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Jp Morgan Am, riconsiderare i propri porti sicuri

Jp Morgan Am, riconsiderare i propri porti sicuri

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le previsioni sul rendimento medio atteso per l’azionario globale per i prossimi 10-15 anni aumentano di 50 punti base, raggiungendo il 6,5% in dollari

  • Le stime di Jp Morgan Am sul rendimento della liquidità nelle principali valute sono più basse a causa dell’allungamento dei tempi attesi per la normalizzazione dei tassi

  • L’attuale contesto di scarsa crescita economica complica il quadro di fine ciclo per quegli investitori che guardano con qualche interesse all’asset allocation tattica

L’imperativo di investimenti per i prossimi anni è quello di ribilanciare i propri portafogli. I paradigmi degli ultimi anni – complici i tassi bassi o pari a zero e una modesta crescita globale – vanno ripensati. Parola di Jp Morgan Am

I portafogli degli investitori devono riconsiderare i propri “porti sicuri”. Complice la previsione di una crescita globale modesta nei prossimi 10-15 anni, unita al fatto che l’asset class obbligazionaria – in previsione – non potrà più offrire lo stesso livello di protezione e rendimenti positivi rispetto al passato, gli investitori devono cambiare rotta.

Ribilanciare i propri portafogli, ripensare al tradizionale rapporto 60% equity e 40% obbligazionario al loro interno sarà la scelta obbligata per navigare i mercati finanziari con tranquillità nei prossimi anni.

Parola di Jp Morgan Asset Management, che ha pubblicato l’edizione 2020 delle Long-term capital market assumptions, l’analisi delle previsioni di lungo periodo (su un orizzonte temporale di 10-15 anni), giunte ormai alla 24 edizione. L’asset manager quest’anno esplora la complessità degli investimenti in una fase che può essere considerata di fine ciclo, caratterizzata da rendimenti obbligazionari molto bassi.

Le previsioni sulle singole asset class

Azioni

Le prospettive di rendimento a lungo termine per le azioni – spiega Jp Morgan Am sono leggermente migliori in questa edizione delle Long term capital market assumptions rispetto a quella dello scorso anno. Le previsioni sul rendimento medio atteso per l’azionario globale per i prossimi 10-15 anni aumentano di 50 punti base, raggiungendo il 6,5% in dollari statunitensi.

La previsione per i mercati sviluppati è in aumento di 20 punti base al 5,7%, mentre per i mercati emergenti è aumentata di 20 punti base, all’8,7 % in valuta locale. Nei mercati sviluppati, il miglioramento delle previsioni è in gran parte attribuibile a valutazioni iniziali più favorevoli, mentre nei mercati emergenti la spinta è attribuibile sia al livello degli utili sia a quello delle valutazioni.

Obbligazioni

Le previsioni sul rendimento della liquidità nelle principali valute sono più basse a causa dell’allungamento dei tempi attesi per la normalizzazione dei tassi. Ipotizzando una continuità nell’atteggiamento accomodante delle banche centrali, JP Morgan ha abbassato il proprio livello di equilibrio dei tassi sui principali mercati del G4 e allungato l’orizzonte temporale sui mercati in cui si aspetta una normalizzazione dei tassi.

Nell’universo obbligazionario, il credito continua a offrire discrete opportunità di rendimento, anche se i rendimenti totali attesi per il credito investment grade statunitense sono scesi di 110 punti base al 3,4% a causa di una nuova resistenza alla normalizzazione dei tassi. Per un investitore di lungo termine, il credito può rappresentare un’opportunità per migliorare i rendimenti del portafoglio.

Alternativi

Poiché quest’anno i rendimenti delle azioni sono stati rivisti leggermente al rialzo, Jp Morgan si aspetta un analogo movimento anche per il private equity. Le previsioni dei rendimenti aggregati per questa asset class per i prossimi 10-15 anni sono infatti aumentate di 55 punti base all’8,8%, II private equity continua a essere interessante per investitori alla ricerca di maggiori rendimenti, ma anche per quelli che vogliono avere esposizioni specifiche sul settore della tecnologia.

In questa edizione della sua view Jp Morgan prevede che i ritorni dell’immobiliare core statunitense, con leva, al netto delle commissioni, saranno in media del 5,8% nei prossimi 10-15 anni.

Più in generale, i rendimenti attesi per gli attivi reali e per le infrastrutture a livello globale sono ben sostenuti – aggiunge la società – e considerata la resilienza dei rispettivi flussi di cassa, potrebbero anche agire come una proxy della duration dei portafogli con limitate richieste di rimborso a breve termine. La selezione dei gestori resta comunque il fattore determinante dei rendimenti degli alternativi.

Tassi di cambio

Jp Morgan Am continua ad aspettarsi che il dollaro americano si svaluti rispetto alle altre principali valute globali nell’orizzonte temporale di previsione. Le stime della società prevedono nel lungo termine un fair value di equilibrio pari a 1,38 per il cambio euro/dollaro a 88 per il cambio dollaro dollaro/yen 88, e a 1,48 per il cambio sterlina/dollaro.

La sopravvalutazione del dollaro potrebbe compromettere il ruolo attraente della valuta come potenziale bene rifugio. Da notare anche che le valute non si muovono seguendo una funzione di equilibrio lineare e che quindi possano distanziarsi dal fair value teorico per lunghi periodi di tempo. Tuttavia, un dollaro costantemente sopravvalutato è da tenere significativamente in considerazione nella definizione di un’asset allocation globale ottimale.

Lo scenario complessivo

Nel complesso nell’edizione 2020 delle stime di Jp Morgan Am, la società prevede una crescita modesta e un’inflazione contenuta, riconoscendo le difficoltà che i rendimenti obbligazionari nulli o negativi creano alla costruzione di un portafoglio.

Tale contesto – sottolinea Jp Morgan Am – complica il quadro di fine ciclo per quegli investitori che guardano con qualche interesse all’asset allocation tattica. Vi sono note positive, ma anche in quel caso gli investitori devono valutare i trade-off tra cui implicitamente scegliere per realizzare rendimenti superiori.

Le emissioni societarie offrono un rendimento notevolmente superiore ai titoli di Stato, ma con grossi rischi di ribasso quando l’economia inverte la rotta. I rendimenti immobiliari sono interessanti, al pari di quelli del private equity, ma l’opzione liquidità resta valida.

I rendimenti dei mercati emergenti superano abbondantemente quelli dei mercati sviluppati nella maggior parte delle classi di attivo; tuttavia, nel breve termine l’incertezza sul fronte commerciale continua a pesare.

Francesca Conti
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