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Mercati finanziari: le tempeste arrivano d'estate

Mercati finanziari: le tempeste arrivano d'estate

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il caldo estivo non fa bene ai mercati finanziari. Anzi, pare favorire le tempeste. I dati storici parlano chiaro

  • Sell in May and go away è un modo dire che quest’anno pare non trovare riscontri positivi. Anzi

  • La fragilità contestuale aumenta, se si osserva che, sempre più negli ultimi mesi, il rialzo dei mercati si è avuto più alla crescita dei multipli, che degli utili

  • Il mercato ha già prezzato un netto rallentamento dei profitti rispetto al 2018 e anche le previsioni sul recupero del 2020. In questo contesto, l’approccio alla gestione del portafoglio nell’estate 2019 “dovrebbe ricordare i buoni comportamenti da tenere al mare: va bene esporsi ma senza dimenticare la crema protettiva”

Dalla crisi delle borse asiatiche a quella dei subprime, passando per il rublo e il debito sovrano. Nei mercati finanziari, le tempeste paiono prediligere la stagione estiva. Quali sono le previsioni per quella in corso? Ne parla Donatella Principe, director market and distribution strategy di Fidelity International

Il caldo estivo non fa bene ai mercati finanziari. Anzi, pare favorire le tempeste. I dati storici parlano chiaro. Era il luglio del 1997 quando scoppiava la bolla immobiliare asiatica. Un anno dopo, il rublo perdeva in un solo giorno il 40% del suo valore. Per arrivare a tempi più recenti, basta arrivare alla crisi argentina del 2018, con il Fmi pronto a dispiegare il piano di salvataggio più consistente mai attuato, in memoria del disastro estivo del 2001 (sempre in Argentina). Della crisi dei primi giorni di settembre di un decennio fa, la macroeconomia porta ancora i segni. Le avvisaglie, nemmeno a dirlo, si erano già manifestate nel luglio del 2007. Un’altro esempio: la crisi europea del debito sovrano nell’estate 2011. Poi la Brexit (giugno 2016), il ring fra Usa e Cina (estate 2018), Il crollo del mercato cinese (2015). La sequela di eventi fa correre un brivido lungo la schiena dell’investitore. Ne parla Donatella Principe, director – Market and distribution strategy di Fidelity International.

Tempeste: quelle dei mercati finanziari sono estive. E’ vero anche nel 2019?

Sell in May and go away è un modo dire che quest’anno pare non trovare riscontri positivi. Anzi. “Chi ha ceduto al vecchio adagio, deve fare i conti con grandi rimpianti. Giugno è stato il miglior mese per il Dow Jones in 80 anni, chiudendo un semestre che per l’indice azionario globale è stato il migliore di sempre nella storia dei mercati finanziari (in 22 anni per l’S&P500)”. Luglio sta poi facendo registrare nuovi massimi assoluti per la borsa Usa. E anche l’altalena dello spread pare essersi presa una vacanza.

Le tempeste staranno lontane dai mercati finanziari? Il primo banco di prova sarà la riunione della Fed a fine luglio. Il consensus è quasi unanime su un primo taglio a luglio. La decisione di Jerome Powell e i suoi commenti sulle future mosse saranno cruciali per capire se e fino a che punto il mercato si è spinto troppo avanti. “Le ricadute saranno rilevanti per i mercati azionari, ma non meno per quelli obbligazionari che, anticipando questa nuova espansione monetaria, hanno visto i rendimenti contrarsi al punto che siamo ai massimi storici di obbligazioni al mondo con rendimenti negativi: oltre 12,5 trilioni di dollari, superando il precedente record dell’estate del 2016 e raddoppiando la dimensione dalla fine del 2018”.

Si è oggi passati da un “search for yield” a un “hunting for yield”. Ma i rischi legati alla leva mondiale sono cresciuti rapidamente e si fanno particolarmente sensibili nel settore del credito. L’inflazione non segue più le dinamiche sue consone e “la lettura del quadro macroeconomico diventa estremamente complessa, aggiungendo incertezza al quadro generale”. Se azioni e obbligazioni (massimo storico e minimo dei rendimenti) sembrano raccontare storie diverse, in America il traguardo della più lunga fase di espansione economica viene “festeggiato” dal mercato con un’inversione della curva dei rendimenti che in passato parlava di recessione.

I rischi

Nonostante il rallentamento e i segnali di fragilità, non vi sono rischi di recessione all’orizzonte. “Anche le tensioni geo-politiche Usa-Cina possono al massimo rallentare la crescita mondiale ma certo non portarla in negativo”.

“La percezione d’incertezza del quadro generale, unita a un tasso di crescita sì positivo ma debole, ha continuamente spinto negli ultimi anni gli investitori verso posizioni quasi unidirezionali”. La Principe quindi aggiunge che elementi come growth e quality hanno dominato nelle scelte degli investitori, insieme con il tech. Le valutazioni per questo “appaiono spesso eccessive e in molti casi sempre meno sostenibili, con il rischio di correzioni idiosincratiche”. La fragilità contestuale aumenta, se si osserva che, sempre più negli ultimi mesi, il rialzo dei mercati si è avuto più alla crescita dei multipli, che degli utili.

Donatella Principe sulle tempeste estive dei mercati finanziari
Donatella Principe, courtesy Fidelity

Le prospettive all’orizzonte: nessuna tempesta per i mercati finanziari

Il mercato ha già prezzato un netto rallentamento dei profitti rispetto al 2018 e anche le previsioni sul recupero del 2020. In questo contesto, l’approccio alla gestione del portafoglio nell’estate 2019 “dovrebbe ricordare i buoni comportamenti da tenere al mare: va bene esporsi ma senza dimenticare la crema protettiva”. La ricerca di rendimenti deve essere quindi bilanciata da un focus crescente sul premio per il rischio. Il posizionamento sugli asset rischiosi va poi implementato con grande attenzione alle valutazioni, non dimenticando la necessità di “un approccio modello-assicurativo al portafoglio, diversificando le posizioni più rischiose con attività difensive e de-correlate”.

Preparasi all’autunno

Se quella 2019 non dovesse rivelarsi una lunga estate calda, la disciplina di portafoglio sarà comunque utile per arrivare pronti per un autunno dall’agenda molto fitta, soprattutto in Europa.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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