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Mercati: attenzione alle false ripartenze

Mercati: attenzione alle false ripartenze

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

31 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • I mercati provano a recuperare il terreno perduto dai minimi dell’ S&P toccati il 23 marzo

  • La fine del bear market è all’orizzonte o si stratta di una falsa ripartenza? La parola agli esperti

Il tentativo di rimbalzo dei mercati, iniziato la scorsa settimana, dalle Borse europee a Wall Street, annuncia la fine del mercato ribassista? La view degli esperti

Il rimbalzo delle Borse europee e di Wall Street della scorsa settimana, con il Dow Jones che il 24 marzo ha chiuso mettendo a segno un rialzo di oltre l’11%, hanno fatto ben sperare gli investitori. Ma attenzione, perché la storia ci insegna che rimbalzo non è necessariamente sinonimo di fine del mercato ribassista. Intanto, oggi Piazza Affari chiude a +1,6% e Wall Street, partita in rialzo, chiude in territorio negativo con l’S&P500 che segna un -1,60% a fine seduta.

“Dai minimi di Lunedì 23 marzo, abbiamo evidenziato dei rialzi importanti legati per lo più negli Usa alle misure della Fed e dell’amministrazione Trump e questo ha portato a una stabilità sui mercati finanziari” commenta Filippo Diodovich, Senior Strategist di IG Italia. Tuttavia, spiega l’esperto “non sappiamo ancora quanto sarà profonda e lunga la crisi, perché al momento abbiamo solo l’esempio cinese e degli altri stati asiatici come la Corea del Sud, che hanno affrontato il Coronavirus in modo molto più ‘restrittivo’ e avevano le skills, l’abilità e l’esperienza per farlo, avendo affrontato altre epidemie. Quindi, la risposta è stata più veloce. In Cina abbiamo visto dati terribili per gennaio / febbraio, mentre a marzo si è ripresa l’economia. Questo dimostrerebbe che, almeno per la Cina, il ciclo economico evidenzierebbe un movimento a V (forte crollo e ripresa alta) “.  Secondo lo strategist, per l’Europa e gli Usa è difficile fare previsioni in quanto hanno affrontato il problema in modo molto più “soft” e questo potrebbe portare a un maggiore periodo di recupero per l’economia. Inoltre, sottolinea l’esperto, la diversa natura della crisi,  legata a un elemento esogeno, rende difficile prevedere quando terminerà il bear market. Secondo lo strategist, molto dipenderà dagli indicatori economici che usciranno, come quello dei non-farm payrolls negli Usa, atteso per il 3 aprile e dai dati sui contagi.

Per capire se i recenti rialzi segnano la fine del mercato ribassista o rappresentano solo una “falsa ripartenza”, il cosiddetto ‘bear market rally”, è utile guardare nello specchietto retrovisore e osservare comportamento dei mercati nelle crisi passate.

Stando a un report di Morgan Stanley, pubblicato il 27 marzo, la dimensione e l’ampiezza della risposta della politica, sia monetaria che fiscale, sono state ad oggi sufficienti a stimolare un rimbalzo delle azioni dai livelli di ipervenduto. “Mentre la recente correzione azionaria ricorda quella che abbiamo visto nel 1987/1998 – spiegano gli analisti – è troppo presto per escludere che sia un rally del mercato ribassista; sia il 2002 che il 2008 hanno visto rally di oltre il 20% in controtendenza”. Nel report è presente un grafico (Figura 1) che mostra come durante la crisi del 2007-2009 ci siano stati ben 7 bear market rally di oltre il 5% (indice MSCI Europe).

MSCI, Refinitiv, Morgan Stanley Research
Figura 1: "In the 2007-09 downturn there were 7 'bear market' rallies of over 5%" Source: MSCI, Refinitiv, Morgan Stanley Research

Davide Bulgarelli, presidente di Siat, intervistato da We Wealth sul tema, commenta così:

“Si occupano di previsioni sia gli astrologi che i metereologi, sento i secondi molto più affini al mio modo di affrontare i mercati finanziari con modelli e scenari probabilistici. Voglio però lanciare una provocazione ed esprimere la mia opinione non appoggiandomi ad algoritmi sofisticati o modelli legati all’ Intelligenza Artificiale che mi sono comunque di supporto quotidiano, ma alle semplici indicazioni di buon senso della Teoria di Dow di inizi ‘900. Ho tirato fuori dalla mia libreria ‘Dow Theory’ del 1932 ed a pagina 75 nel capitolo intitolato ‘Determining the trend’, ho potuto leggere che “rialzi che superino massimi precedenti seguiti da correzioni che teminino sopra i precedenti minimi offrono un’indicazione rialzista”. Ecco che se guardiamo con questi occhi al grafico di Morgan Stanley, ci accorgiamo che a luglio 2009 dopo 7 ‘bear market rally’ avemmo un minimo superiore a quello di marzo e poi in agosto il superamento dei massimi di giugno. Lì ci fu il segnale sull’ Indice Msci Europe che il peggio era alle spalle.Rosso di sera bel tempo si spera”. Questo però, non vuol dire che, guardando all’attuale andamento dei mercati, questi offrano un’indicazione rialzista, e quindi che il peggio è passato, ma che “al momento ha smesso di piovere” spiega il presidente di Siat. “Per dire che il peggio è passato dovrò vedere le borse recuperare almeno il 50 % del ribasso dai massimi ed un minimo importante superiore a quello di marzo, altrimenti andremo almeno a 2200 punti di S&P500” conclude Bulgarelli.

 

 

 

 

Virginia Bizzarri
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