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Lusso, liscio come la Seta e vincente come l'Aquila

05 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Altro che guerra dei dazi, Cina e Usa unite dalla forte domanda per i beni di lusso

  • Le azioni del settore hanno beneficiato dei timori legati alla geopolitica…

  • Le prospettive per la chiusura dell’anno e quelli a venire

Il settore dei beni di lusso non conosce crisi, in linea con l’espansione degli ultra ricchi nell’ultimo secolo. Più nel dettaglio. i marchi più blasonati hanno registrato una crescita per il terzo anno consecutivo

La guerra tariffaria? E chi la sente. Di sicuro non l’high end. Il settore del lusso continua a crescere, non solo in Asia e in Cina in particolare ma anche negli Stati Uniti. E’ quanto rileva infatti Scilla Huang Sun, responsabile dell’azionario del settore lusso di Gam Investments. Per iniziare, il tanto temuto rallentamento del Dragone finora non si è ancora concretizzato.

I ricchi continuano ad aumentare

Come conferma anche il report annuale di Knight Frank, la crescita secolare della ricchezza globale della fascia più ricca della popolazione ha infatti visto un aumento a doppia cifra, dell’11%, nel 2017 secondo i dati di Cap Gemini. Il tasso di aumento delle vendite di beni di lusso secondo Gam si attesterà sopra al 5% a fine 2018.

Lusso, terzo anno consecutivo di crescita

Il settore lusso è al terzo anno di ripresa. Le società che stanno facendo meglio delle attese. I recenti timori di natura geopolitica hanno sottovalutato le azioni del settore, rendendole più attraenti. La polarizzazione all’interno del settore va avanti e tra i vincitori ci sono marchi come Gucci, Louis Vuitton e Balenciaga.

I millennials, target preferito

Il focus principale delle società del settore continua ad essere rappresentato dai millenials, dalla strategia di vendite omini-channel e dalla digitalizzazione. La Cina rappresenta da sola un terzo del mercato globale del lusso, la regione nordamericana vale per il 18% e i Paesi dell’Europa occidentale rappresentano il 15%. La generazione X attualmente contribuisce per il 39% alla spesa di settore, mentre ci si aspetta che i millenials arrivino a contribuire per il 50% entro il 2024.

Una fetta di mercato esigente

I millennials prestano più attenzione all’ambiente rispetto alla generazione dei loro genitori. In tal modo alimentano i trend relativi alla domanda di prodotti sostenibili ed etici. Dal punto di vista dell’analista di Gam il potere dei marchi non solo a livello di immagine e in particolare il loro potere di praticare prezzi molto elevati senza impattare la domanda permettono di raggiungere alti livelli di redditività. Del resto, i dividendi distribuiti dalle principali società del lusso sono cresciuti nel corso dell’ultimo decennio. E le proiezioni indicano che dovrebbero continuare la propria corsa in questa direzione anche negli anni a venire.

Il commento dell’analista

“Apprezziamo in particolar modo i brand che offrono beni di lusso accessibili in grado di attrarre millenials e nuovi consumatori” è quanto afferma Scilla Huang, che conclude: “Abbiamo anche una preferenza per i nomi in grado di cavalcare i trend digitali e di settore, oltre ai titoli che generano flussi di cassa significativi”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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