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La Bce continuerà a stare nel mercato, parola di Lagarde

La Bce continuerà a stare nel mercato, parola di Lagarde

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Laura Magna
Laura Magna

25 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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  • Digitalizzazione, green economy e upskilling sono le tre direttrici su cui orientare gli investimenti per rendere attuabile la ripresa dell’economia. Nel post Covid i parametri cambieranno

  • La politica fiscale sarà determinante soprattutto nel primo trimestre del 2021, ma andrà di passo con la politica monetaria. E Lagarde conferma che il Peep proseguirà almeno fino a marzo 2022

Il governatore della Banca centrale europea ribadisce che il faro della ripresa sono condizioni di finanziamento favorevoli, che si impegna a preservare. Nella prima parte del 2021 dominerà ancora l’incertezza, tra distribuzione dei vaccini che arranca e nuove varianti del virus, ma nella seconda parte si dovranno affrontare delle sfide epocali

Bisogna portare più donne al tavolo dei decisori per contribuire alla ripresa. L’intervento di Christine Lagarde a Davos si conclude così. Forse è solo una battuta ma di certo è che il discorso della presidente della Bce è incentrato tutta sui capisaldi della nuova economia – digitalizzazione, svolta green, upskilling – su cui è necessario orientare capitali e investimenti. Il contributo della banca centrale sarà ancora quello di “preservare condizioni di finanziamento favorevoli” a beneficio di tutti i settori produttivi.

Eurozona ancora debole

Lagarde ha parlato nel corso di un panel dal titolo “Restoring Economic Growth”. Il tema in un mondo in cui la maggior parte dei Paesi finirà in recessione nel 2020 secondo la Banca Mondiale e il Pil globale mostrerà un calo del 5%, è quanto mai urgente. Lo è a maggior ragione per l’Eurozona che secondo le previsioni segnerà un misero +0,6% nell’ultimo trimestre del 2020, secondo Reuters, che ha condotto un sondaggio presso 80 economisti. Una previsione che mostra un crollo delle aspettative dall’1,1% atteso solo a dicembre.

… e dominata dall’incertezza nella prima fase dell’anno

“Il dato del Pil 2020 è negativo per l’Eurozona e questo impatterà negativamente sui primi tre mesi del 2021: il viaggio del recupero è rallentato, non deviato”, secondo Lagarde. Che dunque si attende un 2021 a due velocità. Una prima parte dell’anno ancora dominate da un altro livello di incertezza, “che dipende dall’evoluzione della distribuzione dei vaccini e dal rischio di nuovi lockdown sempre più severi in concomitanza con la diffusione delle varianti del Covid”.

“In questa prima fase la politica fiscale giocherà un ruolo determinante e molto attivo: prevediamo il bilancio netto da un punto di vista di budget per l’Eurozona chiuderà a – 6,1%. L’obiettivo è continuare a supportare tutti i settori dell’economia e assicurarsi che le condizioni di finanziamento restino favorevoli”.

Le sfide della seconda fase del 2021

Ma nella seconda fase, che coincide con la distensione e la riapertura dell’economia, le sfide cresceranno. L’economia sarà diversa: “la digitalizzazione ha fatto un balzo di 7 anni in avanti e il 20% del tempo delle persone che oggi lavorano in ufficio si sposterà in remoto. E terzo, la tecnologia ha un impatto positivo, sui settori più penalizzati dalla pandemia e dal distanziamento sociale e non è un caso che il Vc”.

Sarà necessario, ammonisce Lagarde, orientare il capitale in innovazione, in considerazione del fatto che “le spese in R&S sono diminuite del 14% nel 2020”. Un altro faro per le politiche di lungo termine che vanno decise oggi è il green. Lagrade cita una ricerca di Ipsos secondo cui oltre il 70% delle persone nelle 16 maggiori economie del mondo sono consapevoli della priorità da assegnare al cambiamento climatico.

“Digitalizzazione, green economy e education saranno i capisaldi della nuova economia post-Covid”. Le persone sono uno dei fattori che è necessario valorizzare in questo momento: si deve investire sulle persone, attraverso l’allineamento delle competenze per scongiurare un aumento della disoccupazione non drammatico al momento (+1,1% nel 2020), ma che non necessariamente includono il mismatching di competenze che ogni recessione genera.

Condizioni di credito favorevoli “whatever it takes”

Lagarde infine ha ribadito quanto dichiarato nel corso dell’ultima riunione della Bce sul tema della necessità di “preservare condizioni finanziarie favorevoli”, confermando che gli acquisti nel Pepp – il piano pandemico di acquisti avviato a marzo 2020 – proseguiranno fino almeno a marzo 2022. Si tratta di una condizione necessaria che farà da bussola alla politica monetaria, che va di pari passo con quella fiscale. E in questo momento supera anche eventuali distorsioni come il fatto che incida sul rischio di Paesi come l’Italia, anche quando questo rischio dipende da fattori diversi dalla pandemia (leggi politica interna). “Il faro della politica monetaria della Bce saranno condizioni di finanziamento favorevoli nel mondo di forte incertezza in cui ci muoviamo. Questo aumenta la fiducia di consumatori e imprese e spinge entrambi a investire. Ma non c’è nessun cambiamento rispetto a quello che abbiamo deciso a dicembre. La Bce continuerà a essere presente nel mercato”.

 

Laura Magna
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