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Oltre la metà delle banche non è pronta per la recessione

Oltre la metà delle banche non è pronta per la recessione

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Livia Caivano
Livia Caivano

22 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • E’ necessario industrializzare le attività che non trasmettono un vantaggio competitivo e trasferirle a utility multi-tenant

  • Per generare una nuova crescita dei ricavi è il momento di scegliere alcune aree – segmenti di clienti o prodotti – e riallocare rapidamente i migliori talenti per attaccare le aree di maggior valore e condividerle mentre i concorrenti si ritirano e la contrazione dei clienti aumenta in ritardo nel ciclo

Secondo un report McKinsey l’industria globale non è pronta alla fine del ciclo: quasi il 60% delle banche registra rendimenti inferiori al costo del capitale proprio. Un rallentamento economico prolungato con tassi di interesse bassi o addirittura negativi potrebbe provocare ulteriori danni.

A dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria globale, l’industria bancaria entra nella fase avanzata del ciclo economico. Rallenta la crescita dei volumi e dei ricavi, diminuiscono i prestiti, le curve dei rendimenti si appiattiscono. Come se non bastasse la fiducia degli investitori nelle banche si sta nuovamente indebolendo.

Secondo l’annuale report McKinsey l’industria bancaria globale non è pronta alla recessione in arrivo: quasi il 60% delle banche registra rendimenti inferiori al costo del capitale proprio. Un rallentamento economico prolungato con tassi di interesse bassi o addirittura negativi potrebbe provocare ulteriori danni.

Cosa spiega la differenza tra il 40% delle banche che creano valore e il 60% che lo distrugge?

In breve: geografia, scala, differenziazione e modello di business. Riguardo alla collocazione territoriale scopriamo che il domicilio di una banca spiega quasi il 70% delle valutazioni sottostanti. Basti guardare agli Stati Uniti, dove le banche guadagnano quasi dieci punti percentuali in più in termini di rendimento rispetto alle banche europee.

Riguardo ai vantaggi di scala, anche nel settore bancario portano rendimenti più importanti. Secondo il report anche se ci sono ancora piccole banche di nicchia che generano forti rendimenti, si tratta più di un’eccezione che della regola. E’ vero che la scala può essere costruita, anche se richiede tempo: acquisizioni e partnership interessanti sono attualmente disponibili per la maggior parte delle banche. Ma sulla base delle loro prestazioni individuali, “indipendentemente dalla scala o dal modello di business, le banche possono adottare misure immediate per reinventarsi e cambiare il proprio destino, all’interno della breve finestra di un ciclo tardivo. Tre leve di performance organiche universali che tutte le banche dovrebbero considerare sono la gestione del rischio, la produttività e la crescita dei ricavi. Nel contempo, sviluppando il talento e l’infrastruttura di analisi dei dati avanzata necessaria per competere”.

E’ necessario che le banche concentrino la propria attenzione sulla gestione del rischio, in particolare riguardo agli aspetti legati al digitale. L’analisi avanzata e l’intelligenza artificiale stanno già producendo strumenti di rischio nuovi e altamente efficaci; secondo McKinsey le banche dovrebbero adottarli e costruirne di nuovi. Per quanto riguarda la produttività, i programmi di riduzione dei costi marginali hanno iniziato a perdere forza. La necessità ora è di industrializzare le attività che non trasmettono un vantaggio competitivo e trasferirle a utility multi-tenant. Per generare una nuova crescita dei ricavi è il momento di scegliere alcune aree – segmenti di clienti o prodotti – e riallocare rapidamente i migliori talenti per attaccare le aree di maggior valore e condividerle mentre i concorrenti si ritirano e la contrazione dei clienti aumenta in ritardo nel ciclo.

“Ogni banca è unica. I gradi di libertà strategica di cui gode dipendono dal suo modello di business, risorse e capacità rispetto ai peer, nonché dalla stabilità del mercato in cui opera. Considerando questi fattori, restringiamo l’insieme di leve che i leader delle banche dovrebbero prendere in considerazione, per prendere coraggiosamente ma praticamente delle mosse realizzabili per migliorare materialmente o proteggere i rendimenti entro il breve periodo di tempo concesso da un ciclo tardivo”.

Livia Caivano
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