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Lazard: Ridimensionare le aspettative sul debito emergente

Lazard: Ridimensionare le aspettative sul debito emergente

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Redazione We Wealth
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14 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’outlook a breve termine di Lazard AM per il credito dei mercati emergenti di qualità più elevata e i tassi di interesse locali rimane positivo

  • Per Lazard AM “i segmenti dell’asset class maggiormente correlati con i tassi di interesse dei mercati sviluppati dovrebbero continuare a offrire rendimenti ponderati per il rischio interessanti”

  • “Riteniamo che il debito dei mercati emergenti sia destinato a generare rendimenti compresi tra il 4% e il 6%”, spiega Lazard AM

Nel 2019 i rendimenti del debito dei mercati emergenti sono stati sostenuti da un contesto favorevole per gli asset a reddito fisso. Ma cosa ha in serbo il futuro per questa classe di attivi? La view di Lazard Asset Management

Chi investe nel debito dei mercati emergenti deve chiedersi se questa classe di attivi può continuare a generare solidi rendimenti realizzati anche nel 2019. Questo in un contesto in cui la crescita nel mondo sviluppato continua a muoversi in una traiettoria discendente. Quale sarà l’andamento futuro di questa classe di attivi? Prova a spiegarlo Denise Simon, managing director, portfolio manager del team emerging markets debt di Lazard Asset Management.

L’attuale contesto globale

La performance degli asset dei mercati emergenti “è fortemente influenzata dal contesto economico globale”, ricorda Simon. “Le condizioni finanziarie a livello mondiale, la politica monetaria, le dinamiche commerciali, le oscillazioni del prezzo delle materie prime, i rischi geopolitici, ma soprattutto la crescita globale esercitano un’influenza significativa sul debito dei mercati emergenti”, prosegue la manager.

“Nel mondo sviluppato – continua Simon – gli indicatori della crescita globale stanno perdendo slancio ormai da diversi trimestri. La crescita in Europa è quasi azzerata e quella degli Stati Uniti si attesta al di sotto del trend, nonostante la solidità dei consumi. In particolare, le dinamiche di crescita di fine ciclo sono state influenzate dall’incertezza derivante dalla controversia commerciale tra Cina e Stati Uniti e da altri fattori di rischio globali”.

Ciononostante, per la manager “l’inflazione positiva e le solide misure di supporto alla liquidità intraprese dalle banche centrali hanno creato un contesto favorevole per gli asset obbligazionari, compreso il debito dei mercati emergenti che, dall’inizio del 2019, ha generato rendimenti a doppia cifra”.

Importante ridimensionare le aspettative

Alla luce del contesto globale attuale e della solida performance registrata di recente dal debito dei mercati emergenti, “riteniamo sia importante ridimensionare le aspettative di rendimento futuro. Ad ogni modo, i segmenti dell’asset class maggiormente correlati con i tassi di interesse dei mercati sviluppati dovrebbero continuare a offrire rendimenti ponderati per il rischio interessanti, sia su base assoluta che in rapporto ad altre alternative a reddito fisso”, commenta ancora Simon.

“Questo – sottolinea – è uno dei motivi per cui, nel contesto attuale, riteniamo che il debito dei mercati emergenti sia destinato a generare rendimenti compresi tra il 4% e il 6%, trainati dal carry elevato sull’asset class. A differenza del 2018, le banche centrali dei mercati emergenti dispongono oggi di una maggiore flessibilità per allentare la politica monetaria, grazie al netto miglioramento delle condizioni finanziarie globali e alle tendenze disinflazionistiche. Inoltre, le dinamiche della crescita nei mercati emergenti hanno evidenziato segnali di stabilizzazione”.

Di conseguenza, “l’outlook a breve termine per il credito dei mercati emergenti di qualità più elevata e i tassi di interesse locali rimane positivo. Ad esempio, i titoli di credito investment grade a duration maggiore dovrebbero continuare a beneficiare dell’attuale contesto di rendimenti ‘più bassi più a lungo’. Analogamente, anche la duration e il carry dovrebbero realizzare una buona performance nei mercati del debito locale”, prosegue la manager.

 Ancora troppo presto per virare sull’high yield

In linea generale, “riteniamo sia troppo presto per virare nettamente verso il segmento high yield e le valute dei mercati emergenti. A nostro avviso, infatti, il mercato deve superare ancora un paio di grandi ostacoli prima che vi siano tutti gli elementi necessari affinché i mercati emergenti possano mettere a segno una sovraperformance pluriennale”.

“Nello specifico, aspettiamo di vedere un miglioramento nei livelli delle valutazioni del segmento high yield o qualche segnale di una ripresa sostenibile nella crescita globale. Quando la crescita dei mercati sviluppati registrerà l’inevitabile ripresa, i differenziali di crescita tra i mercati emergenti e quelli sviluppati potrebbero ampliarsi in favore dei primi”, commenta ancora Simon.

Un contesto di questo tipo “tenderà a favorire nettamente gli afflussi di capitali nei mercati locali, determinando un apprezzamento sostenibile e significativo delle valute dei mercati emergenti. Fino ad allora, l’approccio più prudente consiste nell’attendere con pazienza e mettere a frutto il carry interessante sui segmenti di qualità più elevata del debito dei mercati emergenti”, conclude la manager.

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