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Obbligazioni Venezuela, quali prospettive secondo Gam

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

08 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Durante la presidenza di Nicolas Maduro il Venezuela è disceso in una spirale verso il collasso economico e politico

  • La situazione finanziaria resta assai fluida e cambia quotidianamente. Secondo Gam, il mercato deve scegliere tra rendimento potenzialmente interessante delle obbligazioni venezuelane e incertezze cauate dalle sanzioni Usa

Le prospettive della situazione politica del Venezuela, forse in procinto di cambiare, pongono gli investitori in obbligazioni davanti a un bivio. Alessandro Ghidini di Gam spiega perché

Se il comparto delle obbligazioni (e azioni) emergenti ha subito tempeste spesso ingiustificate sui mercati nel 2018, questo non è certo il caso del Venezuela. Il Paese è in preda al caos politico, con i governi internazionali che chiedono a gran voce elezioni anticipate. E Alessandro Ghidini, gestore specializzato sui mercati emergenti obbligazionari di Gam, fa un’analisi delle prospettive attuali.

Nicolas Maduro è stato eletto nell’aprile 2013 alla morte del suo predecessore Hugo Chavez, portandone avanti le politiche dell’ex presidente. Durante la sua presidenza però il Venezuela è disceso in una spirale verso il collasso economico e politico. Il che ha provocato una crisi umanitaria che ha allontanato dal Paese più di tre milioni di persone.

L’auspicio degli investitori in obbligazioni

Gli investitori sperano in un cambiamento al vertice sotto la guida di Juan Guaido, riconosciuto dagli Usa e da altri Paesi occidentali come presidente ad interim dopo le elezioni dello scorso anno, da molti considerate fraudolente. Gli eventuali sviluppi potrebbero, secondo l’analista, portare a condizioni macroeconomiche più sostenibili nonché a un piano di ristrutturazione credibile del debito. Perciò, le obbligazioni del Venezuela e della compagnia petrolifera Pdvsa sono salite molto nelle prime settimane dell’anno.

Le sanzioni Usa

Tra le diverse sanzioni imposte al Venezuela nelle ultime settimane, l’amministrazione Trump ha vietato ai cittadini statunitensi l’acquisto delle obbligazioni emesse da Pdvsa e poi ha esteso il divieto ai titoli di Stato venezuelani. Gli investitori Usa possono però conservare il debito venezuelano in portafoglio e venderlo a controparti straniere. L’immediata conseguenza delle sanzioni è stato il blocco temporaneo delle negoziazioni di obbligazioni sui mercati secondari.

A seguito dell’imposizione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, nessuna banca statunitense o istituto collegato sta negoziando in bond venezuelani o di Pdvsa. Secondo gli osservatori, le restrizioni alla negoziazione hanno l’obiettivo di mettere finanziariamente in ginocchio il governo Maduro per accelerarne la sostituzione.

L’opinione di Gam

Secondo l’asset manager, la situazione finanziaria resta assai fluida e cambia quotidianamente. Il mercato si trova a dover scegliere tra il rendimento potenzialmente interessante delle obbligazioni venezuelane e le incertezze generate dalle sanzioni Usa.

All’analista sembra prematuro valutare nel dettaglio le possibili implicazioni di politica economica di un eventuale cambio al vertice. Per esempio, una riforma credibile del settore petrolifero venezuelano potrebbe rappresentare un fattore di svolta per le prospettive dell’economia venezuelana. A patto che ci sia una più ampia partecipazione dei settori privati esteri, oltre che un credibile piano di ristrutturazione del debito.

Teresa Scarale
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caporedattore
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