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Materie prime: rendimenti in aumento nel 2019

27 Dicembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • L’ammorbidimento del dollaro e la forte domanda mondiale dovuta anche alla transizione energetica giocheranno un ruolo positivo nei rendimenti di alcune materie prime

  • Anche alcuni comparti dell’agricoltura offrono prospettive interessanti per il 2019

Oro giallo e oro nero, ma anche alluminio e nickel. Per non parlare delle “soft commodities” agricole. Dopo il 2018, secondo l’asset manager Schroders, il 2019 sarà l’anno delle materie prime

Schroders: 2019 l’anno delle materie prime

Un anno da ritorno alle basi? Di sicuro le prospettive per le commodity lo lasciano presupporre. E’ quanto ritengono Mark Lacey, head of commodities e James Luke, gestore del fondo Schroder Isf Global Gold, Schroders.

Petrolio

Le previsioni di Schroders per la più basica delle commodities sono rialziste. Quali che siano le politiche dei produttori, il gestore ritiene che la domanda sarà superiore alla produzione Opec. I produttori attingeranno alle scorte e inizieranno forse ad allentare i vincoli “disciplinari” solo da secondo o terzo trimestre.

I metalli: alluminio, nickel, oro

Il primo è un metallo il cui prezzo è estremamente basso rispetto ai costi di produzione. La domanda è di gran lunga superiore alla richiesta: ciò spingerà i prezzi al rialzo. “Le scorte di alluminio della London Metal Exchange sono più che dimezzate da inizio 2017 e i tagli alla produzione probabilmente accelereranno”. Sul lungo termine si prevede un potenziale significativo per il mercato del nickel. Il motivo sta nell’offerta limitata e in una domanda solida e in aumento per le batterie agli ioni di litio. Le condizioni macroeconomiche e le incertezze derivanti dalla questione tariffaria dovrebbero inoltre favorire l’oro.

L’agricoltura

L’incertezza politica ed economica legata alla guerra dei dazi e alla volatilità delle valute dei mercati emergenti ha pesato molto sui mercati agricoli. Ma prospettive di rendimento positive arrivano da mercati come quello dei cereali e delle materie prime. Il gestore prevede infatti che la produzione globale e le scorte continueranno a contrarsi il prossimo anno.

Cotone e soia

Allo stesso modo, anche i mercati del cotone paiono promettere bene. La ragione è che la domanda per le fibre naturali continua ad essere solida a livello globale, mentre il cotone di qualità elevata gode di un’offerta limitata. La soia invece prospetta dei rendimenti negativi nel 2019.

Zucchero, cacao e caffè

Infine, i mercati delle cosiddette soft commodity come cacao, caffè e zucchero sembrano essere finalmente vicini alla fine della loro tendenza al ribasso di lungo termine. I prezzi del caffè e dello zucchero erano infatti crollati dal 2011.

I fattori macroeconomici di supporto alle materie prime

La questione dei dazi iniziata da Trump rende più preziose le commodity. I mercati da canto loro si stanno focalizzando sul legame infausto tra le guerre commerciali e la crescita globale.

Per quanto riguarda il dollaro invece, si assisterà ad un calo della sua forza nel 2019. Verrà meno l’effetto dell’espanasione fiscale di Donald Trump e i tassi di interesse in rialzo influenzeranno zone sensibili dell’economia. C’è quindi un’alta probabilità che l’anno nuovo la zavorra rappresentata dal dollaro per le materie prime venga meno.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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