PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Nasdaq sui massimi, le big del tech battono il covid

Nasdaq sui massimi, le big del tech battono il covid

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

09 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Nella giornata dell’8 giugno il Nasdaq ha toccato i 9.924,75 punti

  • Le big del tech sono società liquide, in grado di adattarsi ai cambiamenti in maniera veloce e con molta cassa a disposizione

  • “Si pensava si trattasse di un boom temporaneo, ma in realtà continueranno a sovraperformare i listini”, spiega Matteo Battaglia

È record storico per il Nasdaq: le big del tech cancellano le perdite degli ultimi mesi, superando anche i livelli pre-covid. Come si stanno comportando gli altri listini americani e cosa accadrà nel caso di una nuova impennata dei contagi? Ne parliamo con Matteo Battaglia, responsabile di The Intermonte Eye

Che le big del tech fossero immuni alla pandemia lo aveva dimostrato già la carrellata di trimestrali del mese di maggio, con 26 miliardi di utili netti accumulati solo dalle Faang. Ma a confermarne la vittoria concorrono i valori del Nasdaq che, nella giornata dell’otto giugno, ha segnato il record di 9.924,75 punti, cancellando le perdite degli ultimi mesi e superando anche i livelli pre-covid.

“Dopo le prime trimestrali, da Netflix a Zoom, le società particolarmente legate all’utilizzo di internet e produttrici di software hanno registrato un’impennata dei ricavi”, spiega Matteo Battaglia, responsabile di The Intermonte Eye, divisione operativa di Intermonte dedicata ai consulenti finanziari e ai private banker. L’indice Fang+, ad esempio, intorno al 20 febbraio “ha iniziato a performare molto bene”, spiega, con Tesla che ha guadagnato il 122%, Apple il 45,5%, Amazon il 36%, Invidia il 71%, Netflix 36%, Google 35%, Facebook 54% e Twitter il 53%. Dati che dimostrano come il lockdown abbia creato una chiara spaccatura tra vincitori e vinti.

“I vincitori erano delle società liquide, in grado di adattarsi ai cambiamenti in maniera veloce perché legate a software, non a infrastrutture reali – continua Battaglia – In questo modo, in poco tempo riescono a tagliare i costi e ad adattarsi alla domanda”. Ma non solo. Anche dal punto di vista dei conti, si tratta di imprese che godono di “tantissima cassa”, motivo per cui i mercati hanno apprezzato da un lato l’impennata del business degli ultimi mesi e dall’altro una “solidità patrimoniale finanziaria che permetteva loro di attraversare bene il periodo”.

Inoltre, questa capacità di adattamento potrebbe sostenere le big del tech anche nel caso di nuove ondate di contagio. “Si pensava si trattasse di un boom temporaneo, ma in realtà sono società che continueranno a sovraperformare i listini – aggiunge Battaglia – Anche se ci fosse un’impennata dei contagi all’inizio della stagione invernale, queste società dimostreranno ancora una volta di possedere un vantaggio competitivo rispetto alle altre, sulle quali questo rischio incombe come una spada di Damocle”.

Ma come si stanno comportando, invece, gli altri listini americani? “Sono tutti drogati dalle banche centrali e in particolare dalla Federal Reserve”, spiega Battaglia che conclude: “Crediamo che, con i listini ai massimi, la Fed potrebbe sollevare il piede dall’acceleratore. Non frenerà, non è ancora il momento, ma una maggiore cautela potrebbe far rallentare i mercati dopo questo fortissimo rally”.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
ALTRI ARTICOLI SU "Big del tech"
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Azionari America"
ALTRI ARTICOLI SU "coronavirus"