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Nikkei 225, Rcep e BoJ: la ricetta del Giappone per crescere

Nikkei 225, Rcep e BoJ: la ricetta del Giappone per crescere

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

03 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Nikkei 225, l’indice principali azionario del Giappone, è tornato dopo un ventennio di sali e scendi è tornato ai livelli del 1991

  • Secondo Enrico Vaccari, responsabile clientela istituzionale di Consultinvest, prossimità al mercato cinese, buona gestione dell’epidemia e il sostegno della Banca del Giappone spiegano la buona performance della borsa di Tokyo

  • A detta invece di Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Sim, il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) sarà un fattore chiave per la crescita futura del Giappone

Nikkei 225 ai massimi storici da 29 anni, la Bank of Japan (BoJ) che acquista direttamente sul mercato azionario e la Rcep che apre nuove rotte commerciale. È questo il presente e futuro del Giappone

Mentre tutti gli occhi sono puntati sulla Cina, ancora più ad oriente, nella terra del Sol Levante, quatti quatti i mercati vanno al rialzo, toccando vette (quasi) inesplorate. Il Nikkei 225, principale indice azionario nipponico, martedì ha sfondato la soglia dei 26.800 punti. Per rinvenire sulle carte degli analisti un valore così alto bisogna tornare indietro di 29 anni. Allora era il 1991 e il Giappone, a seguito dello scoppio della bolla speculativa, abbandonava i sogni di gloria di diventare la prima potenza economica al mondo. Sarà diverso questa volta? Il Giappone potrà tornare a crescere senza gli alti e bassi caratterizzanti gli ultimi vent’anni?

Covid, Cina e Bank of Japan

I presupposti secondo Enrico Vaccari, responsabile clientela istituzionale di ConsultInvest, sono buoni e sono gli stessi che spiegano i forti rialzi del Nikkei 225, cha da inizio anno, nonostante i ribassi da epidemia, ha guadagnato circa il 15%. “Il Giappone gode in questo momento di due vantaggi competitivi rispetto alle altre economie. Il primo è in termini di minor danni, in quanto è un paese che non ha praticamente vissuto la seconda ondata. Il secondo in termini di opportunità: la prossimità con la Cina, ripartita a pieno regime, sta favorendo le esportazioni giapponesi” afferma Vaccari che sottolinea anche come un ruolo centrale sulla ripartenza economica e i corsi borsistici è giocato dalla Banca del Giappone. “Un altro fattore che spesso è trascurato è che la Banca del Giappone agisce direttamente sul mercato azionario e gli effetti si stanno vedendo direttamente sui corsi borsistici. Molte società hanno proprio come primo azionista la BoJ.”

La crescita si fa in Asia

Un ulteriore elemento che nei prossimi anni supporterà la crescita del pil giapponese è Il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), accordo commerciale e di investimento fra i principali paesi dell’Est Asia, stipulato a novembre, che prevede l’eliminazione della maggior parte di tariffe commerciali all’interno della nuova area. Gli accordi, come sottolinea Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Sim, si allargano su molti fronti dal commercio di beni ai servizi finanziari fino alle telecomunicazioni alla gestione delle proprietà intellettuali fino alla definizione di standard comuni per l’origine dei prodotti. Secondo Allegri il Rcep sancisce in una rivoluzione, anche di carattere geopolitico, per i rapporti tra gli Stati dell’Est asiatico aprendo la strada a nuove e positive prospettive per lo sviluppo economico dell’area. “A beneficiarne saranno quei paesi che oggi non presentano una crescita interna adeguata, in primis il Giappone, che per molto tempo ha assunto un ruolo marginale nello scacchiere economico e finanziario e che ora potrebbe ritrovare uno spazio più definito e costruttivo soprattutto in un momento storico in cui la leadership economica degli Stati Uniti viene seriamente messa in discussione” conclude Allegri.

Lorenzo Magnani
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