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La ricchezza delle famiglie resiste alla pandemia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

22 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’impatto iniziale della pandemia si è manifestato nelle valutazioni azionarie e ha causato nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2020 una flessione del patrimonio netto delle famiglie pari a 17 500 miliardi di dollari (-4,4%)

  • Per quanto riguarda i paperoni, nella prima metà di quest’anno il numero di Uhnwi è diminuito di 120 persone

Secondo il Global wealth report di Credit Suisse, il patrimonio delle famiglie ha goduto di un vantaggio in partenza, dato che il 2019 è stato un anno record per la creazione di nuova ricchezza, con un incremento globale totale pari a 36.300 miliardi di dollari. Tra gennaio e marzo, gli asset si sono ridotti di 17 500 miliardi di dollari, ma dopo si è assistito a un rimbalzo nei mercati azionari

Piccole scosse per il patrimonio famigliare a causa del covid-19. La prima ondata della pandemia non avrebbe infatti provocato catastrofi finanziarie, secondo l’ultimo Global wealth report pubblicato da Credit Suisse Research Institute.

Stando ai dati, il patrimonio delle famiglie ha potuto godere di un vantaggio in partenza, dato che il 2019 è stato un anno record per la creazione di nuova ricchezza, con un incremento globale totale pari a 36 300 miliardi di dollari. Con l’arrivo della pandemia, tuttavia gli asset delle famiglie tra gennaio e marzo si sono ridotti di 17.500 miliardi di dollari. Dopo però si è assistito a un rimbalzo nei mercati azionari e a un aumento dei prezzi delle case. Le misure adottate da governi e banche centrali hanno infatti invertito il dato precedente e a giugno la ricchezza globale era di mille miliardi di dollari superiore al livello iniziale.“ Secondo le stime relative al secondo trimestre 2020, la ricchezza totale delle famiglie è lievemente aumentata, tornando al livello dello scorso anno, mentre la ricchezza per adulto risulta leggermente inferiore”, spiega lo studio di Credit Suisse.

Se si guarda ai prossimi mesi, però, il calo del Pil e l’aumento dell’indebitamento provocheranno danni a lungo termine, perciò la crescita della ricchezza sarà ridotta nei prossimi due anni, e verosimilmente anche più a lungo.

Per quanto riguarda il numero di milionari, che nel 2019 ha raggiunto il record di 51,9 milioni di persone, questo è rimasto nel complesso pressoché invariato nella prima metà del 2020. Secondo il rapporto, il vertice della piramide mondiale della ricchezza all’inizio di quest’anno era occupato da 175.690 adulti Ultra high net worth (Uhnw) con un patrimonio netto di oltre 50 milioni. Nel 2019 il numero totale di adulti Uhnw è aumentato di 16.760 persone (+11%), ma nella prima metà di quest’anno è diminuito di 120 persone, portando a un incremento netto di 16 640 Uhnw dall’inizio del 2019.

La pandemia ha però avuto degli effetti anche sui millennial e l’universo femminile. Le donne che lavorano hanno sofferto in misura maggiore, in parte a causa della loro elevata presenza in settori pesantemente colpiti dalla pandemia, come ristoranti, hotel, servizi di assistenza personale e commercio al dettaglio. Tra i millennial, considerando l’ampia fascia d’età che contraddistingue questa generazione (20 – 40 anni), probabilmente i più anziani non se la sono cavata peggio della popolazione nel complesso, mentre i più giovani – soprattutto le donne e i lavoratori meno qualificati – sono stati più penalizzati. La situazione svantaggiosa è ascrivibile in parte alle conseguenze della crisi del 2007-2008, che ha aumentato il tasso di disoccupazione tra i millenial. La pandemia da COVID-19 non solo si può tradurre in un effetto combinato per questa generazione, ma può essere anche un’esperienza che si ripeterà per la generazione post-Covid-19, a causa della ridotta attività economica, della de-globalizzazione e delle raccomandazioni contro i viaggi.

Secondo il report inoltre, senza la pandemia, in base alle stime migliori la ricchezza per adulto sarebbe passata da 77.309, all’inizio dell’anno, a 78.376 dollari a fine giugno 2020. In seguito alla pandemia la ricchezza media per adulto è invece scesa a 76.984 dollari. Stando ai dati del rapporto, per il mondo intero la ricchezza globale totale delle famiglie a metà anno era di mille miliardi di dollari superiore al livello di gennaio (+0,25%). Questo incremento è inferiore all’aumento del numero di adulti nello stesso periodo. Dunque la ricchezza globale media è diminuita dello 0,4% fino a 76.984 dollari. Nel confronto con le aspettative precedenti alla pandemia, la ricchezza globale si è ridotta in tutto il mondo di 7200 miliardi di dollari, o di 1.391 dollari per adulto. Lato geografico, la regione più penalizzata è stata l’America latina, dove le svalutazioni valutarie hanno aggravato il calo del prodotto interno lordo (Pil), traducendosi in una riduzione del 12,8% della ricchezza totale in termini di dollari Usa. La pandemia ha paralizzato la crescita attesa in Nord America e ha generato perdite in tutte le altre regioni, eccetto Cina e India. Tra le maggiori economie mondiali, il Regno Unito ha registrato il livello più consistente di erosione del patrimonio in termini relativi.

“Dopo un anno caratterizzato da un’intensa creazione di ricchezza, la pandemia da covid-19 ci ha ricordato quanto siano pericolosi gli shock esogeni sull’economia globale. A differenza della crisi finanziaria del 2007-2008, possiamo essere ottimisti, poiché il settore finanziario globale oggi è molto più sano di allora. Inoltre, governi e banche centrali hanno compreso l’importanza delle agevolazioni creditizie e del quantitative easing durante una grave crisi”, conclude Nannette Hechler-Fayd’herbe, chief investment officer di international wealth management e global head of economics & research, Credit Suisse

 

Giorgia Pacione Di Bello
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