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La tua prossima banca potrebbe essere Ikea

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

16 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 5 min
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  • Ikea ha reso noto di voler rilevare il 49% di Ikano Bank, con l’opzione di acquisire il restante 51% delle azioni in un secondo momento

  • Per il retailer, il deal annunciato rappresenta un “passo decisivo” nel panorama dei servizi finanziari

  • Le motivazioni dietro alla mossa di Ikea secondo Emanuele Egidio, partner Deals Financial Services di PwC Italy

Ingka Group, holding a cui fa capo Ikea, è in procinto di rilevare il 49% di Ikano Bank. Per il retailer è un “passo decisivo” nell’arena dei servizi finanziari

Seguendo le orme di altri retailer come Tesco e Walmart, anche Ikea si fa spazio nel panorama servizi finanziari. Lo scorso 11 Febbraio, Ingka Investments, il braccio di investimento della casa madre di Ikea, Ingka Group, ha annunciato che entrerà nel capitale dell’istituto svedese Ikano Bank acquisendone una quota del 49%, con l’opzione di rilevare il restante 51% delle azioni in un secondo momento.

Oltre a una partnership commerciale di lunga data (Ikano bank fornisce attualmente servizi finanziari per Ikea in diversi paesi) Ingka Group e Ikano Bank hanno un passato in comune. Il gruppo Ikano è infatti stato parte di Ikea fino al 1998, anno in cui è stato scorporato, diventando indipendente ma rimanendo comunque proprietà della famiglia Kamprad, fondatrice di Ikea. L’operazione, che attualmente “è soggetta all’approvazione delle autorità di regolamentazione competenti” permetterà alle due realtà di “massimizzare il potenziale del rapporto esistente e fornire servizi finanziari ai clienti, attraverso un’esperienza digitalizzata end-to-end, offerta online o in negozio”.

3 ragioni dietro la mossa di Ikea

Come evidenziato nel comunicato ufficiale, per Ikea il deal rappresenta un “passo decisivo” nel panorama dei servizi finanziari. “Questo accordo ci porta un passo avanti verso la realizzazione dell’ambizione del Gruppo Ingka di offrire servizi finanziari competitivi e accessibili” ha commentato l’amministratore delegato di Ingka Investments, Krister Mattsson, aggiungendo che l’investimento è “un passo entusiasmante per Ingka Investments nel settore bancario”. Ma per quale ragione un retailer come Ikea ha deciso di percorrere la strada dei servizi finanziari? A detta di Emanuele Egidio, partner Deals Financial Services di PwC Italy, sono tre le motivazioni principali che hanno dettato la mossa del retailer svedese. In primis, erogare servizi finanziari su una customer base qualificata e fidelizzata permette ad Ikea di “aumentare la penetrazione della spesa media mensile della clientela sui propri servizi”. Inoltre, valorizzare ulteriormente la customer base attraverso l’introduzione di servizi di tipo finanziario permette di aumentare l’avarage revenue per user (Arpu), ovvero il ricavo medio per utente. Infine, conclude Egidio, per controbilanciare gli effetti della crisi pandemica sugli store fisici e contrastare le big tech che stanno “disintermediando” i produttori dai consumatori, spostare e veicolare l’esperienza di acquisto del cliente sui propri canali online fornendo una serie di servizi finanziari permette al retailer di aumentare i touchpoints con il cliente e conoscere meglio i suoi usi e consumi, riuscendo così a proporre prodotti e soluzioni sempre più personalizzate e che rispondano ai suoi bisogni.

Virginia Bizzarri
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