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Moody's: -0,5 o -0,7%, per l'Italia è recessione

Moody's: -0,5 o -0,7%, per l'Italia è recessione

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

06 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Moody’s ha tagliato a -0,5% la stima di crescita per l’Italia del 2020, dal precedente +0,5%

  • L’agenzia di rating ha tagliato la stima di crescita globale per il 2020 al 2,1% dal 2,4% di febbraio

Moody’s incalza, per l’Italia (e per il globo) non ci sarebbe speranza, la recessione è alle porte. -0,5 o -0,7% per il Belpaese, queste le prime proiezioni. E intanto la Cina crolla al 4,8%

Colano a picco di giorno in giorno le stime sulla crescita del Pil globale. Ora tocca (di già) all’Italia. L’economia italiana infatti potrebbe essere già probabilmente in recessione.

 

A scriverlo in una nota è Moody’s, prevedendo una probabile contrazione del Pil nel primo trimestre. Nello scenario di base dell’evoluzione del coronavirus l’agenzia di rating taglia a -0,5% la stima di crescita per il 2020, dal precedente +0,5%. Nello scenario peggiore invece, che prevede un impatto più prolungato del coronavirus, la stima per l’economia italiana arriva a -0,7%. Pessime notizie anche per la Cina, il cui tasso di crescita crolla dal già rivisto al sostanzioso ribasso 5,2% al 4,8%.

Moody’s: ma non è solo l’Italia prossima alla recessione

Con la diffusione sempre più ampia del coronavirus “i rischi di recessione globale sono aumentati” per tutte le economie globali, aggiunge Moody’s. L’agenzia avverte che “più lungo l’impatto sull’attività economica, più sarà dominante uno shock di domanda che porterebbe a dinamiche recessive”. Moody’s ha quindi tagliato la stima di crescita globale per il 2020 al 2,1% da 2,4% di febbraio. In uno scenario di impatto economico più prolungato del virus, la stima scende all’1,4%.

Intanto le piazze europee sono sempre in profondo rosso. L’indice d’area Stoxx 600 lascia sul terreno il 3,5%. La peggiore resta Parigi (-3,5%), con Londra (-3,16%) e Madrid (-3,17%). Limano Francoforte (-2,86%) e Milano (Ftse Mib -3,4% a 20.866 punti).

Il petrolio affonda a New York, dove le quotazioni perdono il 6,8% a 42,7 dollari dopo che è saltato l’accordo dell’Opec+ sui tagli alla produzione di greggio per far fronte all’impatto del coronavirus.

Si riduce lo spread Btp – Bund

A Piazza Affari invece le più vendute restano Prysmian (-6,34%), Atlantia (-5,1%). Il calo di quest’ultima si deve alle notizie di stampa secondo cui Autostrade ha deciso il rinvio dell’approvazione del bilancio e l’interruzione del negoziato tra F2i ed Atlantia per creare una holding in cui fare confluire Aspi. Di contro Nexi sale del 2,1%, Amplifon dell’1,10% e Fineco dell’1,4%. Lo spread tra btp e bund scende a 180 punti base.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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