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M&A, accenno di una ripresa che ancora non c’è

M&A, accenno di una ripresa che ancora non c’è

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

22 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Willis Towers Watson, in collaborazione con la Business School (ex Cass), ha pubblicato il report “Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM)”

  • Se da una parte si evidenzia una ripresa delle operazioni, dall’altra i volumi di transazione sono ai minimi storici degli ultimi dieci anni

  • Europa e Asia evidenziano buoni risultati sia in termini di performance sia in termini di operazioni concluse nel terzo trimestre

Il mercato globale dell’M&A ha registrato la sua prima performance positiva in tre anni per numero di operazioni concluse. Bene operatori europei e asiatici, meno quelli nordamericani

Si può dire che il covid abbia impattato su quasi tutti i settori economici. Ma non solo in termini negativi. Per citare due eccezioni, si pensi ai supermercati o alle piattaforme di streaming,  i cui profitti sono aumentati nonostante l’epidemia. Nell’ambito della finanza la sorpresa arriva dal M&A, acronimo inglese per operazioni di fusione e acquisizione, settore che da più di tre anni è in forte crisi. È quanto emerge dal report “Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM)” di Willis Towers Watson, gestito in collaborazione con la Business School (ex Cass). Ma, nonostante i segnali positivi, la ripresa è ancora lontana.

La resilienza al covid non si traduce in ripresa

Dopo tre anni di stenti il numero di operazioni di acquisizione e fusione è ritornato a crescere, nonostante la pandemia in atto. Il segnale positivo è confermato anche guardando alla performance borsistica delle società acquirenti. Sulla base dell’andamento dei titoli azionari il report QDPM evidenzia infatti come gli acquirenti abbiano sovra-performato dell’1,5% l’Indice mondiale MSCI nel terzo trimestre del 2020. Si tratta della prima performance positiva degli acquirenti dal terzo trimestre del 2017 (+0,7%). Tuttavia secondo Willis Towers Watson la ripresa del settore è ancora lontana, dato che i volumi delle transazioni sono al loro livello più basso da oltre un decennio.

Andrea Scaffidi, Head of Retirement di Willis Towers Watson in Italia, ha dichiarato: “È troppo presto per interpretare la serie di accordi annunciati negli ultimi mesi come un segno di ripresa per il mercato dell’M&A. La nostra analisi sugli accordi conclusi e sulle loro prestazioni invoca una risposta più cauta. Con il volume delle operazioni concluse degli ultimi dieci anni e il risultato delle operazioni nordamericane ai minimi storici, a causa della perdurante pandemia e dell’incertezza economica e politica, gli acquirenti devono essere coraggiosi e cauti al tempo stesso.”

Salgono Europa e Asia, scende il Nord America

Da un punto di vista geografico, l’andamento del settore non è stato omogeneo. Gli acquirenti europei, circa il 20,4% del mercato, risultano essere sopra il relativo indice, con 30 offerte concluse nel terzo trimestre. Anche i player asiatici, ottenendo un extra rendimento del 4,4% rispetto all’indice e concludendo 35 operazioni nel trimestre, evidenziano un trend positivo. I mediatori del Nord America invece hanno avuto la peggiore performance trimestrale dai tempi del lancio dell’Indice QDPM nel 2008. Hanno sottoperformato significativamente il loro indice regionale dell’8,6%, con 52 operazioni completate nel terzo trimestre, e hanno completato il numero più basso di operazioni congiunte dal 2009.

 

Lorenzo Magnani
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