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Il nuovo covid gela le borse e la Bce offre sostegno

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

21 Settembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Milano perde il 3% con il Ftse Mib sotto i 19 mila punti. Parigi lascia il 2,63%, Londra il 3,07%, Francoforte il 2,85%, Madrid il 3,19%.

  • La presidente Bce ha parlato di “ripresa economica molto incerta”, nonostante “i dati in arrivo suggeriscano che assisteremo a un forte rimbalzo durante il terzo trimestre”

  • Secondo indiscrezioni di stampa Francoforte potrebbe nel prossimo meeting allungare il piano pandemico (Pepp) così come di estendere la sua flessibilità anche ai precedenti programmi (App)

  • Lagarde sottolinea che negli ultimi mesi la Banca centrale europea “non è stata l’unico giocatore in campo”, riconoscendo alle altre istituzioni europee e nazionali un ruolo chiave e sinergico: “Le nostre misure sono state integrate da risposte fiscali energiche a livello sia nazionale che europeo”

Al cambio di stagione, le borse sembrano essersi risvegliate. Il covid continua a imperversare in Europa e Stati Uniti, mentre la prospettiva di nuovi lockdown si fa sempre più concreta. Nemmeno le parole ferme e coerenti di Christine Lagarde riescono a invertire la rotta degli indici azionari

L’autunno (o per meglio dire la fine dell’estate: quest’anno l’autunno comincia il 22/09) inizia con una doccia fredda per le borse di tutto il mondo. Le principali piazze finanziarie globali temono nuovi lockdown mentre i contagi da coronavirus – dalla Francia alla Gran Bretagna, passando per la Spagna – non sembrano arrestarsi. Metà della Francia è “zona rossa”, con oltre 10.000 casi nella sola giornata di domenica. Milano perde il 3% con il Ftse Mib sotto i 19 mila punti. Parigi lascia il 2,63%, Londra il 3,07%, Francoforte il 2,85%, Madrid il 3,19%. Dow Jones S&P500 lasciano sul terreno rispettivamente -1,84% e -1,16%.

Il lunedì nero dei listini era iniziato con i cali asiatici. Né hanno giovato in corso di giornata le parole di Christine Lagarde, all’Assemblea parlamentare franco-tedesca. La presidente Bce ha parlato di “ripresa economica molto incerta”, nonostante “i dati in arrivo suggeriscano che assisteremo a un forte rimbalzo durante il terzo trimestre”. La numero uno dell’Eurotower ammette che l’outlook economico continua a dipendere fortemente dalla futura evoluzione della pandemia e dal successo delle politiche di contenimento”. Tuttavia, resiste saldo l’ideale europeista di Lady Euro: “uno dei motivi principali per cui possiamo aspettarci una ripresa dell’attività nella seconda metà dell’anno è perché, di fronte al più grande shock economico dalla seconda guerra mondiale, l’Europa e i suoi leader hanno mostrato la forza unica del progetto europeo: agendo insieme, possiamo ottenere di più”.

La Bce si dichiara pronta ad agire sull’euro, adeguando “tutti i suoi strumenti, per assicurare la convergenza dell’inflazione verso il suo obiettivo”. A differenza dell’ultima conferenza stampa, Christine Lagarde cita direttamente l’ingombrante forza dell’euro, espressa dal tasso di cambio i cui sviluppi posso influire sulle “prospettive di inflazione nel medio termine”. Il vice presidente della Bce, Luis De Guindos ha puntualizzato però che la banca non guarda a un tasso di cambio obiettivo: sarebbe “suicida” addentrarsi in una guerra valutaria.

Il Consiglio direttivo della Bce resta fedele al suo mandato di garantire la stabilità dei prezzi, adeguando tutti i suoi strumenti, se necessario, per garantire che l’inflazione si avvicini al suo obiettivo in modo sostenuto, in linea con il suo impegno per la simmetria”. A tal proposito, sono emerse indiscrezioni di stampa (FT) secondo cui Francoforte potrebbe nel prossimo meeting allungare il piano pandemico (Pepp) così come di estendere la sua flessibilità anche ai precedenti programmi (App). Ne sono convinti per esempio gli analisti di Mps Capital Services.

Ancora una volta, Lagarde sottolinea che negli ultimi mesi la Banca centrale europea “non è stata l’unico giocatore in campo”, riconoscendo alle altre istituzioni europee e nazionali un ruolo chiave e sinergico: “Le nostre misure sono state integrate da risposte fiscali energiche a livello sia nazionale che europeo”. Un fattore di fondamentale importanza “per alleviare l’impatto della pandemia sul mercato del lavoro e sui prestiti delle banche”. Sostegno che la governatrice ritiene ancora necessario “se la ripresa deve continuare e rafforzarsi”. Parole decise e coerenti, ma impotenti davanti all’imperversare della crisi sanitaria ovunque in Europa e non solo.

Persino l’oro ha registrato un calo (-1,2%), attestandosi 1.907 dollari l’oncia. L’indice d’area europeo ha ceduto il 3,2%, sotto il peso della finanza (-4,8%) e delle banche in particolare (-5,4%). Ad avere la peggio sono stati Ing (-9,2%), dopo che un quotidiano polacco ha scritto di centinaia di milioni di dollari di denaro russo e ucraino riciclati attraverso Ing Bank Slaski e trasferiti in paradisi fiscali, SocGen (-7,6%), Abn Amro (-6,7%). Giù anche Hsbc (-5,2%) e Standard Chartered (-5,8%), quest’ultime con l’ombra di implicazioni in riciclaggio, secondo un’inchiesta, in collaborazione con BuzzFeed News, dell’International Consortium of Investigative Journalists, lo stesso che porto alle cronache i Panama Papers sui paradisi fiscali. In Italia pesanti Unicredit (-6,1%), Banco Bpm (-5,8%) e Intesa (-4,6%), nonostante lo spread chiuso in calo a 144,6 punti, in una giornata in cui si sono concluse le votazioni per il referendum costituzionale, oltre a regionali e comunali in alcune aree.

Deciso tonfo per i petroliferi (-3,8%), in particolare per Eni (-5,9%), Total (-4,4%) e Aker (-4,2%), mentre il petrolio cala in modo deciso (wti -4,7% verso sera) a 38,1 dollari al barile. Sul fronte dell’ex oro nero si registra un aumento della produzione in Libia e un terzo uragano in arrivo nel Golfo del Messico che rischia invece un blocco dell’estrazione. Pesanti i riflessi dei timori degli operatori anche sul comparto auto, da Renault (-7,7%) a Volkswagen (-5,9%). Tra i camion trema la “Tesla” del settore, Nikola (-18% a Wall Street a mercati ancora aperti). -5,9% per Gm a Wall Street), con Cnh a -8% a Milano. Resistono i beni di prima necessità e qualche titolo tra i farmaceutici, come Diasorin (+1,1%), Getinge (+1,3%) e BioMerieux (+1,7%).

La presidente Bce però non ha dubbi. “Se vengono intraprese le azioni giuste ora, questa crisi può essere un’opportunità per noi per creare le condizioni per una crescita più inclusiva, più verde e più digitale. Per tornare alle parole di Jean Monnet – ha aggiunto – questa crisi può essere un’opportunità per l’Europa di fare un passo verso le forme di organizzazione del mondo di domani”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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