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Neuberger Berman: il soft landing della Fed

11 Dicembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • I rendimenti a breve sui treasury hanno superato anche quelli a medio. Allarme rosso o semaforo giallo per gli investitori?

  • Il valore informativo della curva rispetto a una possibile recessione Usa: non bisogna dimenticare che la Fed influenza solo i tassi a breve

  • Le scelte suggerite con tassi in frenata

Secondo Neuberger Berman, la Fed si adopererà per “scalare le marce” con grande morbidezza, al fine di evitare scossoni finanziari.

La curva dei rendimenti: come le eclissi?

La curva dei rendimenti dei Treasury Usa è una delle osservate speciali in questa fase matura del ciclo economico in generale e in questi giorni in particolare. Il motivo? L’inversione della sua forma, con i rendimenti a breve che superano quelli a dieci anni. La settimana scorsa vi è stata una ulteriore “sotto inversione”, per così dire, con il differenziale fra tassi fattosi negativo fra rendimenti a breve e rendimenti a cinque anni. Storicamente, queste inversioni sono sempre state come le eclissi solari, ossia portatrici di sventura: una recessione prossima. Entro 18 mesi negli Usa, e poi a catena in tutte le altre economie avanzate.

L’opinione di Neuberger Berman

Secondo il gestore però, la curva dei rendimenti dei titoli di Stato americani non informa particolarmente sulla prossimità di una recessione in quel Paese. Perché? I tassi del segmento a breve della curva sono influenzati dalle decisioni della Fed in risposta all’andamento dell’economia. I tassi a lungo invece dipendono da crescita e inflazione globali. Può essere che di qui a un paio di anni gli Usa vadano tecnicamente in recessione, ma adesso una curva piatta non dice che questo: la Fed sta applicando tassi più alti rispetto alle altre banche centrali. Ciò però non basta a tranquillizzare gli investitori..

Fed: tassi in rallentamento

Sarebbe più razionale, secondo Neuberger Berman, ammettere che anche l’economia americana rallenterà. Sentiment del resto espresso dall’andamento mosso dell’azionario d’ottobre. Negli Usa, l’effetto degli stimoli si affievolirà e la Cina dal canto suo risponderà ai suoi, di stimoli governativi. Vi sarà quindi convergenza fra crescita Usa e quella del resto del mondo.

I rischi

Gli stimoli cinesi potrebbero non produrre gli effetti sperati. O i colloqui commerciali tra Washington e Pechino potrebbero arenarsi. Certo non hanno aiutato né la confusione del G20 né l’arresto del Cfo di Huawei. Comunque, lo scenario di base del gestore per il 2019 vede un ritorno a un tasso di crescita del 2-2,5% per gli Usa.

Il soft landing della Fed

Dodici mesi fa la Fed prevedeva tassi a termine piatti per il 2020, senza qualificare la cosa come “atterraggio morbido”. La previsione è che probabilmente tali condizioni sono state anticipate dal 2020 al 2019. Gli ultimi Fed dot per il 2019 sembrano troppo alti. Anche dopo la correzione della settimana scorsa, il mercato sta scontando una quantità di rialzi maggiore di quella che sarà effettivamente necessaria nel 2019.

Il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che presterà sempre più attenzione all’andamento dei dati economici. Tutto ciò farebbe ritenere che i rialzi dei tassi saranno presto sospesi. Forse già dalla riunione di questo mese.

Selezionare la qualità

Quali implicazioni allore per gli investitori? “Probabilmente una curva dei rendimenti stabile e piatta, la possibilità di una modesta espansione dei multipli azionari nonostante il rallentamento della crescita degli utili, un’elevata volatilità di mercato e una maggiore correlazione tra gli asset”. Con una più vasta dispersione dei rendimenti, guidata dai fondamentali all’interno delle diverse classi di attivi.

Ciò vuol dire che la fine del ciclo non arriverà nel 2019 ed è per questo che “non crediamo sia opportuno evitare indiscriminatamente il rischio di credito, ma occorra invece sottolineare l’opportunità di essere pazienti e selettivi in questo ambito”. I titoli con scadenze medio-brevi di emittenti di media qualità sono i più attraenti. I rating BBB, il debito bancario. Poi, gli high yield di qualità e i titoli di alcune delle società più rischiose nei segmenti dell’investment grade e dei prodotti strutturati.

La conclusione di Neuberger Berman

L’esito più probabile del 2019 sarà una sospensione dei rialzi da parte della Fed. Una sorta di atterraggio morbido da parte degli Usa, con la riconvergenza dei tassi di crescita globali verso livelli più bassi. Infine, l’aggiunta di uno spread da titoli di credito di alta qualità ai rendimenti relativamente alti di titoli statunitensi a breve potrebbe generare rendimenti interessanti.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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