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Nel 2020 la Cina crescerà stabilmente

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

09 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • I politici cinesi puntano a gestire i rischi economici di lungo termine piuttosto che quelli di breve, e questa scelta sta dando i suoi frutti

  • Non sarà solo una maggiore tranquillità sul fronte dazi ad apportare stabilità alla crescita

  • I settori che Schroders preferisce sono quelli legati all’economia domestica

Il 2019 ha posto serie sfide all’economia cinese, ma oggi si può prevedere che nel 2020 la Cina crescerà stabilmente

Nel 2019 la crescita economica cinese ha rallentato. I motivi risiedono non solo nei tafferugli commerciali fra Usa e Cina, ma anche negli sforzi del governo di sedare i rischi sistemici dell’economia. Ossia: il controllo dell’eccesso di debito e il calmierare dei prezzi immobiliari.

Louisa Lo, head of greater China equities, Schroders, si aspetta che l’economia cinese nel 2020 si stabilizzi nella crescita. Ciò grazie alla combinazione tra l’allentamento delle condizioni monetarie e il potenziale rimbalzo dell’attività industriale globale. Inoltre, una qualche forma di accordo con gli Usa dovrebbe incentivare una modesta riaccelerazione della crescita nel corso dell’anno.

Nel 2020 la Cina crescerà più stabilmente

Il 2020 sarà l’anno conclusivo del 13esimo piano quinquennale della Cina. Il quale, tra gli altri obiettivi, punta a generare una “società moderatamente benestante”. Uno degli obiettivi cruciali del piano è quello di raddoppiare il Pil del paese tra il 2010 e il 2020. Per raggiungere l’obiettivo, la Cina ha bisogno di crescere almeno al 6% quest’anno.

I politici cinesi puntano a gestire più i rischi economici di lungo termine. Detto questo, l’analista ritiene che servirà un allentamento aggiuntivo per sostenere la crescita dei prossimi 12 mesi, alla luce del contesto esterno sfidante e dell’economia domestica in via di maturazione.

Sul fronte della politica monetaria, Schroders si attende un allentamento continuo nella forma di un taglio del tasso di riserva obbligatorio (Rrr, reserve requirement ratio) delle banche e del tasso primario (Lpr, loan prime rate). Eventuali tagli dei tassi di interesse saranno più complicati da effettuare, perlomeno nel primo trimestre, a causa dell’accelerazione dell’inflazione.

In termini di credito, si potrà assistere a un parziale allentamento da parte delle banche. Ma, come visto negli ultimi 18 mesi, la PBoC dovrà continuare a perseguire un equilibrio tra il supporto alla crescita economica e il de-risking del settore bancario ombra.

Cina, la politica fiscale nel 2020

Crediamo inoltre che il Governo presterà maggiore attenzione alla politica fiscale nel 2020, al fine di stabilizzare la crescita.Nel complesso, la spesa fiscale nel 2019 è stata deludente. Riteniamo che l’incremento recente nella seconda metà dell’anno scorso nell’emissione di bond e nella spesa infrastrutturale continuerà nel primo semestre. Potremmo anche vedere un aumento del target del deficit di bilancio verso il 3% del Pil (dal 2,8% nel 2019), volto a finanziare maggiori investimenti infrastrutturali nel 2020. L’outlook degli investimenti in altri settori appare incerto, per via delle relazioni commerciali con gli Usa e la potenziale debolezza del mercato immobiliare.

Per il wealth management: la riforma dei mercati dei capitali

E’ probabile che il Governo continui a proseguire nella riforma dei mercati di capitali, a tutto vantaggio degli investimenti. Dovrebbe proseguire inoltre il sistema di classificazione dei cittadini (Hukou), riforma che dovrebbe contribuire a supportare il mercato immobiliare e i consumi. Tuttavia, sul fronte immobiliare non si attendono particolari allentamenti, data la ripetuta enfasi sul fatto che “l’immobiliare serve a vivere, non a fare speculazioni”.

La Cina crescerà grazie a queste aree

I consumi hanno giocato il ruolo principale nel sostenere la crescita nel 2019 e crediamo che questo trend continuerà nel 2020, sostenuto da diversi fattori. La crescita del lavoro resta solida, con quasi 12 milioni di occupazioni urbane create nei primi 10 mesi dell’anno e con un aumento del 6% dei redditi disponibili in termini reali. I tassi di risparmio restano ancora elevati, mentre la domanda per servizi quali l’healthcare sta aumentando. Inoltre, anche i nuovi modelli di business guidati dalla disruption tecnologica e a supporto di misure politiche (come il taglio delle imposte personali) contribuiranno positivamente.

Per quanto riguarda gli investimenti privati, si potrebbe assistere a un moderato aumento di quelli manifatturieri e del capex, in quanto le condizioni di credito per le piccole e media imprese saranno più accomodanti e le aspettative di profitto miglioreranno. Tuttavia, questo esito è meno certo.

Sul fronte del commercio è chiaro che le tensioni tra Cina e Usa hanno pervaso altre aree strategiche, come la tecnologia e i mercati di capitali. Il nostro scenario base prevede che le tensioni agiranno da freno su investimenti e crescita globale nei prossimi anni.

Detto questo, la risposta della Cina ha messo maggiore enfasi sull’autosufficienza tecnologica e sugli sforzi di supportare le aziende in industrie strategiche quali aerospaziale, IT, semiconduttori e robotica. Crediamo che ci saranno alcune opportunità attraenti per gli investitori, man mano che emergeranno i ‘campioni nazionali’.

Le valutazioni degli utili

Pensiamo che le revisioni in negativo sugli utili a cui abbiamo assistito negli ultimi 18 mesi siano vicine a un’inversione di marcia. Ci aspettiamo un incremento più stabile nella crescita anno su anno del 2020.Con le valutazioni dell’MSCI China Index lievemente sotto la media di lungo periodo, potremmo continuare a vedere il supporto a livello di liquidità da parte dei flussi dalla Cina continentale verso Hong Kong. I flussi verso le A-shares cinesi, dall’altro lato, potrebbero essere più variegati, in quanto l’ultimo round di cambiamenti nell’inclusione nell’Msci Index ora è stato completato e le tempistiche di ulteriori incrementi di peso sono incerte.

Le migliori opportunità

In questo contesto, stiamo adottando un approccio bilanciato in tutte le nostre strategie sulla Cina. Schroders restafocalizzata “sui business orientati verso l’economia domestica, che crediamo trarranno beneficio dalla crescita di medio termine del paese. La nostra preferenza resta per aziende consumer con esposizione all’upgrade dei consumi, energia rinnovabile, farmaceutici, assicurazioni e nomi selettivi nelle telecomunicazioni, internet e 5G”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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