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Italia pre-coronavirus: crescita zero. L'Ocse taglia le stime

Italia pre-coronavirus: crescita zero. L'Ocse taglia le stime

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Notizie positive sul fronte Pil Italia: la bilancia commerciale gongola, con le esportazioni in aumento dell’1,2% e le importazioni giù dello 0,4%

  • Parliamo però del 2019, prima che le “minaccia senza precedenti” (Ocse) del coronavirus si manifestasse

  • Cala in generale la spesa delle famiglie italiane. Resistono però comunicazioni, ricreazione e cultura. In calo vestiario e calzature, spese mediche, bevande alcoliche, tabacchi e narcotici

Arrivano dall’Istat i dati sul Pil dell’Italia pre coronavirus. Fiacchi: una crescita dello 0,3%, la peggiore dall’anno “zero”, il 2014. Gli italiani spendono per comunicazione e cultura, calano invece le spese per alcol e narcotici. E intanto l’Ocse mette in guardia dalla “minaccia senza precedenti”

Pil Italia: crescita lenta, lentissima. E doveva ancora arrivare il coronavirus

Nel 2019 il Pil italiano è aumentato dello 0,3% rispetto al 2018, quando invece la nostra economia era cresciuta dello 0,8%. Si tratta del dato peggiore dal 2014, anno della crescita zero.

Il dato del Pil 2019 è comunque superiore al +0,2% che l’Istat aveva stimato inizialmente. Buone notizie sul fronte della bilancia commerciale, con le esportazioni che sono aumentate dell’1,2% e le importazioni giù dello 0,4%.

Costruzioni (+2,6%) e servizi (+0,3%) i settori che hanno contribuito maggiormente alla crescita del valore aggiunto nazionale. Male invece agricoltura, silvicoltura e pesca (-1,6%) e industria in senso stretto (-0,4%). Aumenta l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi (saldo primario), positivo e pari a 31.004 milioni, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (+1,5% nel 2018).

In aumento le entrate e la pressione fiscale complessiva del 2019 risultata invece pari al 42,4%, in aumento rispetto all’anno precedente, per un 47,1% di incidenza sul Pil.

Il peso di reddito di cittadinanza e quota 100 sulla spesa pubblica

I contributi sociali effettivi hanno segnato un incremento (+3,2%) rispetto al 2018 mentre le altre entrate correnti sono aumentate dell’8,4%, grazie soprattutto all’andamento positivo dei dividendi. Nel 2019 le uscite totali delle amministrazioni pubbliche sono aumentate dell’1,4%, principalmente a causa della dinamica delle prestazioni sociali in denaro, cresciute del 3,7% (+2,1% nel 2018), a loro volte guidate dalle prestazioni pensionistiche e dalle altre prestazioni assistenziali. Sull’andamento di queste voci ha inciso soprattutto l’introduzione delle misure relative alla quota 100 e al reddito di cittadinanza.

Per cosa spendono le famiglie italiane

Nel 2019 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti ha rallentato la crescita, aumentando dello 0,4% (+0,9% nel 2018). Per cosa spendono gli italiani? Comunicazioni (+7,1%), ricreazione e cultura (+2%) e quella per beni e servizi vari (+1,2%). In calo vestiario e calzature (-2,7%), spese mediche (-0,8%) e bevande alcoliche, tabacchi e narcotici (-0,4%).

Massimiliano Dona dell’Unione nazionale consumatori dice che “la spesa delle famiglie residenti, che rappresenta il 60% del Pil, è sempre al palo, con un insignificante +0,4%. Fino a che non sarà ridata capacità di spesa al ceto medio, non ci potrà essere una crescita significativa nel Paese”.

Coronavirus e Pil, l’allerta Ocse

Le rimostranze dell’Unione nazionale consumatori devono però fare i conti con l’ammonimento Ocse, giunto nello stesso giorno (2/3/2020) dell’ultimo rapporto Istat. Secondo l’Ocse, il Pil dell’Italia scenderà a zero nel 2020.

La capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Interim Economic Outlook dell’Ocse, è stata chiara. “La nostra principale preoccupazione, per quanto riguarda l’Italia, è stata sempre quella di trovare un modo per accelerare la crescita”. E “non possiamo dire che il coronavirus sia una buona notizia”. Il massimo in cui possiamo sperare come Paese per il 2020 è una crescita a zero, conclude. Il Pil globale dal canto suo a causa del coronavirus passerà al 2,4% nel 2020, contro il 2,9 del 2019. L’Ocse parla di “minaccia senza precedenti” per l’economia mondiale.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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