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M&A: attese positive per il 2021. Italia protagonista in Europa

M&A: attese positive per il 2021. Italia protagonista in Europa

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

01 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel secondo semestre 2020 la ripresa delle operazioni M&A limita la contrazione a livello mondiale al -9% a volumi e -3% a valore sul 2019

  • Dalle analisi PwC emerge inoltre che i prossimi 6/12 mesi saranno caratterizzati da una attività di M&A molto intensa

L’accelerazione delle attività di M&A, registrata a partire dal terzo trimestre 2020, ha visto punti di massimo toccati nell’ultimo trimestre nell’area Asia-Pacifico e, focus Europa, in Italia

In Italia calano i volumi (-22%) ma crescono il valore delle operazioni di M&A, superando i 70 miliardi di dollari, grazie all’aumento dei mega deal, con le operazioni Nexi/Nets (7.4 miliardi), Nexi/SIA (5.3 mld), Cvc/Advent/Fsi – serie A (2 mld), Moncler/Stone Island (1.5 mld), il cui completamento è atteso nella prima metà del 2021.

A livello di settore, l’unico con un incremento di attività M&A sia a volumi che a valore è risultato il Tmt (25 mld di deal value nel 2020, +317%, operazioni Kkr/Telecom, Macquarie/Open Fiber, Bain / Engineering), seguito solo a valore dal Consumer (8.5 mld, +181% spinto dalle operazioni Permira / Golden Goose e Moncler / Stone Island) e dai Financial Services (28 mld, +75%, Nexi/Nets, Nexi/SIA, Cdp Euronext/Borsa Italiana).

Questo il quadro dipinto dall’ultima edizione dello studio di PwC Global and Italian M&A trends 2020.


Dopo aver toccato un punto di minimo nel secondo trimestre 2020 le operazioni di M&A annunciate a livello mondiale hanno registrato una significativa accelerazione nel secondo semestre dell’anno, sia in termini di numero operazioni che di deal value, che ha permesso di contenere la contrazione totale rispetto al 2019 a -9% in volumi e -3% a valore. Chi ha beneficiato della situazione sono stati in particolare i comparti dei financial services (fintech) e Telecom, media e technology (digital e infrastructure), dove oltre all’aumento delle transazioni a volume e valore, si registra anche un aumento dei multipli impliciti. Più volatile a valore, seppure in crescita come volumi, il settore healthcare, che nel 2019 era stato impattato da significativi mega- deals (con valore superiore a 5 mld). Dalle analisi PwC emerge inoltre che anche i prossimi 6/12 mesi saranno caratterizzati da una attività di M&A molto intensa. Le aziende che sono riuscite a cavalcare la crisi e i fondi di investimento hanno accumulato una potenza di fuoco di oltre 7.600 miliardi di liquidità, i tassi di interesse sono rimasti ai minimi e la domanda repressa dei consumatori stimolerà la ripartenza. Ma attenzione perché rimangono comunque le incertezze collegate alle varie ondate e varianti di covid-19, ai lockdown, all’aumento della disoccupazione, soprattutto femminile e alle tensioni nei rapporti internazionali.

La geografia M&A

L’accelerazione delle attività di M&A, registrata a partire dal terzo trimestre 2020, ha riguardato tutte le aree geografiche con punti di massimo toccati nell’ultimo trimestre nell’area Asia-Pacifico e focus Europa, in Italia. L’aumento del deal value, con un picco nel quarto trimestre 2020, è collegato ad un incremento del numero dei mega-deal per un totale di 57 a livello mondiale nel secondo semestre 2020 (688 mld) rispetto a 27 nel primo semestre (266 mld).

Il report evidenzia inoltre come sia a livello globale che italiano, le operazioni del 2020 hanno visto una maggiore prudenza da parte degli investitori strategici, compensata da un’accelerazione da parte degli investitori finanziari, che in Italia rappresentano il 37% del numero di operazioni e il 59% del valore, con una marcata accelerazione dal secondo trimestre.

“Complessivamente vediamo un incremento nell’attività di M&A nel 2021, caratterizzato sia da operazioni opportunistiche che trasformazionali, polarizzazione sui settori “vincenti” (fintech, digital, healthcare) e sugli asset migliori, su cui ci sarà un incremento di competizione e aumento delle valutazioni, bilanciato da una riduzione di volumi e multipli sui settori più negativamente impattati dal covid-19 o con modelli di business che non hanno saputo rispondere ai cambiamenti strutturali richiesti dal cosiddetto new normal (fashion, food service). Su questi ultimi, prevediamo un incremento di operazioni di ristrutturazione, soprattutto nei settori che non hanno beneficiato di sussidi e in generale al termine delle misure straordinarie”, dichiara Emanuela Pettenò, Partner PwC Italia e markets deals leader.

Giorgia Pacione Di Bello
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