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Mercati finanziari: i 3 osservati speciali del 2020

Mercati finanziari: i 3 osservati speciali del 2020

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Sara Silano
Sara Silano

10 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Dopo un anno Toro, ci sono meno occasioni in Borsa e qualche incognita in più. Meglio non sottovalutare i benefici della diversificazione e prepararsi a una maggior volatilità

Investitori in azioni o obbligazioni: chi ha vinto nel 2019? Entrambi, perché l’anno scorso si sono registrati rialzi generalizzati sui mercati finanziari. L’indice Morningstar global market ha guadagnato oltre il 26% (in euro), ma in assoluto la miglior Borsa è stata Wall Street (+31% in euro).

Piazza Affari si è comportata meglio del resto d’Europa e anche dei mercati emergenti, lasciandosi alle spalle il difficile 2018. Il reddito fisso ha corso, ma il ritmo è stato inferiore (vedi tabella).

Mercati finanziari: i 3 osservati speciali del 2020
I principali indici azionari e obbligazionari del 2019

Inizio d’anno con sorpresa

Il 2020 è iniziato all’insegna di un maggior nervosismo sui mercati, suscitato dalle tensioni tra Iran e Stati Uniti in seguito all’uccisione del generale iraniano, Soleimani, leader dei Qods, le forze speciali del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Dopo un quarto trimestre tra i meno volatili dal 2017, c’è da aspettarsi almeno nel breve un po’ più di oscillazioni dei titoli, dovute al rischio geopolitico. Ampliando l’orizzonte, possiamo identificare tre tendenze che gli investitori dovrebbero tenere in considerazione nelle loro decisioni di investimento.

Occhio alle valutazioni

La prima riguarda le valutazioni azionarie. La lunga fase Toro ha ridotto le opportunità sui mercati globali. Secondo gli analisti di Morningstar, gli Stati Uniti sono particolarmente cari (il rapporto prezzi/fair value è di 1,04). Il settore tecnologico è stato sicuramente il protagonista (+46,7% in dollari), ma i rialzi sono stati diffusi: il 90% dei titoli dell’S&P 500 ha chiuso il 2019 con il segno più.

Lo strapotere dei titoli growth

La seconda tendenza è negli stili. Le società orientate alla crescita (growth) hanno corso più di quelle orientate al valore (value). In Europa, la performance delle prime è stata del 42,8% contro il 19,3% delle seconde. Nel triennio, la vittoria dei growth è schiacciante, non solo nel Vecchio continente, ma anche oltreoceano. Un’analisi sul mercato americano tra il 2018 e 2019 rivela che i value sono riusciti a fare meglio solo nelle fasi di declino delle Borse, come ad esempio il terzo trimestre 2019. Il dibattito tra gli operatori resta aperto: è in corso un cambio strutturale sui mercati che rende i tradizionali approcci al valore obsoleti?

Mercato europeo: confronto tra i rendimenti dei titoli value e growth

Mercati finanziari: i 3 osservati speciali del 2020
Comparative returns: value vs growth companies

I benefici della diversificazione

La terza tendenza riguarda i portafogli. Sarebbe sbagliato pensare che i rialzi di azioni e obbligazioni abbiano fatto venire meno i benefici della diversificazione. Le performance delle due classi di attività mostrano che per gran parte dell’anno sono state correlate negativamente. Questo significa che il reddito fisso continua a rappresentare una forma di protezione dalle oscillazioni dei prezzi azionari. Tuttavia, i bassi tassi di interesse (in alcuni casi negativi) hanno spinto gli investitori verso bond più rischiosi a caccia di maggiori rendimenti. Il 2019 è stato il miglior anno del decennio per il Morningstar US corporate bond index (+12% in euro). Ma anche il paniere del debito emergente ha sfiorato l’aumento a due cifre (+9,98% in euro).

Le banche centrali hanno giocato un ruolo da protagoniste, allontanando i timori di una recessione globale. C’è chi è pronto a scommettere che lo saranno anche nel 2020, anno che presenta numerose incognite: le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, le tensioni in Medio oriente, le trattative per Brexit, i rapporti tra Cina e Usa (il presidente Donald Trump ha annunciato di voler firmare la prima fase dell’accordo commerciale il 15 gennaio). Dunque, anche l’oro resta un osservato speciale, dopo che il 2019 è stato il suo miglior anno dall’inizio del decennio.

Sara Silano
Sara Silano
È editorial manager di Morningstar e specialista sui temi della sostenibilità. Laureata in Scienze della comunicazione, indirizzo giornalistico all'Università di Torino, è in Morningstar dal 2003. In precedenza, ha lavorato in Bloomberg Investimenti e Bloomberg News. Silano ha 20 anni di esperienza nell'analisi dell’industria finanziaria. Nel 2018 ha vinto il State Street Press Awards.
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