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Investitori diffidenti sull’azionario Usa

Investitori diffidenti sull’azionario Usa

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

16 Maggio 2018
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  • Continua l’atteggiamento diffidente vero l’azionario Usa. Un’ulteriore crescita degli utili non è ritenuta credibile

  • Giudizi diversi vengono invece riservati ad altre aree del mondo, fra cui l’Eurozona

Azionario Usa. Pictet, nella sua ultima view, considera che una crescita economica più debole e condizioni monetarie più rigide potrebbero trattenere le azioni americane in un intervallo ristretto

La risposta tiepida degli investitori all’ottima performance dell’azionario Usa nel primo trimestre 2018 si ripercuote nelle aspettative per i mesi successivi. Pictet, nella sua ultima view, considera che una crescita economica più debole e condizioni monetarie più rigide potrebbero trattenere l’azionario americano in un intervallo ristretto. Ciò, nonostante le prospettive brillanti verso i mercati europei e alcuni settori azionari ciclici.

Il potenziale dei titoli Usa viene visto come limitato. Gli analisti percepiscono che gli utili delle imprese americane hanno raggiunto il loro picco massimo nel ciclo. Per questo motivo Pictet manterrà l’azionario regionale Usa sottopesato. Nonostante le società statunitensi abbiano riportato risultati migliori del previsto nel primo trimestre, gli analisti dunque intravedono segnali di rallentamento della crescita degli utili.

Per dire, il rapporto tra le società statunitensi che hanno migliorato le previsioni di utili e quelle con previsioni deteriorate è sceso ad appena il 3% nel mese scorso dal livello record del 22% ad inizio anno.

In questo contesto, le attese degli investitori sulla crescita degli utili tra le società comprese nell’S&P 500 quest’anno paiono poco realistiche, al 20%. Tali proiezioni paiono ancora meno raggiungibili considerando che richiederebbero una crescita del PIL nominale statunitense del 6% in base ai calcoli degli analisti, un livello registrato l’ultima volta nel 2005.

I titoli dell’eurozona invece appaiono appetibili. I mercati della regione conservano valutazioni ragionevoli, mentre le condizioni economiche e gli utili societari hanno spazio per un ulteriore miglioramento rispetto a quelli Usa. Inoltre, si ritiene che le società europee beneficeranno di un euro più debole. E’ previsto dunque un indebolimento della valuta nei prossimi mesi. Nonché di un minor costo del capitale. Ci si aspetta inoltre un restringimento a favore delle società europee del divario del rapporto prezzo-valore contabile degli indici S&P 500 e Stoxx Europe 600. Questo si attesterebbe ad un livello record, pari all’85%.

Per quanto riguarda le azioni dei mercati emergenti, si registrano turbolenze a breve termine derivanti da un dollaro più forte e dal posizionamento degli investitori. Pertanto si suggerisce, da parte di Pictet, una posizione neutra sulla regione dei mercati emergenti.

Per quanto riguarda i singoli settori, si continuano a privilegiare i titoli legati all’energia. Questi dovrebbero essere sostenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio. Si suggerisce infine una posizione sottopesata in altri settori difensivi, come per esempio  per i servizi di pubblica utilità e i beni di consumo di base. Si continuano a privilegiare invece alcuni settori ciclici poco costosi, come i titoli finanziari e quelli legati ai materiali.

Infine, si sottolinea come titoli ciclici abbiano sovraperformato sui difensivi. Del 40%. L’esposizione ai titoli difensivi verrebbe però aumentata in caso di indebolimento persistente della crescita.

Teresa Scarale
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