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Livello generale dei prezzi. Come si sta muovendo l'inflazione

Livello generale dei prezzi. Come si sta muovendo l'inflazione

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Giugno 2018
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  • Il semaforo dell’inflazione torna giallo. Le determinanti della sua nuova vitalità sono il petrolio, il mercato del lavoro, la demografia, il protezionismo. Vediamo perché

  • Le previsioni per la Penisola, a cura di Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo

Il livello generale dei prezzi è in aumento, soprattutto nel breve termine. Le ultime analisi di Candriam, Schroders e Intesa riflettono sull’aumento dell’inflazione a breve

Dopo cinque anni di basso livello dei prezzi e massiccio quantitative easing, i timori di inflazione si sono fatti concreti sia sui mercati sviluppati che sugli emergenti.

Seguono i tratti salienti d un’analisi a più voci. Sylvain De Bus, head of Euro bonds di Candriam Investors Group. Marcus Brookes, head of multi-manager e Robin McDonald, fund manager multi-manager di Schroders. E infine, per l’Italia, Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Il livello generale dei prezzi è tornato a salire

L’indice statunitense dei prezzi al consumo è cresciuto del 2,8% a maggio rispetto a un anno fa, registrando il maggior incremento da febbraio 2017. A maggio invece l’indice flash dei prezzi al consumo dell’Eurozona si è attestato all’1,9% a/a, il dato più alto dal 2013.

Per gli Usa il 60% dell’indice dei prezzi al consumo presenta potenziali rischi al rialzo. Per l’Europa, il dato si aggiara attorno al 65%. I fattori che spingono al rialzo i prezzi sono:

  • petrolio (per l’inflazione a breve);
  • mercato del lavoro efficiente;
  • demografia;
  • protezionismo.
Lavoro

Il tasso di disoccupazione nell’area G7 ha raggiunto il minimo storico degli ultimi 30 anni. Le indagini sulle imprese, negli Stati Uniti e in Europa, evidenziano che i piani di assunzione sono ai massimi dal 2007.

Demografia

In termini demografici, il mondo sta sperimentando un fenomeno senza precedenti. In Europa, la popolazione in pensione costituisce il 30% della popolazione in età lavorativa. Si tratta di un aumento del 34% nel corso degli ultimi 20 anni. Da un lato l’invecchiamento della popolazione riduce il potenziale di crescita. Dall’altro determina un forte aumento della domanda di servizi sanitari.

Materie prime

I prezzi del petrolio e di altre materie prime come il rame sono in crescita.

Protezionismo

la direzione della globalizzazione verso un maggiore isolazionismo costituisce una preoccupazione più grande per i futuri trend inflazionistici. Il crescente protezionismo isolerà ulteriormente le economie. Non solo Brexit, ma anche e soprattutto dazi commerciali e un populismo diffuso.

Un pericolo per gli investimenti in obbligazioni

Proprio a causa del ritorno dell’inflazione, la normalizzazione della politica monetaria è a buon punto. La Federal Reserve sta riducendo il proprio bilancio e sta proseguendo il proprio ciclo di rialzo dei tassi. Ciò in un contesto in cui il presidente americano continua a spingere sui prezzi spendendo e indebitandosi per stimolare un’economia nella fase finale del ciclo. La Banca centrale europea dal canto suo ha annunciato che a dicembre porrà fine al proprio programma di acquisto titoli. La Banca del Canada ha aumentato i tassi di interesse tre volte da luglio 2017. I tassi di interesse sono quindi destinati a salire man mano che l’inflazione aumenta a livello globale.

“La combinazione di inflazione più elevata, aumento dei tassi di interesse a breve termine, inasprimento quantitativo e massiccia nuova emissione di debito pone a nostro avviso il mercato obbligazionario di fronte a una sfida ciclica”. E’ la sintesi di Schroders.

Per quanto riguarda Candriam, vengono privilegiati dunque i bond inflation-linked a breve termine. I quali hanno anche una funzione di attenuazione del rischio per i portafogli globali bilanciati.

In Italia. Commento di Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo

A giugno, l’inflazione è salita in misura significativa per il secondo mese di fila, a 1,4% secondo l’indice nazionale. Un dato superiore alle aspettative. Come atteso, le maggiori pressioni al rialzo sono venute dai trasporti, per via sia degli ulteriori rincari dei carburanti che degli aumenti, in parte di natura stagionale, dei servizi di trasporto. L’inflazione di fondo è salita a 0,9%, un massimo da quasi un anno. Soprattutto, l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto, nonché sul cosiddetto “carrello della spesa”, è aumentata per il quarto mese di fila (a 2,9% e 2,6%, rispettivamente), il che potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita dai consumatori. In prospettiva, l’indice dei prezzi al consumo poco varierà poco, ma accelererà nell’ultimo trimestre. Tale tendenza potrebbe portare entrambi gli indici di inflazione al 2% entro la fine del 2018. Seguirebbe poi una moderazione nel corso del 2019.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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