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Per Morgan Stanley e S&P la recessione globale è alle porte

Per Morgan Stanley e S&P la recessione globale è alle porte

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

17 Marzo 2020
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  • Morgan Stanley: la recessione globale è scenario  base

  • S&P: la recessione è “qui e ora”

La banca d’affari americana vede la recessione globale nel 2020 come lo scenario base. Secondo l’agenzia di rating S&P, la recessione è già realtà

Per gli economisti di Morgan Stanley, la recessione globale rappresenta ora lo “scenario base”. Così, la banca d’affari statunitense avverte gli investitori sull’impatto dirompente del Coronavirus sull’economia mondiale. Poche ore dopo, arriva il report di S&P che avverte: “la recessione globale è qui”.

Morgan Stanley: recessione globale è scenario base

Una crescita globale dello 0,9% nel 2020, la più bassa dalla crisi finanziaria del 2009. Questa, la previsione degli economisti di Morgan Stanley per l’economia mondiale. Un dato peggiore rispetto alla crisi economica del 2001 e abbastanza basso per parlare di una recessione globale, che, come riporta una nota del colosso bancario Usa, diventa lo scenario base. Nello specifico, lo scenario base di Morgan Stanley vede una crescita nel 2020 del -0,3% nel primo trimestre, -0,6% nel secondo trimestre, 1,8% nel terzo trimestre e 2,5% nel quarto trimestre (fonte: CNBC).

“Questa volta sarà peggio della recessione globale del 2001- scrive in una nota ai clienti, il capo economista di Morgan Stanley, Chetan Ahya – sebbene la risposta politica fornirà protezione dai rischi, i danni derivanti sia dall’impatto di Covid-19 che da condizioni finanziarie più rigide, genereranno uno shock sostanziale per l’economia globale”

 

S&P: la recessione Globale è già qui

Dopo Morgan Stanley, anche gli analisti di S&P mettono in guardia l’economia mondiale, con un report il cui titolo lascia poco spazio all’immaginazione: The global recession is here and now” ovvero, “la recessione globale è qui e ora”.  Nel rapporto, S&P Global parla di una recessione globale, con una crescita del PIL nel 2020 all’1,0% -1,5% e sottolinea che i rischi per la previsione rimangono “decisamente al ribasso”

“I primi dati (ndr. macro) della Cina suggeriscono che l’economia (ndr. cinese) è stata colpita molto più duramente di quanto atteso, anche se è iniziata una temporanea stabilizzazione – ha dichiarato Paul Gruenwald, capo economista di S&P Global – L’Europa e gli Stati Uniti stanno seguendo un percorso simile, poiché le crescenti restrizioni relative ai contatti tra le persone lasciano presagire un collasso della domanda che porterà a un’attività economica nettamente inferiore nel secondo trimestre, prima che inizi una ripresa più avanti nel corso dell’anno”.

Virginia Bizzarri
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