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Neuberger Berman, i consigli per investire nei prossimi 10 anni

25 Settembre 2018 · Francesca Conti

  • In futuro ci saranno una maggiore integrazione del mondo emergente e un’intensificazione del nazionalismo economico

  • Gli investitori dovranno ripensare alla diversificazione del rischio nei portafogli di investimento di lungo termine

  • I big data definiranno l’ecosistema economico globale e trasformeranno il modo di investire

La società di gestione analizza gli anni post-crisi e identifica i megatrend che influenzeranno l’andamento del settore finanziario nei prossimi 10 anni

Gli effetti della crisi finanziaria del 2008 pesano ancora su investitori e banche centrali, sospesi tra il ricordo delle ripercussioni che quegli eventi ebbero a livello globale e le conseguenti decisioni di politica monetaria. A 10 anni da quello shock finanziario senza precedenti, Neuberger Berman si è chiesta: quali forze tra quelle attualmente in atto continueranno a guidare i mercati globali tra 10 anni?

Il primo trend a influenzare la finanza globale, secondo la società di gestione, è l’esplosione del debito, sia governativo che societario. Intrinseca a questo trend è l’espansione dei bilanci delle banche centrali. La seconda è invece la complessa transizione verso un nuovo ordine mondiale, sicuramente più globale e multipolare. Neuberger Berman ritiene che questa fase di transizione sarà caratterizzata da una maggiore integrazione del mondo emergente e dall’intensificazione del nazionalismo economico.

Il terzo trend è quello della ristrutturazione dei mercati finanziari che ha portato un’ondata di disintermediazione delle banche e dei mercati pubblici. Una conseguenza rilevante di questo fenomeno è stata la progressiva scomparsa del confine tra mercati pubblici e private market. La disintermediazione ha tratto origine sia dai private market che dai progressi tecnologici. Il quarto e ultimo trend riguarda invece l’impatto dello sviluppo tecnologico sulla società, sull’economia e sui mercati.

Secondo la società questi quattro mega trend sono destinati a intrecciarsi e influenzarsi l’un l’altro, con esiti rilevanti ma spesso non facilmente percettibili. Per Neuberger Berman si avvicina una nuova era, nella quale i confini un tempo delineati inizieranno a svanire tra governi e mercati, tra mondo emergente e mondo sviluppato, tra mercati pubblici e private market, tra uomo e macchina. Per la società ci saranno trasformazioni così radicali che richiederanno innovazioni altrettanto importanti dei piani di investimento a lungo termine.

Lo sguardo di Neuberger Berman al futuro ha portato la società a individuare 10 principali implicazioni e cinque linee guida per gli investimenti a lungo termine. Per prima cosa, occorre prepararsi all’opportunità ciclica offerta dai downgrade del credito societario e ripensare alla diversificazione del rischio nei portafogli di investimento di lungo termine. E’ necessario poi operare una distinzione più netta tra gestione passiva, smart beta, quantitativa e attiva. Importante anche riconoscere che i mercati emergenti occuperanno un ruolo centrale nell’economia globale. La grande disinflazione è probabilmente giunta al termine e i private market stanno diventando sempre più indispensabili e flessibili. Il ridimensionamento delle banche offre maggiori opportunità agli investitori di lungo termine e l’analisi tematica sarà più importante per gli investitori attivi. Secondo Neuberger Berman, i big data definiranno l’ecosistema economico globale e trasformeranno il modo di investire e l’analisi Esg sarà sempre più presente all’interno dei processi di investimento.

Da questi aspetti specifici la società ha ricavato 5 linee guida per gli investitori: accettare la nuova realtà caratterizzata da prospettive di bassi rendimenti, volatilità elevata e maggiore correlazione, utilizzare l’intero spettro d’investimento da attivo a passivo, operare sia sui mercati pubblici sia nei private market, creare una struttura di governance istituzionale che consenta di muoversi agilmente in base alle opportunità offerte dai mercati e affidarsi maggiormente alle competenze specializzate degli asset manager attivi.

Francesca Conti
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