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N26: italiani delusi dalla propria banca

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Redazione We Wealth
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23 Giugno 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Da una ricerca di N26 è emerso che il 47% degli italiani non si reputa “soddisfatto” della propria banca

  • Gli addebiti inaspettati preoccupano i clienti

Un nuovo studio di N26 rivela che un italiano su due non è soddisfatto della propria banca. Il 59% si è visto addebitare delle commissioni inaspettate

Nel rapporto tra cliente e banca regna l’insoddisfazione, per lo meno dal lato del cliente. Circa un italiano su due (il 47%) non si reputa “soddisfatto” della propria banca. Lo svela uno studio condotto ad aprile dalla mobile bank N26 su un campione di oltre 10mila individui residenti in Europa (di cui 1.023 italiani) e Usa.

Tra i clienti regna l’insoddisfazione

A livello globale, il 45% della campione intervistato è irritato o insoddisfatto quando pensa alla propria banca.  Le motivazioni sono molteplici: se da un lato 31% ritiene che la propria banca stia solo provando a guadagnare altro denaro, per un altro terzo (31%) la banca non ha a cuore gli interessi dei clienti mentre il 26% pensa che la lealtà verso il proprio istituto di credito non ripaghi, perché le migliori offerte vengono suggerite sempre ai nuovi clienti. Focalizzandoci sull’Italia, l’insoddisfazione riscontrata dalla metà degli italiani è causata per il 29% dall’eccessiva complessità e per un altro 29% dalla costante volontà, da parte delle banche, di vendere nuovi prodotti o servizi.

Le commissioni "a sorpresa"

Indagando sulle preoccupazioni dei clienti, la mobile bank ha riscontrato che ben il 69% al livello globale si è visto addebitare una commissione di cui non era a conoscenza. Nello specifico si tratta di commissioni su conto corrente (38%), bancomat (38%) e carte di credito (36%). Guardando ai singoli paesi, saltano all’occhio i dati della Spagna e della Svizzera, in cui addirittira l’81% delle persone ha dichiarato di aver dovuto pagare queste fee. In Italia, la percentuale dei clienti che si è ritrovato commissioni inattese è leggermente più bassa della media globale, pari al 59%. Le commissioni addebitate a sorpresa in questo caso arrivano principalmente da prelievi ATM (34%), carte di credito (30%) e chiusura del conto corrente (23%). Per quanto riguarda la frequenza di questi addebiti inaspettati nel corso di 12 mesi, il 52% degli italiani afferma di esserne stato vittima solo una volta, il 36% due o tre volte e il 9% quattro o cinque volte. Alla domanda “qual è la prima cosa che cambiereste sul modo in cui operano i fornitori di servizi finanziari?”  i clienti italiani hanno risposto così: il 23% esige più trasparenza riguardo ai guadagni della propria banca, il 38% farebbe a meno di tassi di interesse e ulteriori addebiti in tempi difficili mentre il 44% eliminerebbe commissioni e costi nascosti.

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