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Europa, è il momento di spingere sull’acceleratore

08 Ottobre 2018 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Attenti all’inflazione

  • Seppur con ombre, in Europa le valutazioni sono molto buone

  • Ecco dove conviene investire

Bisogna tornare a concentrasi sui fattori macroeconomici e mettere da parte gli spread. Secondo Enrico Vaccari (Consultinvest) lo scenario per l’Europa nel 2019 potrebbe essere drammatico, con stagnazione e iperinflazione

Tutti parlano dell’allargamento dello spread ma nessuno dell’aumento dell’inflazione. “Ci troviamo a guardare il dito e non la luna”, commenta Enrico Vaccari, responsabile clientela istituzionale di Consultinvest. In Europa la crescita langue e nel frattempo, in maniera latente ma che diventerà evidente il prossimo anno, sta crescendo l’inflazione e non accenna a fermarsi. Negli Stati Uniti, invece, il problema dell’inflazione è evidente ma sotto controllo, perché la Fed può contenerla, i tassi stanno salendo e continueranno a salire. “Abbiamo una parte del mondo – gli Usa – che funziona a meraviglia, con un tasso di crescita che sfiora il 4%, un’inflazione al 2,7%, i tassi in salita ma soprattutto la piena occupazione al 3,9%. E poi ce ne un’altra – l’Europa – con uno scenario drammatico all’orizzonte, con una Banca centrale ancora in modalità espansiva, un’inflazione che è già uscita dal target e che rischia di sfuggire al controllo”. Per Vaccari “se l’inflazione continuasse a crescere, avremmo un problema molto forte e ci ritroveremmo di fronte a uno scenario di stagnazione e d’iperinflazione che costringerebbe la Bce ad affrontare il problema inevitabilmente alzando i tassi di interesse”.

 

Svegliati Europa!

Ma non tutto è perduto, rassicura il manager. “Bisogna tornare a concentrasi sui fattori macroeconomici e mettere da parte gli spread. Seppur con ombre, abbiamo delle valutazioni fondamentali in Europa molto buone. La parte espansiva del lavoro della Bce può dirsi conclusa però nessuno pensava che dalla chiusura del Qe si potesse passare direttamente a uno scenario di aumento dei tassi. Negli Usa sono passati quattro anni dalla fine del Qe prima che i tassi fossero rialzati. Oggi invece la Bce rischia di passare da uno scenario espansivo a uno restrittivo in pochi mesi. Questa è una sorpresa che all’inizio di quest’anno non ci si aspettava”.
Secondo il manager in questi anni la Bce ha fatto il suo dovere ma non è mai stata supportata da azioni dei singoli governi.

“Mentre negli Usa il Qe ha funzionato perchè contemporaneamente ci sono state riforme fiscali, abbassamento delle tasse ed investimenti, in Europa, invece, si è andati a macchia di leopardo. La Germania è stata super efficiente, mentre il resto dei Paesi non sono stati in grado di mettere in campo riforme e questo lascia il Vecchio continente alle prese con la Brexit, con i paesi periferici che soffrono un ritardo nella crescita e con un aumento dell’inflazione”.

 

Dove investire?

“La finestra temporale per l’Europa si sta chiudendo. Oggi ci sono delle valutazioni fondamentali attraenti sui titoli azionari, è il momento di spingere di più sull’acceleratore”, dice Vaccari. L’auspicio dell’esperto è che i governi possano osare di più, che facciano delle manovre fiscali, delle riforme strutturali e dei piani d’investimento. “Ci vuole un colpo di coda molto forte da parte dell’Europa soprattutto in un momento come questo in cui più di qualche investitore istituzionale sta guardando a essa in termini di valori fondamentali estremamente attraenti. La speranza che ci sia un recupero dei mercati azionari europei è ancora presente, ma è l’ultima chiamata”, avverte Vaccari. Per quanto riguarda l’obbligazionario il suggerimento del manager è quello di cercare forme alternative di protezione del capitale. “Gli investimenti che oggi si possono fare sono le polizze assicurative ramo I perché hanno la garanzia del capitale. In questo caso sì che si può parlare dell’allargamento degli spread, che visto in prospettiva è un’opportunità di investimento maggiore”, conclude.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
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