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Ocse: calo record del superindice a marzo

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Redazione We Wealth
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08 Aprile 2020
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  • Brusca frenata del superindice a marzo:- 0,8 punti per i paesi dell’Ocse

  • Nei prossimi mesi, dovrà essere rivolta particolare attenzione all’interpretazione dell’indice, avverte l’Ocse.

ll Composite leading indicator (Cli) dell’Ocse  mostra il  maggior calo mensile mai registrato in gran parte delle grandi economie mondiali

A marzo, il Cli (Composite leading indicator) ovvero il superindice anticipatore dell’Ocse, che viene utilizzato per prevedere l’evoluzione del ciclo economico di uno o più paesi, ha accusato il peggior calo mai registrato nella maggior parte delle principali economie. Una contrazione ‘in linea con il considerevole shock economico causato dalla pandemia di Covid-19 e il suo immediato impatto sulla produzione, sui consumi e sulla fiducia sulla scia delle misure di lockdown” precisa l’Ocse in una nota.

Nello specifico, per l’insieme dei 36 Paesi membri dell’Ocse, l’indicatore ha registrato un crollo di 0,8 punti, scendendo da 99,6 a 98,8 punti (dove 100 è la base e rappresenta il trend di lungo periodo). L’indice ha subito un calo di 1,16 punti per l’area euro (a 98,2) e di 0,9 punti per il G7 (a 98,6). Meno pronunciata la flessione per i cinque principali Paesi asiatici (Cina, India, Indonesia, Giappone e Corea) con un calo di -0,27 punti (a quota 90). La contrazione registrata dall’Italia è stata di 1,37 punti (a 98,1) mentre la Germania segna un calo di 1,93 punti (a 97,5).

L’Ocse sottolinea che nei prossimi mesi, dovrà essere rivolta particolare attenzione all’interpretazione dell’indice. In primo luogo, a causa della notevole incertezza sulla durata delle misure di lockdown, che riduce severamente la capacità dei leading indicators di prevedere i movimenti futuri del ciclo economico. In secondo luogo, perché la portata del calo del Cli – spiega la nota – non va presa come una misura del grado di contrazione dell’attività economica ma come un indicatore della forza del segnale che le economie sono entrate in una fase di contrazione. Un segnale che in questo momento appare maggiore di quello registrato durante la crisi del 2008. Infine, evidenzia la nota, l’indice non è ancora in grado di anticipare la fine del rallentamento, soprattutto perché non è ancora chiaro per quanto tempo e con quale severità proseguiranno le misure di blocco. Tuttavia, avverte l’Ocse, man mano che la situazione si stabilizzerà, anche con un lockdown prolungato, il Cli inizierà a recuperare la sua capacità predittiva. Questo accadrà “quando le imprese e consumatori inizieranno ad adattarsi a nuove realtà (anche se solo nel breve termine), e soprattutto quando i governi inizieranno a formulare e fornire segnali su strategie di lungo termine, oltre alle misure immediate iniziali che hanno dovuto imporre” conclude la nota.

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