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Mirabaud, tenere la rotta nel 2019 con un approccio attivo

Mirabaud, tenere la rotta nel 2019 con un approccio attivo

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Francesca Conti
Francesca Conti

20 Marzo 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il gruppo Mirabaud festeggia quest’anno i suoi 200 anni e che ha affrontato oltre 50 crisi finanziarie globali

  • Secondo Mirabaud Am “i mercati globali, in particolare quelli azionari, stanno performando molto meglio degli indicatori economici fondamentali”

  • La casa di gestione sul fronte obbligazionario siamo underweight sul debito sovrano emesso dai Paesi sviluppati, mentre siamo più positivi sul debito governativo dei mercati emergenti

Prudenza e lungimiranza, e un approccio ai mercati fortemente attivo che si profila come “l’esatta antitesi degli Etf”. Parola di un gruppo come Mirabaud, che festeggia quest’anno i suoi 200 anni. In vista del bicentenario, la casa di gestione ha presentato a Milano il proprio outlook per il 2019

“Non sappiamo da che parte del mondo arriverà la prossima crisi, sappiamo solo che ci sarà. Per questo dobbiamo essere pronti”. Prudenza e lungimiranza, e un approccio ai mercati fortemente attivo che si profila come “l’esatta antitesi degli Etf”. Parola di un gruppo come Mirabaud, che festeggia quest’anno i suoi 200 anni e che ha affrontato oltre 50 crisi finanziarie globali. La società del gruppo specializzata negli investimenti non può che avere le idee chiare sul valore del proprio approccio agli investimenti. E anche sul perché un approccio tematico possa offrire opportunità interessanti in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una volatilità crescente, tensioni commerciali, timori di una ‘hard Brexit’ e preoccupazioni per le future prospettive di crescita globale che hanno colpito i mercati.

In vista del bicentenario del gruppo, la casa di gestione ha presentato a Milano, nella cornice di Palazzo Parigi, il proprio outlook per il 2019. Parola d’ordine: gestione attiva. Ma anche attenzione ai rischi provenienti da alcune regioni – in particolare l’Europa – dove i mercati stanno performando molto meglio degli indicatori economici. “In un contesto come quello attuale di forte volatilità – spiega David Basola, responsabile per l’Italia di Mirabaud Am aprendo i lavori – un investimento azionario globale suddiviso su una decina di temi di investimento e allocato su una media di 25 società quotate leader nel proprio ambito di business e anche sensibili ai temi di governance, etica e sostenibilità, rappresenta una risposta chiara all’investimento pluri-diversificato tramite Etf. Noi scegliamo con grande attenzione e responsabilità all’interno di un indice vasto come il Msci World; chi ricorre agli Etf, invece, sceglie di agire, e soprattutto subire, l’andamento dei mercati azionari”.

La view sul 2019

La debolezza della crescita registrata a livello globale nel quarto trimestre del 2018 sta proseguendo anche nel 2019, in particolare in Europa e in Asia. Nonostante la debole crescita globale, i mercati finanziari stanno riportando performance positive disancorate quindi dall’andamento dell’attività economica. In questo contesto, “è consigliabile adottare misure di protezione nella costruzione dei portafogli. Questa situazione – in cui i mercati globali, in particolare quelli azionari, stanno performando molto meglio degli indicatori economici fondamentali – risulta particolarmente evidente in alcune regioni. Negli Stati Uniti, da gennaio, gli indici borsistici hanno riportato una crescita improvvisa”, spiega Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am.

“La Borsa di New York ha registrato il suo migliore inizio anno dal 1991, con lo S&P500 in crescita di oltre il 10% dal 1 gennaio 2019. Tuttavia, mentre i corsi azionari proseguono il rally iniziato alla fine del 2018, l’attività economica sta rallentando. La crescita del Pil statunitense è scesa al 2,6% nel quarto trimestre del 2018 rispetto ai massimi riportati nei primi mesi dello scorso anno, e gli ultimi dati suggeriscono che la flessione continuerà nel trimestre in corso”.

Proseguendo, “sul fronte obbligazionario siamo underweight sul debito sovrano emesso dai Paesi sviluppati, mentre siamo più positivi sul debito governativo dei mercati emergenti denominato sia in valuta locale sia in valuta estera, che beneficerà della decisione della Fed di non aumentare i tassi di interesse di riferimento nel prossimo futuro”. Un approccio “che rimarrà dovish, secondo noi, almeno fino alla seconda metà dell’anno e che genererà un impatto positivo sui mercati”.

Anche le valutazioni ora sono molto più interessanti di quanto non lo fossero all’inizio del 2018. “Sul fronte azionario, il rally iniziato a fine 2018 potrebbe presto interrompersi per una correzione dei mercati. Per il 2019, le prospettive di crescita degli utili a livello globale sono pari al 5% e potrebbero diminuire ulteriormente a causa dell’aumento dei salari e dei dazi che esercitano una pressione sui margini operativi delle aziende. La situazione resterà volatile nell’intero corso dell’anno, a causa delle incertezze relative alla crescita e ai rischi politici”, conclude l’esperto.

Sul fronte dei trend d’investimento da monitorare nei prossimi anni è intervenuto Anu Narula, head of Global Equities di Mirabaud, ricordando che: ”Stiamo attraversando un ciclo di crescita lenta, il Fmi ha appena ridotto dal 3,5% al 3% le sue previsioni di crescita per il 2019, al livello più basso degli ultimi tre anni; il mercato è concentrato prevalentemente su questo e sulla ricerca di rendimento. In queste circostanze, è fondamentale per le aziende avere dei propri driver di crescita secolari, ed essere esposte a un tema consente loro di mantenersi indipendenti dall’andamento del ciclo economico, il che è ancor più importante in questa fase di estrema volatilità”.

La boutique di gestione segue attualmente otto temi di investimento: consumatori millennial, automazione, esplosione dei dati, invecchiamento della popolazione, platform companies, real estate e infrastrutture, salute e benessere, economia dei servizi. Ogni anno procede a una revisione di questi temi, per arrivare a includere soltanto quelli in grado di avere un impatto significativo in diversi settori industriali. Nella maggior parte dei casi non vengono apportati grandi cambiamenti da un anno all’altro, trattandosi di temi pluriennali.

“Nel nostro approccio, i temi sono necessari dal momento che rappresentano il punto da cui partiamo nella selezione delle società, ma non sono sufficienti, in quanto puntiamo a investire in aziende di alta qualità con bilanci solidi ed elevati free cash flow e che hanno quindi tutti i presupposti per crescere lungo tutto il ciclo economico. Evitiamo le società che ricorrono a una combinazione di leva operativa e finanziaria, concentrandoci sulla stima dei flussi di cassa futuri generati dalla crescita organica. In questo modo investiamo in un portafoglio concentrato di 25 società di tutto il mondo, diversificate per settori industriali. I rischi e i rendimenti derivano dalla selezione dei titoli, piuttosto che da un particolare settore o fattore geografico”, aggiunge Narula.

“Siamo entrati nel mercato dell’asset management nel 2011, durante il boom della gestione passiva e da allora portiamo avanti con convinzione la nostra scelta”, ha ricordato Basola. “Puntiamo ad essere una boutique moderna, robusta, flessibile, attiva, ma con radici profonde. Abbiamo infatti alle spalle la solidità e l’esperienza di un gruppo che quest’anno celebra i suoi duecento anni di storia. Un gruppo che ha saputo resistere al test del tempo, vivendo in primo piano e sapendo interpretare con successo i continui cambiamenti del mercato. Per questo possiamo dire di essere pronti per i prossimi 200 anni, di essere Prepared for Now”, conclude il manager Bassola.

Francesca Conti
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