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M&G, investire con la recessione lontana

M&G, investire con la recessione lontana

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Redazione We Wealth
Redazione We Wealth

10 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Almeno per il momento, l’attenzione sembra essersi allontanata dai fondamentali, rendendo meno semplice l’attività dell’asset allocator globale

  • Per gli investitori che non temono la recessione, sembrerebbe che le maggiori opportunità di diversificazione si trovino in selezionate azioni globali e obbligazioni dei mercati emergenti

Secondo Juan Nevado, Fund Manager dei fondi M&G (Lux) Conservative Allocation e M&G (Lux) Dynamic Allocation, oggi il problema principale per chi vuole investire e reputa la recessione lontana, è la notevole mancanza di diversificazione dell’offerta

Per molti che vogliono investire, la recessione è (ancora lontana). Secondo Juan Nevado, Fund Manager dei fondi M&G (Lux) Conservative Allocation e M&G (Lux) Dynamic Allocation, oggi il problema principale per gli asset manager globali è la notevole mancanza di diversificazione dell’offerta. A guidare i movimenti di tutte le asset class è  del resto l’andamento dei tassi di interesse americani. E azioni, obbligazioni e materie prime hanno beneficiato infatti di un rimbalzo benefico all’inizio di quest’anno. Almeno per il momento, l’attenzione sembra essersi allontanata dai fondamentali, rendendo meno semplice l’attività dell’asset allocator globale.

Solo un rallentamento. Investire con la recessione lontana

Molti investitori ritengono che quello in atto sia solo un rallentamento e che una recessione mondiale sia improbabile. Per costoro sembrerebbe che le maggiori opportunità di diversificazione si trovino in selezionate azioni globali e obbligazioni dei mercati emergenti. In particolare, tra i bond emergenti, a causa di una debolezza persistente del mercato valutario negli ultimi sette anni e di livelli di inflazione contenuti, i titoli di Stato brasiliani offrono rendimenti reali superiori al 5%, mentre il rendimento reale di quelli messicani si attesta al 4%.

Una situazione molto diversa da quella delle obbligazioni dei mercati sviluppati di Europa, Giappone e Australia. Qui, i rendimenti sono attualmente negativi e le opportunità di investimento limitate. Altrove, mentre le valutazioni dell’equity globale appaiono modeste, le azioni Usa appaiono costose rispetto ai livelli storici – con l’eccezione dei settori bancario, tech e biotecnologico.

Cosa potrebbe disinnescare il solido tasso di crescita globale? Le guerre commerciali, la sospensione dello stimolo economico da parte del governo cinese, le incertezze politiche nel Regno Unito e in Italia potrebbero incidere sul sentiment. Allo stesso modo però una Cina più accomodante, una Federal Reserve meno aggressiva e una risoluzione delle tensioni politiche nel Regno Unito potrebbero aiutare ad alleviare il sentiment fragile degli investitori. Come sempre, la soluzione è restare attivi e selettivi nelle scelte di investimento.

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