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Italia 2020-2022, il piano Colao: imprese e azioni esposte

Italia 2020-2022, il piano Colao: imprese e azioni esposte

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Giugno 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Le 121 pagine del piano “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” si compongono di sintetiche schede monopagina dedicate a 19 materie economico-sociali. Dalle startup innovative al reshoring, alle compensazioni fiscali, passando per la green economy

  • Nelle parole dello stesso Vittorio Colao, il punto più importante del piano della sua task force è il primo: occupazione e ripartenza delle imprese. All’interno di questa sezione, la parte del leone la fa la ricapitalizzazione, da incentivarsi in ogni modo possibile per battere il “nanismo” delle aziende italiane

  • Grande attenzione è dedicata anche al mondo del risparmio gestito e all’annosa questione della canalizzazione del risparmio privato verso le pmi

  • Diversi potrebbero essere i comparti azionari e le società positivamente impattati dal piano. Ecco qualche nome

Il piano Colao è realtà. Schematico e concreto, non tralascia (quasi) nulla: dagli incentivi alla ricapitalizzazione delle imprese all’economia verde, passando per il reshoring. La politica saprà farne buon uso? Ecco intanto qualche punto centrale, più le azioni che potrebbero esserne maggiormente impattate

Vittorio Colao introduce il suo piano

La nostra parte l’abbiamo fatta. Volevamo aiutare il governo ad uscire dalla paralisi nella quale si trova il Paese, e ora possiamo dire ‘missione compiuta’. Adesso tocca alla politica”. Con queste parole Vittorio Colao ha concluso il suo piano di rilancio per l’Italia nel post coronavirus. Il progetto di “un’Italia più forte, resiliente ed equa” si innesta sull’azione congiunta di sei pilastri.

Ossia: imprese e lavoro, infrastrutture e ambiente, turismo arte e cultura, pubblica amministrazione, istruzione ricerca e competenze, individui e famiglie. A far da cemento, digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, parità di genere e inclusione. Un manuale delle meraviglie la cui operatività è ancora da scoprire. Del resto, è lo stesso Colao a dire che non sarebbe giusto “nutrire chissà quali aspettative miracolistiche sul nostro pacchetto”. Però è lo stesso ex ceo di Vodafone a definire fondamentale il capitolo imprese e lavoro: “Quelli sono i nodi più intricati da sciogliere, altrimenti il Paese non riparte“.

Il cuore del piano Colao: imprese e lavoro

Dallo smart working al terzo settore, passando per il reshoring (il re-insediamento in Italia di attività ad alto valore aggiunto ora all’estero), il piano Colao punta all’obiettivo dal quale discendono tutti gli altri: l’aumento dimensionale delle nostre imprese. Un imperativo considerato categorico per il futuro prossimo. Le imprese italiane soffrono infatti di “nanismo” sullo scenario economico internazionale. E la loro crescita dovrà passare non solo dalle ricapitalizzazioni, ma anche da fusioni e acquisizioni, investimenti e innovazione. Le 121 pagine del piano si articolano in schede sintetiche degli interventi richiesti, partendo sempre dalla situazione corrente per poi avanzare proposte dettagliate.

Le 19 materie socio-economiche toccate

Queste le 19 le materie toccate. Occupazione e ripartenza delle imprese, liquidità alle aziende, riduzione impatto contenziosi post-crisi, rafforzamento capitalizzazione delle imprese, incentivo alle misure di presidio del rischio fiscale, emersione lavoro nero, emersione e regolarizzazione contante derivante da redditi non dichiarati, regolarizzazione e rientro dei capitali esteri, passaggio a pagamenti elettronici, innovazione tecnologica e proprietà intellettuale, innovazione energetica e sostenibilità, sostegno a start-up innovative, competenze gestionali e assunzioni specialistiche, riqualificazione disoccupati/Cig, piattaforme formative pubblico-private per filiere produttive, reti, filiere e aggregazioni, sostegno export, reshoring, terzo settore.

Il nodo centrale della ricapitalizzazione delle imprese nel piano Colao

Il piano Colao prevede che si mettano in campo incentivi per gli aumenti di capitale, rendendo per esempio l’Ace (aiuto alla crescita economica) più attrattivo. Vale a dire, introducendo un “super-Ace” per le imprese che investono in tecnologia verde. In particolare, la task force di Colao propone di aumentare la proporzione tra incrementi di capitale proprio (conferiti dopo febbraio 2020) e la deduzione dal reddito imponibile netto (anche al fine di aumentare la competitività dell’opzione di ricorrere all’equity rispetto al ricorrere al debito).

Semplificare le procedure e ridurre i tempi. Con l’aiuto della Consob

Bisogna ridurre inoltre i tempi e costi delle procedure di aumento di capitale per le società quotate. Nel dettaglio, è necessario che il governo conceda crediti di imposta per i costi (legali, di consulenza, banche collocatrici ecc.) connessi alle operazioni di aumento di capitale. Con particolare riguardo alle pmi quotate, ossia quelle con fatturato inferiore a 300 milioni di euro e capitalizzazione inferiore a 500 milioni. Sarebbe opportuno creare all’interno della Consob una task force ad hoc per garantire nei prossimi 12 mesi tempi rapidi per l’ottenimento dell’approvazione del prospetto. Poi, aggiornare il quadro normativo e regolamentare inerente gli obblighi informativi delle società quotate per semplificare gli oneri informativi in sede di aumento di capitale, riducendo i tempi per la relativa approvazione da parte della Consob.

Risparmio privato per foraggiare le pmi. L’urgenza di agevolazioni fiscali

Il piano Colao raccomanda di favorire una strutturale riallocazione del risparmio verso le pmi, anche non quotate. La leva, è sempre quella delle agevolazioni fiscali. In questo caso, per le persone fisiche che sottoscrivono oicr che investono prevalentemente in società non quotate. Il piano articola le agevolazioni in cinque punti.

  1. Detassazione in capo alle persone fisiche dei proventi derivanti dalla sottoscrizione di quote di fondi (che investono prevalentemente in società non quotate) in un periodo definito (ad esempio 2020-2021), a condizione che il soggetto mantenga l’investimento per un minimo di 5 anni.
  2. Introduzione di una detrazione del 30% dell’investimento nei suddetti fondi spettante solo in caso di minusvalenza di importo pari o superiore al 30% dell’investimento.
  3. Esclusione dall’imposta sulle successioni delle quote dei suddetti fondi.
  4. Riduzione da 500.000 euro ad almeno 100.000 euro della soglia minima di ingresso nei fondi di investimento alternativi (Fia) riservati per gli investitori non professionali.
  5. Introduzione della nuova categoria di “investitori al dettaglio qualificati”. I quali, pur non potendo o non volendo essere considerati professionali per non perdere i benefici Mifid, possiedono un patrimonio personale e/o una competenza adeguati all’investimento in Fia riservati.

Sopprimere il tetto alle compensazioni fiscali

Una delle schede più importanti del piano è quella che sollecita una più agevole compensazione fra debiti e crediti fiscali. La proposta suggerisce la compensazione dei debiti con i crediti liquidi esigibili verso la pubblica amministrazione (anche tramite la costruzione di una piattaforma informatica), senza attendere la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Si consiglia anche il differimento del saldo imposte 2019 e il primo acconto 2020.

Piano Colao, le azioni più esposte

Nelle 121 pagine del piano, un’ampia rosa di proposte interessa le riqualificazioni previste dal green deal europeo. Quindi, lo sviluppo di infrastrutture verdi, reti elettriche, gas, idriche, mobilità alternativa, economia circolare. Gli analisti di Equita commentano che tutto il settore utility è esposto positivamente. Quindi, Terna, Snam, Italgas, Ascopiave per le misure sui network e le concessioni. Poi anche Erg, Falck R., Alerion, Iniziative Bresciane, Enel per le misure a sostegno rinnovabili e repowering. A2A, Acea, Hera e Iren per le misure sui water services, sul waste e sulla distribuzione elettrica e gas. Interessate anche Sicit per l’economica circolare, Landi R. e F.N.Mi, sostengono gli analisti.

Lo sviluppo della banda larga e del 5G comporta un piano nazionale di copertura, il collegamento delle sedi della pubblica amministrazione, il supporto finanziario per l’accesso a internet per i cittadini svantaggiati. Secondo gli analisti i titoli maggiormente esposti sono Tim (allargamento del mercato), Inwit (accelerazione su 5G) e Reply.

Sostegno al credito e alla liquidità delle imprese, pagamenti digitali, risparmio gestito

Il piano Colao prevede inoltre incentivi allo sviluppo del mercato Utp (unlikely to pay) e al factoring (garanzia Sace estesa a cessioni prosoluto). Sempre gli analisti di Equita evidenziano che potrebbero beneficiarne direttamente società come Illimity e Banca Ifis (e in generale il settore bancario).

Per quanto riguarda l’emersione e la regolarizzazione del contante (voluntary disclosure) e il supporto a pagamenti digitali, il piano è “potenzialmente positivo per il risparmio gestito”. In tal caso, gli analisti ritengono di puntare su Banca Generali, e Nexi. Invece, per la semplificazione del codice degli appalti e l’investimento in infrastrutture come alta velocità, reti energetiche, reti di telecomunicazione, i titoli più esposti per gli analisti di Equita sono WeBuild, Trevi Fin., Prysmian.

Teresa Scarale
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