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Lettera dal futuro1 - post coronavirus: gestione del risparmio

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

16 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Come si stanno stabilizzando le nuove tendenze frutto della reazione all’emergenza coronavirus?

  • Prima puntata sulla gestione del risparmio

16 luglio 2020: sono passati più di quattro mesi dall’esplosione del coronavirus. Come si stanno stabilizzando le nuove tendenze frutto della reazione all’emergenza Covid-19? Ecco la prima puntata sulla gestione del risparmio. Risponde Fabrizio Fornezza (Eumetra Mr)

16 luglio 2020: la guerra contro il coronavirus è vinta, la recessione dei casi di contagio è su una china che gli epidemiologi definiscono irreversibile. I provvedimenti di lockdown del Paese sono stati appena revocati; anche la situazione internazionale sta lentamente migliorando, con alcune isole dove i contagi sono ancora fuori controllo, ma dove le misure di contenimento dovrebbero entro un paio di settimane invertire i trend, come successo in Cina, in Corea del Sud ed in Italia. Dopo i crolli passati (vedasi il -17% della sola Borsa di Milano lo scorso 12 marzo), le borse mondiali, pur senza impennate ripide, stanno lentamente migliorando incorporando scenari di ripresa sull’orizzonte di fine 2020 e soprattutto 2021.

Dall’osservatorio privilegiato dell’avamposto della città di Milano, sul fronte italiano dei consumi – un’area test fondamentale per comprendere le modifiche dei mercati – We Wealth ha intervistato Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra Mr, l’istituto italiano di ricerca sui temi del mutamento sociale e dell’innovazione, per capire come si stanno stabilizzando le nuove tendenze, frutto di un mix di movimenti già in atto da tempo e della reazione all’emergenza Covid-19.

Proviamo a tracciare una prima mappa delle conseguenze sui consumi in questa fase di ripresa, focalizzandoci su:

1 – gestione del risparmio
2 – attenzione alla salute
3 – divorzi vs nascite
4 – canali fisici vs online
5 – istruzione e relax
6 – viaggi e turismo
7 – relazioni

“In soli quattro mesi, la crisi sanitaria sembra essere stata in grado di modificare gli stili di vita degli italiani. Non si può dire se gli inviti a ‘cambiare il proprio stile di vita’ che le istituzioni italiane avevano diffuso con forza all’inizio di marzo volessero intendere proprio questo. Resta il fatto che, i cambiamenti indotti, figli in parte di accelerazioni di tendenze già in atto, sembrano se non strutturali almeno destinati a restare e a influenzare l’operato di consumatori e imprese (ma anche delle istituzioni) nel corso del prossimo anno”, spiega Fornezza.

In ottica di gestione del risparmio, come si sono comportante le famiglie e le imprese? Che scenario abbiamo di fronte?

“La famiglia ha ridotto i consumi, rimandandone alcuni in misura importante, con cali anche dell’ordine di un terzo dei fatturati a parità di periodo. Alcune filiere si sono attrezzate e in questi mesi hanno gestito in modo creativo e proattivo le resistenze al consumo e le strategie di rinvio. Altre le hanno subite più passivamente. Mediamente – almeno sulle famiglie non toccate dall’ondata di cassa integrazione e dalle criticità occupazionali, problemi che stanno ancora emergendo in questo periodo di ripresa ma che si sperano solo temporanei – questa ricomposizione dei consumi ha creato un ulteriore rinforzo della liquidità e del risparmio, creando un fenomeno di tesaurizzazione ancora maggiore di quello registrato fra il 2010 ed il 2019”, ha risposto Fornezza

Gli ultimi dati diffusi dall’Abi hanno evidenziato infatti che la liquidità parcheggiata senza essere investita né spesa (segnale di incertezza sul futuro) è balzata a 1.577,3 miliardi di euro a novembre.

“I tassi zero e la contenuta disponibilità delle famiglie all’investimento (anche per effetto dei fortissimi up&down dei mercati) non stanno aiutando il settore finanziario nella conversione da risparmio a investimento. Va detto che le argomentazioni sono ancora quelle precrisi Covid-19 e sono ancora molto “finanziarie”: centrate sulla ripresa dei mercati. Mentre la sensibilità delle famiglie, anche prima dell’emergenza Coronavirus, stava virando verso argomentazioni meno tecniche e più vicine ai propri progetti di vita e linguaggi. Non a caso, qualche segnale di ripresa più veloce sembra venire dall’offerta assicurativa, aiutata da quanto detto sopra sulle nuove sensibilità verso i temi della salute”, ha concluso Fornezza.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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