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L’Italia è il paese più colpito da taglio stime pil S&P

L’Italia è il paese più colpito da taglio stime pil S&P

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Redazione We Wealth
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17 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • S&P ha rivisto fortemente a ribasso le sue stime economiche a livello globale

  • In italia le previsioni per il più nel 2020 sono passate da -2,6% a -9,9%

  • Le previsioni di S&P sono più negative rispetto a quelle dell’Fmi

L’agenzia di rating S&P ha nuovamente abbassato le stime sull’economia mondiale. Italia maglia nera con 7,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti

Il Covid-19 avrà un impatto “più lungo e intenso” di quanto precedentemente previsto. Lo comunica S&P in un report in cui l’agenzia di rating ha rivisto a fortemente a ribasso le previsioni economiche a livello globale e per i singoli paesi. Come emerge dalla tabella sotto riportata, che mette a confronto le nuove previsioni con quelle precedenti, ad essere colpita maggiormente dal taglio delle stime è stata l’Italia con una contrazione del Pil nel 2020 che è passata dal -2,6% al -9,9%, una differenza di ben 7,3 punti percentuali.Il dato è peggiore rispetto a quello del Fondo Monetario Internazionale che parlava di un pil italiano in calo del 9,1%. Tuttavia, stando alle previsioni di S&P, il crollo nel 2020 sarà seguito da un rimbalzo con una crescita a +6,4% nel 2021 e un +3,2% nel 2022.

Global GDP Growth Forecasts
Global GDP Growth Forecast. Fonte: S&P Global Ratings

A livello globale, gli analisti di S&P si attendono una contrazione del Pil del 2,4% quest’anno, trainata dai dati sul pil Usa e dell’ eurozona, in calo rispettivamente del 5,2% e del 7,3%. Tuttavia, a livello mondiale si assisterà a un rimbalzo del pil,  in crescita del 5,9% nel 2021 e del 3,9% nel 2022.

“Anche se nel brevissimo termine lo scenario si presenta desolante, le curve del contagio si stanno appiattendo e il focus si è spostato sulla ripresa. La lunghezza e il ritmo (ndr, della ripresa) dipenderanno dalla combinazione della politica economica e sanitaria, dalla risposta delle persone e delle imprese e dalle condizioni del mercato del lavoro e delle piccole e medie imprese” si legge nel report, che sottolinea però che i rischi rimangono al ribasso.

 

 

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