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Lyxor: il segreto è nel corretto mix di gestione attiva e passiva

Lyxor: il segreto è nel corretto mix di gestione attiva e passiva

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

04 Giugno 2018
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  • Insieme all’asset allocation, la corretta combinazione tra gestione attiva e passiva è un fattore chiave per migliorare la performance del portafoglio

  • L’analisi passa in rassegna più di 6.000 fondi attivi europei, con Aum complessivi pari a 1.400 miliardi di euro

  • Il ruolo della volatilità e delle correlazioni azionarie

  • Quali sono stati i paesi e i comparti che hanno performato meglio

La ricerca accademica dimostra che l’asset allocation è uno dei principali motori del rendimento di portafoglio a lungo termine. Lyxor Asset Management a tal proposito ha appena pubblicato i risultati del suo quinto studio annuale rivolto agli investitori istituzionali

Lyxor, qual è la mossa vincente

La ricerca accademica ha costantemente dimostrato che l’allocazione è uno dei principali motori del rendimento del portafoglio a lungo termine. A tal proposito, Lyxor Asset Management ha appena pubblicato i risultati del suo quinto studio annuale. La ricerca confronta i fondi attivi domiciliati in Europa con il rendimento dei rispettivi indici di riferimento.

Lo studio dimostra che insieme all’asset allocation, la corretta combinazione tra gestione attiva e passiva è un fattore chiave per migliorare la performance del portafoglio.

I dati

L’analisi condotta dal team di Etf research di Lyxor passa in rassegna più di 6.000 fondi attivi europei. Con Aum complessivi pari a 1.400 miliardi di euro. Questi vengono poi confrontati con i rispettivi indici benchmark in 23 universi d’investimento diversi. Dal nuovo studio emerge quanto segue. Il 44% dei fondi attivi in Europa ha sovraperformato i rispettivi indici benchmark nel 2017. Il 16% in più rispetto all’anno precedente.

I gestori azionari hanno conseguito i risultati migliori. Il 47% ha sovraperformato gli indici di riferimento. Con un aumento del 20% rispetto al 2016. I fondi azionari attivi che hanno fatto meglio del benchmark hanno sovrappesato i fattori growth e/o quality. Questo a scapito del fattore value che aveva sostenuto la performance nel 2016. Il fattore value è l’elemento che indica maggiore visibilità e liquidità sui mercati. Nel 2017, il 39% dei gestori obbligazionari attivi ha superato il rispettivo benchmark. A fronte del 32% dell’anno precedente.

Un numero maggiore di fondi attivi ha superato i benchmark. Questo grazie alla volatilità ridotta del 2017 e a un calo delle correlazioni tra i titoli azionari. La dispersione dei risultati però è stata in generale deludente. La generazione di alfa si è limitata a pochi segmenti, mettendo in evidenza l’importanza della selezione dei fondi per individuare i migliori gestori attivi.

Il comparto azionario

In particolare, nel comparto azionario i migliori risultati si sono concentrati in mercati meno efficienti o più specifici. Si tratta di paesi come l’Italia, la Germania e il segmento delle small cap europee. Le performance più deludenti hanno invece riguardato le large cap statunitensi, britanniche e cinesi. Per quanto riguarda le obbligazioni, vincono i gestori attivi che hanno privilegiato mercati liquidi e diversificati. Si tratta di coloro che hanno scelto obbligazioni globali, corporate bond Investment Grade e High Yield statunitensi. Le performance peggiori hanno invece riguardato i segmenti più ristretti dell’asset class obbligazionaria. Si fa riferimento all’High Yield e ai bond indicizzati all’inflazione dell’area euro.

L’anno in corso

Il 2018 si preannuncia già più difficile per i gestori attivi. I primi mesi dell’anno si sono rivelati complessi a causa delle incertezze geopolitiche. Ma anche del graduale esaurirsi delle politiche monetarie espansive e dell’aumento della volatilità. Ciò detto, vincerà chi saprà prendere le decisioni corrette in materia di allocazione e fare la scelta più adatta tra fondi attivi e passivi.

I commenti della dirigenza Lyxor

Commentando i risultati dello studio, Marlène Hassine, Head of ETF Research di Lyxor, osserva quanto segue. “Per gli investitori, la sfida principale consiste nel riconoscere i vantaggi specifici di ogni strumento di investimento. Individuando il giusto equilibrio tra gestione attiva e passiva. Considerando che nell’ultimo decennio in media il 34% dei fondi attivi ha sovraperformato ad un anno il proprio benchmark, il nostro studio suggerisce che in un portafoglio globale, la maggior parte del valore aggiunto della gestione attiva può essere ottenuta impiegando il 30-40% di fondi attivi. E investendo il restante 60-70% del portafoglio in fondi passivi o Smart Beta”.

Philippe Mitaine, Senior Fund Analyst di Lyxor, conclude. “Nello studio abbiamo introdotto il monitoraggio della dispersione della performance relativa dei gestori attivi rispetto ai benchmark nel 2017. La minor dispersione, lo scorso anno rispetto ai precedenti, evidenzia una maggiore difficoltà nell’individuare gestori in grado di generare consistenti sovrarendimenti e il ruolo cruciale della selezione dei fondi per il conseguimento degli obiettivi di rendimento del portafoglio.”

Teresa Scarale
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