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Mercati in ripresa: la fine del bear market?

Mercati in ripresa: la fine del bear market?

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

09 Aprile 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Dai minimi di fine marzo, i mercati hanno registrato una forte ripresa

  • Secondo gli esperti intervistati da We Wealth, il rally dei mercati è destinato a finire presto

Con il rimbalzo dei mercati negli ultimi giorni, gli investitori possono tirare un sospiro di sollievo o devono prepararsi a una nuova ondata di forti ribassi? La view degli esperti

Di fronte al trend positivo che ha caratterizzato le ultime sedute delle borse globali, gli investitori iniziano a intravedere la luce in fondo al tunnel del bear market (mercato ribassista), ma il loro entusiasmo potrebbe essere presto spento da una nuova ondata di forti ribassi.

Negli ultimi giorni Piazza Affari sembra essersi messa al riparo da sedute pesantemente negative. Dai minimi del 20 marzo l’indice italiano ha guadagnato circa il 24%. Sul mercato americano, l’ S&P 500, dopo essere sceso di oltre il 30% nell’intervallo di tempo che va dal picco del 19 febbraio al 23 marzo 2020, è salito di oltre il 25%. Tuttavia, come mostra una recente analisi di Bloomberg, nel corso di 14 bear market l’S&P 500 ha registrato rialzi di oltre il 15% in 20 diverse occasioni prima di ricadere verso i minimi: quello che in gergo viene chiamato “bear market rally” ovvero un breve periodo di rialzo dei prezzi all’interno di un mercato orso di lungo periodo. I rialzi degli ultimi giorni segnalano quindi che siamo giunti alla fine del bear market o le insidie sono dietro l’angolo? Ecco cosa ci hanno risposto gli esperti.

“Dalle nostre analisi il mercato ci appare molto fragile in questo momento” spiega a We Wealth Marco Bernardeschi, chief investment officer di Jci Capital.  Secondo Bernardeschi quella a cui stiamo assistendo è una falsa ripartenza del mercato e non l’inizio di un bull market. “Ci aspettiamo una ripartenza dell’economia molto lenta con una profittabilità abbastanza limitata”, evidenzia l’esperto, escludendo l’ipotesi “ottimistica” di un recupero a “V”. “Ad oggi mancano le indicazioni di un rialzo sostenibile”, sottolinea Bernardeschi. Questo, sia da un punto di vista tecnico, in termini di ampiezza di mercato, in quanto il rally è stato spinto solo da alcuni titoli quindi con un riposizionamento di acquisti non diffuso, sia da un punto di vista di analisi dei fondamentali, in quanto lo stop per molte aziende a dividendi e buyback, che in passato hanno favorito l’innalzamento dei P/E (prezzo/utile), porterà, secondo il cio di Jci Capital, a “utili inferiori e a ulteriori ribassi sui mercati, che attualmente non stanno prezzando uno scenario recessivo”.

Anche Filippo Diodovich, senior strategist di Ig Italia, esprime forti dubbi sul fatto che il movimento rialzista possa continuare nelle prossime settimane. “In questo momento i mercati sono sostenuti dalle manovre dei governi e dalle banche centrali”, avverte lo strategist, citando il nuovo intervento straordinario da 2.300 miliardi di dollari messo in campo giovedì dalla Fed e sottolineando la forte correlazione tra Wall Street e i mercati europei. Secondo Diodovich, lo scenario incerto sulla riapertura delle attività economiche di fronte all’emergenza Coronavirus e le stime sempre più negative sul Pil del secondo trimestre in Europa e America potrebbero portare a un ritorno ai ribassi sui mercati.

Virginia Bizzarri
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