovrà mostrare le sue capacità economiche, diplomatiche e dialettiche non solamente per stabilizzare i mercati finanziari, ma anche per evitare un vero e proprio collasso dell’Eurozona.

“Una risposta soft da parte della Banca centrale eurooea potrebbe non solamente mettere in difficoltà maggiori le economie del Vecchio continente ma potrebbe rappresentare un punto di non ritorno per la solidità stessa dell’Unione Europea”, ha aggiunto Diodovich, che ritiene che la posta in gioco sia così alta da costringere le autorità politico-monetarie ad andare “all-in” con misure nuove e straordinarie.

“La soluzione più efficiente a nostro avviso sarebbe l’introduzione di nuove obbligazioni (eurobond, solidarity bond o eurocrisis bond) emesse dai governi nazionali europei e garantite da tutti gli Stati membri dell’area euro – ha spiegato – Obbligazioni che raccolgono fondi vincolati al finanziamento delle spese sostenute dai singoli stati per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Obbligazioni che se non comprate dagli operatori di mercato possano essere oggetto di acquisto nel piano di quantitative easing della Bce.

Quali mosse potrebbe adottare Lagarde? “Non ci aspettiamo una riduzione del tasso sui depositi, per l’impatto molto limitato che avrebbe sull’economia europea. Riteniamo invece possibile che Lagarde possa scegliere di introdurre nuove aste Tltro per le banche europee rivolte in particolar modo all’offerta di prestiti per le piccole e medie imprese, ferme per cause totalmente indipendenti rispetto alla loro produttività e un aumento del piano di Qe da 20 a 50 miliari di euro, rivolto soprattutto ai corporate bond”, ha aggiunto Diodovich, che però ritiene che tali manovre non saranno sufficienti se non accompagnate da un piano concordato con la Commissione europea e i governi nazionali per adottare misure di politica fiscale espansiva con aumento della spesa pubblica e, soprattutto, investimenti in infrastrutture.  Serve un impegno da parte di Commissione Europea e Bce a essere pronte a sostenere con qualsiasi mezzo i paesi in difficoltà dell’Eurozona.

Di opinione simile Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, che in estrema sintesi ha precisato che “la manovra della Bce si articolerebbe su tre fronti: una manovra convenzionale sui tassi; una manovra non convenzionale in tema di Qe e una manovra molto vicina all’ipotesi di helicopter money che di fatto coinvolgerebbe anche la vigilanza, attraverso alcune modifiche regolamentari sui requisiti di capitale”.

Quanto agli impatti sui mercati, Cesarano ritiene che tali misure potrebbero comportare un temporaneo marcato recupero dei mercati euro/usa almeno fino al giorno della Fed del 18 marzo. “Se la Fed si limiterà a offrire un ulteriore taglio tassi (già scontato dal mercato) insieme ad altre manovre di infusione di liquidità a breve (come repo/commercial paper), i mercati potrebbero alla fine poi ricominciare a chiedere di più, soprattutto se nel frattempo entro fine mese la diffusione del virus sarà sempre più globale, interessando il nord Europa e gli Usa”, ha spiegato il chief global strategist di Intermonte Sim, che poi ha messo in guardia dicendo:  “Dopo il recupero di questi giorni pertanto potrebbero nuovamente ripresentarsi marcate turbolenze sui mercati entro la successiva riunione della Fed del 29 aprile. Gli operatori, con l’ostaggio della pandemia, potrebbero infatti costringere la Fed a ripristinare un nuovo Qe in versione potenziata come importo (almeno 3.000 miliardi di dollari ) e modalità di funzionamento rispetto al passato”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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