PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Mercati, i timori attuali secondo Neuberger Berman

Mercati, i timori attuali secondo Neuberger Berman

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

27 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • La performance dell’Europa continua a deludere. Vi contribuisce il fatto che l’Italia sia in recessione tecnica e che la Germania abbia evitato la stessa sorte per poco

  • La Casa Bianca ha ricevuto uno studio sui potenziali rischi per la sicurezza derivanti dalle auto di importazione. Ci saranno impatti sulla “lunga tregua” nella guerra tariffaria?

Le prospettive settimanali dell’asset manager internazionale ribadiscono i timori attuali dei mercati, ormai una sorta di grande classico. Ma qualche colpo di scena potrebbe essere dietro l’angolo

L’Europa e la sua crescita stagnante, la Brexit, la diffidenza sulla “tregua” nella guerra dei dazi. Questi i timori dei mercati in questi giorni, come rimarcato dalle “Prospettive settimanali di Neuberger Berman”.

Europa, Usa, Cina

La performance dell’Europa, in particolare, continua a deludere. Vi contribuisce il fatto che l’Italia sia in recessione tecnica e che la Germania abbia evitato la stessa sorte per poco.

Sul fronte guerra tariffaria, la data ultima del 1/3 per un accordo tra Usa e Cina si sta avvicinando. A tal proposito, i passi avanti dei negoziati giustificano al contempo fiducia e cautela. La Casa Bianca ha però ricevuto uno studio sui potenziali rischi per la sicurezza derivanti dalle auto di importazione. Potrebbe trattarsi di un colpo di scena che potrebbe aprire a Trump una volta per tutte la strada dei dazi.

L’imposizione di dazi sulle automobili potrebbe condurre a uno shock di ampia portata sulla crescita. L’effetto sarebbe pesante sui settori auto tedesco e giapponese. Ma anche per l’Europa in generale., dove una hard Brexit (non ancora esclusa) non farebbe altro che peggiorare la situazione.

La Fed

A gennaio, la Federal Reserve ha assunto toni più accomodanti. E una decina di giorni fa la Banca centrale europea ha confermato di avere allo studio un’altra serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Tltro), mentre la settimana scorsa la Banca del Giappone ha annunciato di essere pronta ad allentare ulteriormente le condizioni di politica monetaria. In Cina, la crescita forte del credito potrebbe essere un primo segnale dell’efficacia del programma di stimoli e tradursi in un miglioramento del Pmi.

Il parere dell’asset manager sugli investimenti

“Gli investitori hanno da sempre dovuto lottare per trovare un complesso compromesso tra rallentamento della crescita, politiche delle banche centrali e left-tail risk, cioè i rischi di eventi estremamente avversi ma relativamente improbabili”. Il rialzo dell’oro adesso in corso esemplifica il dilemma. Esso “anticipa un prolungamento dei tassi di interesse bassi, con conseguente prolungamento del ciclo, oppure è un segno premonitore di una fine prematura del ciclo”? La risposta del gestore è che bisogna tenere presenti entrambe le eventualità.

L’atterraggio morbido

Pur ritenendo realistica la prospettiva di un atterraggio morbido, Neuberger Berman è del parere che un’attenta diversificazione del portafoglio resti un aspetto importante. Per tutelare la diversificazione, è necessario includere in portafoglio un riassetto delle esposizioni azionarie e obbligazionarie durante i rally dei mercati.

Gli investitori con adeguata diversificazione si trovano meno spesso costretti a vendere in mercati illiquidi durante i periodi di volatilità. “Per questo motivo si trovano in una posizione migliore per sfruttare le diverse situazioni, aggiungendo o incrementando posizioni che, qualora il ciclo dovesse proseguire, registrerebbero performance positive, ancorché con valutazioni inferiori, che contribuirebbero a ridurre l’esposizione ai ribassi”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo