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Investitori e automotive, l’elettrico può essere la svolta

Investitori e automotive, l’elettrico può essere la svolta

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

04 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dal 2020 l’Unione europea imporrà una multa di 95€ a veicolo per ogni grammo di Co2 in eccesso rispetto al limite di 95g/km

  • I costi delle batterie sono calati mediamente del 22% all’anno nell’ultimo decennio

  • “L’alimentazione completamente elettrica potrebbe far aumentare i profitti per veicolo”, spiega James Gautrey

L’industria automobilistica è fuori dal radar degli investitori. Dopo un lungo periodo di eccesso di offerta, il timore generale è che i profitti abbiano raggiunto il picco. La transizione verso i veicoli elettrici potrebbe rappresentare un punto di svolta? Parola a James Gautrey di Schroders

L’industria automotive è fuori dal radar degli investitori: il timore generale è che i profitti abbiano ormai raggiunto il picco e, dopo un periodo di eccesso di offerta, la capacità di sopravvivenza del settore è sottostimata. La transizione verso i veicoli elettrici e a guida autonoma potrebbe rappresentare il punto di partenza di una svolta che possa sorprendere il mercato in positivo? Secondo James Gautrey, global and international equity team di Schroders, l’alimentazione completamente elettrica potrebbe comportare un aumento dei profitti per veicolo.

“In Europa i mercati faticano ad immaginarsi prospettive di profitto per i produttori di automobili – spiega James Gautrey – Dal 2020, l’Unione europea imporrà una multa di 95€ a veicolo per ogni grammo di Co2 in eccesso rispetto al limite di 95g/km. Ciò basterebbe ad azzerare i profitti della maggior parte dei produttori, se tale misura verrà implementata senza una loro risposta. L’alternativa estrema è di spostarsi su un’alimentazione completamente elettrica. In questo caso, zero emissioni significherebbero zero multe. Ma questo ridurrebbe comunque i profitti, dato che i veicoli completamente elettrici attualmente generano perdite per via del costo delle batterie e della mancanza di economie di scala”.

Quali potrebbero essere le soluzioni nel breve periodo?

“Una soluzione a breve termine è stata promossa da Bmw e consiste nell’introduzione di piccole batterie per creare veicoli ibridi ricaricabili. Anche Toyota offre gli equivalenti ibridi di molti dei propri modelli. Questi motori si basano principalmente sulla combustione interna, ma potrebbero agilmente evitare le multe grazie alle emissioni inferiori. Parte dei risparmi, tuttavia, sarebbe annullata dal costo delle batterie, del motore elettrico e degli altri componenti. D’altra parte, le società che offrono veicoli ibridi tendono ad avere prezzi più elevati. La differenza di prezzo rispetto a un veicolo equivalente a combustione interna è del 5-11% per Bmw e del 3-18% per Toyota. Per società con un tale potere di prezzo, le prospettive di profittabilità per i veicoli ibridi potrebbero essere ribaltate”.

Nel lungo termine la transizione verso veicoli completamente elettrici potrebbe garantire una crescita dei profitti?

“I costi delle batterie sono calati mediamente del 22% all’anno nell’ultimo decennio. Crediamo che nel 2024 una batteria in grado di supportare un raggio di 300 miglia per una macchina come la Serie 3 della Bmw costerà circa 5.640 dollari. Partendo da questa ipotesi e sottraendo il costo del motore a combustione interna, si ottiene che l’alimentazione completamente elettrica potrebbe addirittura far aumentare i profitti per veicolo, in contrasto con le aspettative del consensus. Questo scenario best case si basa in gran parte sulla possibilità di aumentare i prezzi dei veicoli, cosa che storicamente è stata difficile da ottenere per l’industria automobilistica”.

Ma i consumatori saranno disposti a pagare di più?

“Secondo le stime, i costi di uso e mantenimento dei veicoli elettrici sono circa un terzo di quelli dei veicoli tradizionali. I sostenitori affermano che ciò compensa il prezzo di acquisto più elevato. Per quanto possa essere vero, non siamo sicuri che ciò possa bastare a convincere la maggior parte dei consumatori”.

Che ruolo svolgono i governi in questo contesto?

“Gli investitori non dovrebbero sottovalutare l’importanza del settore automotive per i governi. È probabile che giocheranno un ruolo molto più significativo nella transizione verso le auto elettriche di quanto molti non credano. I sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici esistono già in molti mercati europei e potrebbero essere estesi. Le tasse sulla benzina o il gasolio potrebbero essere aumentate, mentre si potrebbero implementare schemi di finanziamento appostiti per incentivare i consumatori a guardare ai risparmi futuri più che al costo iniziale.

In conclusione, la transizione verso i veicoli ibridi ed elettrici sembra destinata a sorprendere il mercato in positivo. Se il settore fosse in grado anche di aggiustare i prezzi al rialzo, l’aumento dei profitti potrebbe essere enorme. In sostanza, è possibile che gli investitori stiano sottostimando di molto la capacità dell’industria automobilistica di sopravvivere, o addirittura di prosperare, adottando soluzioni temporanee nel breve termine e operando una transizione il più graduale possibile, costi permettendo”.

Rita Annunziata
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