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Lagarde, il peggio è passato, ma la ripresa sarà incompleta

Lagarde, il peggio è passato, ma la ripresa sarà incompleta

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Giugno 2020
Tempo di lettura: 5 min
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La presidente Bce Lagarde dichiara che stiamo per vedere la luce in fondo al tunnel, aggiungendo però che la ripresa sarà complessa, desincronizzata, incompleta, diseguale. E auspica l’unione del mercato dei capitali

Il peggio è alle spalle. Ne è convinta la presidente della Bce Christine Lagarde, che al Northern light online summit di venerdì 26 giugno parlando della crisi covid ha detto che “probabilmente abbiamo superato il momento peggiore della crisi” economica provocata dal coronavirus, ma “dobbiamo rimanere prudenti di fronte alla possibilità di una seconda ondata della pandemia”.

Lagarde: la ripresa, una questione “complessa”

Tuttavia, la ripresa sarà “moderata” ha avvertito Lagarde. Tornare a crescere sarà “una questione complessa, desincronizzata” a causa dei diversi tempi di diffusione dell’epidemia. Sarà infine diseguale per le specifiche vulnerabilità dei singoli Stati e “incompleta, con molti settori economici che vedranno modificato il loro modo di operare”. E c’è il rischio di non tornare più allo stato precedente.

La crisi attuale “è diversa dalla crisi finanziaria internazionale del 2008, per certi versi è peggiore, la peggior crisi in tempo di pace”. C’è comunque un aspetto positivo, mai vissuto prima: la politica monetaria e quella fiscale “lavorano assieme”, e i tassi di interesse sono bassissimi. La presidente della Bce ha anche richiamato i governi a dedicare particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Vale a dire poveri, giovani e donne, i più colpiti dalla crisi. In particolare Lady euro ha avuto un pensiero per quanti lavorano nel settore del turismo, con contratti a breve termine.

La Bce, assieme alle altre banche centrali, è pronta a una “risposta imponente” di fronte alla crisi, incluso un allargamento ulteriore degli asset accettati come garanzie a fronte della liquidità erogata.

Il Next generation fund

Christine Lagarde dichiara poi di “sperare molto” in un accordo a luglio sul fondo europeo di ripresa (recovery fund / Next generation fund) la risposta di bilancio europea alla crisi. In particolare la presidente Bce spera che il next generation fund possa creare una spinta propulsiva per una svolta istituzionale. Tuttavia, è necessario che una quota rilevante di aiuti a fondo perduto siano indirizzati verso “investimenti saggi”, nel segno della responsabilità da parte dei paesi beneficiari.

L’euro, valuta di riferimento globale. Ma serve l’unione del mercato dei capitali

Come il dollaro, l’euro può diventare davvero una valuta di riferimento globale, dice Lagarde. Ma ciò presuppone la nascita di un vero mercato dei capitali europeo. “Una cooperazione intelligente, una buona strumentazione digitale e il sostegno di un’adeguata regolamentazione possono aiutarci a fare dell’euro una valuta forte che diventi un riferimento globale, speriamo di vederlo prima o poi”.

Crescono prestiti a imprese e famiglie

La massa monetaria M3 dei paesi dell’eurozona ha registrato a maggio un incremento dell’8,9% su base annuale, in accelerazione dal +8,3% registrato a aprile e sopra le attese di consenso a +8,5%. Lo ha reso noto la Bce, aggiungendo che i prestiti alle famiglie sono cresciuti del +3% su base annua lo scorso mese, rispetto al 3% di aprile. Infine i prestiti alle imprese sono cresciuti a un ritmo del 7,3% su base annua, rispetto al +6,6% del mese precedente.

I riflessi sull’obbligazionario

In chiusura di seduta, il rendimento del Bund restava stabile al -0,47%, mentre lo spread trattava poco mosso a 176 punti base. Gli analisti (Ing) rilevano che ii paesi della zona euro e le agenzie sovranazionali hanno emesso oltre 775 miliardi di obbligazioni in euro da inizio 2020. Si tratta di quasi 200 miliardi di euro in più rispetto alla media dell’analogo periodo dell’anno. La Banca centrale europea ha intensificato i suoi acquisti attraverso i programmi di Qe ordinario e pandemico. La stima è che la Bce abbia acquistato poco meno di 400 miliardi di euro nel settore pubblico fino ad oggi attraverso i due programmi.

Teresa Scarale
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