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La scommessa dei private market

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Valentina Magri
Valentina Magri

19 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • li voto americano potrebbe influ enzare anche le prospettive dei mercati privati. I.:energia pulita è uno dei temi sui quali le posizioni dei due candidati divergono maggiormente

  • Nel 2019 l’Italia ha approvato un ambizioso piano energetico-ambientale (Pniec) con investimenti previsti di oltre mille miliardi entro il 2030: focus su efficienza energetica, mobilità sostenibile, economia circolare e rinnovabili

  • I.:innovazione è un tema dominante che resterà protagonista anche sui mercati privati a prescindere dall’esito delle elezion

Energie rinnovabili se vincono i democratici. Infrastrutture e combustibili fossili con una conferma dell’attuale amministrazione. Ma il denominatore comune per i portafogli che investono in asset illiquidi rimane l’innovazione

Oltre alla Brexit e alla crisi economica e sanitaria dovuta al coronavirus, una nuova incognita è entrata nel radar degli investitori: le elezioni americane. A novembre si sfideranno infatti per la Casa Bianca due arzilli settantenni: Joe Biden e il presidente uscente Donald Trump. L’esito delle elezioni potrebbero cambiare gli equilibri socio-economici, con l’adozione di politiche più o meno favorevoli a contrastare i cambiamenti climatici a livello globale, federale e statale. Inoltre, il voto americano costituisce un rischio per gli investitori, tanto in Usa quanto nel resto del mondo. “Dato che le previsioni al momento favoriscono Biden, ma il mercato si comporta come se Trump vincesse, temo che siamo di fronte ad un serio rischio, se le previsioni si avvereran­no”, chiosa Stefano Russo, partner e vice presidente di Green Arrow Capitai sgr, piattaforma di fondi d’investimento alternativi nel private equity, nel private debt e nelle infrastrutture verdi.

I due candidati si presentano con programmi diametralmente opposti: quello di Biden potrebbe essere negativo per l’econo­mia, con maggiori tasse e regolamentazione, mentre quello di Trump, ai suoi antipodi, potrebbe essere favorevole. Secondo Russo, “Trump porta il bagaglio scomodo del suo carattere, ma i suoi risultati (tasse basse, deregulation, buoni rapporti con i membri Nato, confronto duro con la Cina, tentativo di risolvere i conflitti in essere anziché avviarne di nuovi…) sono indiscu­tibili. L’unico modo per capire Trump è non ascoltare cosa dice o scrive su Twitter, ma vedere cosa ottiene. Biden invece, è un nice guy con pochi risultati a suo credito che mostra chiari segni di invecchiamento e senilità”.

D’altro canto, il suo programma è più attento all’ambiente: ba­sti pensare che ha promesso un piano da 200 miliardi di dollari sull’energia pulita, che potrebbe accelerare gli investimenti nel settore. Evarist Granata, amministratore delegato e cofondatore di Alternative Capitai Partners sgr, il primo gestore di investimenti alternativi illiquidi tematici che applica i criteri Esg nel processo di costruzione del portafoglio, è convinto che “se vincesse Biden, con la conferma di una maggioranza alla camera dei democratici, si potrebbe cambiare radicalmente il panorama per ogni sorta di legislazione, regolamentazione e politica energetica tramite una sinergica collaborazione progressista green con la Commissione europea”. Al contrario, “una vittoria di Trump con il mantenimento del controllo del Senato da parte dei Repubblicani, farebbe pendere l’ago della bilancia verso i combustibili fossili e un passo indietro normativo sulle proposte fiscali locali a favore delle rinnovabili, lasciando all’Europa la leadership incontrastata a livello globale sugli investimenti sostenibili per la transizione energetica. In en­trambi i casi, Bruxelles ne uscirebbe comunque avvantaggiata. E anche il nostro paese, che nel 2019 ha approvato un ambizioso piano energetico-ambientale (Pniec) con investimenti previsti di oltre mille miliardi entro il 2030, focus su efficienza energetica, mobilità sostenibile, economia circolare e rinnovabili, dove lo svi­luppo in ambito locale di infrastrutture e nuove tecnologie – tra cui l’idrogeno – potrebbero creare un hub energetico di riferimento in area mediterranea quale ponte tra Nord Africa e resto d’Europa, con più di 500 mila nuovi posti di lavoro entro 2050 e una riduzione di circa 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica”.

A livello di asset class dei private market, una vittoria di Biden “probabilmente potrebbe migliorare il settore immobiliare e quel­ lo delle rinnovabili come beni difensivi, e a due/tre anni dal suo insediamento il private equity mostrerebbe qualche opportunità. Anche perché, nonostante le valutazioni medie di private equity siano storicamente alte, se osserviamo quelle future c’è ancora spazio per una buona crescita del mercato. E questo non è strano in una atmosfera di tassi di interesse vicini allo zero” , sottolinea Russo. A suo avviso, in caso di conferma di Trump l’economia americana continuerebbe il suo corso positivo e tutti i settori dei private market ne trarrebbero beneficio, in particolare private equity, private debt e infrastrutture. C’è poi una strategia che dif­ficilmente può essere intaccata dall’esito delle elezioni politiche americane: puntare sull’innovazione. “Al di là dei temi messi sul tavolo dai due candidati, entrambi non possono prescin­dere dall’innovazione” , spiega Luca Rancilio, cofondatore con Silvia e Adele Rancilio del family office Rancilio Cube, che ha investito direttamente o indirettamente in società innovative internazionali, tra cui le americane SpaceX, Coursera, Uber, AirBnB e Lyft. “Pensate a Elon Musk: è un immigrato e anche uno degli uomini più ricchi d’America, a prescindere dalle poli­ tiche sull’immigrazione degli Usa. Trump ha anche partecipato al lancio del suo razzo da Cape Canaveral il 31 maggio scorso”. Secondo Rancilio, puntare sull’innovazione nel medio termine premia sempre, a prescindere da chi vincerà le elezioni. Un altro tema d’investimento resiliente rispetto all’avvicendarsi delle amministrazioni in Usa è la sostenibilità. Si tratta di un approccio presente in tutte le strategie d’investimento, anche in quelle pazienti, illiquide e che puntano sull’innovazione, che adottano in modo sempre più diffuso i criteri Esg. “È in atto un cambiamento culturale che porta a un mutato atteggiamento verso l’ambiente, come dimostrato dal successo dei Fridays for Future (iniziative del movimento giovanile fondato da Greta Thunberg ndr) ” , conclude Rancilio. Nessun presidente americano o politica governativa potrà arrestare la maggiore sensibilità delle persone ai temi ambientali.

Valentina Magri
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