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Negoziati commerciali post Brexit, si avvicina lo strappo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

27 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Regno Unito ha pubblicato le linee guida in merito ai negoziati commerciali post Brexit, il cui inizio ufficiale è previsto lunedì 2/3/2020. Nel documento si legge che l’Uk “non accetterà alcun obbligo di allineamento delle sue leggi a quelle dell’Ue”.

  • Il governo di Boris Johnson vuole vedere le prospettive concrete di un accordo entro giugno. Altrimenti, abbandonerà il tavolo dei negoziati

  • Non è morbida nemmeno l’Europa. Il capo negoziatore europeo Michel Barnier dice di voler rispettare la sovranità del Regno Unito, aggiungendo però che gli accordi commerciali, in quanto tali, significano apertura. E che soprattuto, “il Regno Unito non è il Canada”

A quattro settimane dalla Brexit, i negoziati commerciali fra Ue e Regno Unito stentano a trovare un tavolo comune. E i toni si alzano sempre più

Il Regno Unito incrocia le braccia e minaccia di abbandonare i negoziati commerciali con l’Ue a giugno “se non saranno stati compiuti progressi sufficienti”. Dal canto suo l’Unione europea sottolinea che “il Regno Unito non è il Canada”, riferendosi alle richieste commerciali dell’ex membro Ue.

Ue e Uk gonfiano dunque i muscoli. Nello stabilire le linee guida del paese in vista dell’inizio dei colloqui con l’Ue lunedì 2/3/2020, il governo britannico ha affermato che non negozierà alcun accordo in cui Londra “non avrà il controllo“. Nel documento ufficiale pubblicato giovedì 27/02/2020 si legge che l’Uk “non accetterà alcun obbligo di allineamento delle nostre leggi a quelle dell’Ue”. Inoltre non accetterà “che le istituzioni dell’Ue, compresa la Corte di Giustizia Europea, abbiano giurisdizione nel Regno Unito”.

I tempi sono stretti e il Regno Unito lo rimarca: è necessario arrivare a un accordo entro giugno, in modo da concludere l’intesa entro settembre. Se entro giugno non emergeranno prospettive di un accordo condiviso, il governo di Boris Johnson abbandonerà il tavolo. Una fonte dell’esecutivo britannico in particolare ha fatto sapere che l’Oltremanica ha ritenuto “un po’ esagerata” la dichiarazione del capo negoziatore Ue Michel Barnier secondo cui il Regno Unito stia “cambiando le carte in tavola”.

Negoziati commerciali post Brexit, il fronte Ue

Ogni ambito sembra terreno di scontro per le due parti. La pesca, per esempio. Bruxelles ha richiesto che Londra continui a consentire ai pescherecci Ue di accedere alle acque britanniche. In caso di diniego, “non ci sarà alcun accordo”. Ma Londra rifiuta ogni allineamento “ad alcuna legge” Ue, inclusi i nodi di tasse e immigrazione.

Il capo dell’ufficio di gabinetto britannico, Michael Gove, ha però dichiarato che si determinerà “l’accesso di altri paesi al nostro territorio alle nostre condizioni”. Gove ha inoltre affermato che i negoziati saranno avviati nel “pieno rispetto” del protocollo sull’Irlanda del Nord, sottolineando che non ci sarà un confine nel Mare d’Irlanda.

Il Regno Unito “non è il Canada”

Michel Barnier dal canto suo dice di voler rispettare la sovranità del Regno Unito. Ma “gli accordi commerciali [in quanto tali] favoriscono l’apertura dei mercati. Non esiste un unico modello che possa andare bene per un’intesa con Londra”. Sottolinea poi che il Regno Unito ne vorrebbe “una simile a quella tra l’Ue e il Canada”. Ma, aggiunge il capo negoziatore per l’Ue a margine di una conferenza organizzata dall’Escp Business School, “il problema è che il Regno Unito non è il Canada. Possiamo volare da Bruxelles a Londra in 70 minuti, mentre il volo per Ottawa dura più di dieci ore. E il commercio con il Regno Unito ha un valore dieci volte superiore a quello con il Canada”.

La portavoce della Commissione europea (durante il briefing di metà giornata del 27/02/2020) ha ribadito che giugno sarà una data spartiacque. Si capirà allora se i negoziati commerciali post Brexit avranno possibilità di successo. Uno scenario senza accordo (no deal) è comunque già previsto, e la Commissione europea farà il necessario in questo caso “per essere utile ai cittadini e alle imprese”.

Intanto, si guarda a lunedì, quando i negoziati commerciali inizieranno ufficialmente. E la stessa portavoce, forse cercando di smorzare un po’ i toni, comunica pure che non è escluso un “risultato positivo alla fine di questi negoziati”.

Teresa Scarale
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